Il sistema insediativo dell'Ogliastra 1/2 In evidenza

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Territorio ed insediamento dell'Ogliastra

L’Ogliastra costituisce l’estremità sud-orientale del grande compendio montano della Sardegna il cui grande riferimento geografico è costituito dalla porzione più elevata del grande crinale del Gennargentu, nel massiccio centrale.

01.01 Ogliastra

Fig. 01 – Il sistema idro-morfologico e insediativo dell’Ogliastra, dall’Atlante dell’Isola di Sardegna di A. La Marmora e C. De Candia, 1839 (Fogli XXVIII, XXIX, XXXIII, XXXIV).
Al centro, il sistema urbano di Lanusei e Tortolì, sul Capo Bellavista; tra il crinale del Gennargentu e le piane costiere, si articola tutto il sistema insediativo.

Pur tuttavia, l'Ogliastra si discosta dalle culture rigidamente pastorali di questo territorio grazie al contatto diretto con la costa e alla presenza di grandi valli aperte dai bacini fluviali che sfociano verso il mare. Questa apertura del paesaggio vivacizza l’economia rurale integrando la pastorizia dei pascoli montani con l’agricoltura delle basse colline e le risorse ittiche marine e degli stagni di entroterra.

L’Ogliastra, come sintetizza bene Antonello Sanna nel Manuale del Recupero dell’Architettura in Pietra, rappresenta il settore del massiccio centrale che non precipita immediatamente a mare ma ne prende una distanza sufficiente a formare una grande cavea in cui si susseguono rilievi aspri, colline e brevi valli, pianure costiere. Tra tutte le regioni del sistema ambientale della montagna centrale è quello più appartato, che sin dall’epoca giudicale ha avuto costantemente un rapporto preferenziale con Cagliari e le pianure meridionali piuttosto che con le vicine Barbagie, con le quali si è stabilito semmai un rapporto di competizione, spesso storicamente conflittuale.

Lo stesso pronunciato isolamento, la difficoltà della comunicazione e dello scambio, nonostante e forse proprio a causa della presenza del mare, ha favorito una relativa integrazione del sistema Ogliastra, cui ha corrisposto una straordinaria permanenza del suo insediamento, che si è sostanzialmente sottratto alla "catastrofe insediativa" tra '300 e '400 al contrario della gran parte delle regioni della Sardegna, soprattutto quelle di pianura e bassa collina, che hanno visto la perdita di circa i due terzi della popolazione.

Questa integrazione si è realizzata come compresenza, nel breve spazio tra il crinale del massiccio centrale e la linea costiera, di un'economia insediativa potentemente pastorale, con i villaggi più elevati che contendevano i vasti pascoli di montagna alle comunità delle Barbagie al di là del crinale, e di un'altra di vivace agricoltura, concentrata sulle colline e soprattutto sulle piane costiere.

01.02 Arzana
Fig. 02 – Paesaggi dell’Ogliastra. I centri di Ilbono (in primo piano) e Arzana si sviluppano a mezza costa alla quota delle risorgive. 

Distribuzione del sistema insediativo in Ogliastra

Il sistema insediativo appare caratterizzato da un controllo della risorsa territorio che si distribuisce sul grande anfiteatro per fasce di pertinenza.

A monte, una sequenza di centri, ben rappresentati da Baunei, Villagrande, Arzana, che sviluppano un’economia essenzialmente legata all’uso dei pascoli in quota. Non si tratta comunque di un habitat tutto "di crinale", anzi i centri si collocano a mezza costa, sulla linea delle sorgenti. I loro territori di pertinenza si sviluppano trasversalmente tra monte e valle, per intercettare tutte le possibili risorse, dai pascoli in quota, alle risorgive, sino ai terreni agricoli di valle.

I nuclei abitati scelgono una posizione intermedia tra queste risorse, ma più affacciata sulla valle, esattamente come i villaggi della parte meridionale della cavea, che però integrano in modo ancora più sostanziale la loro economia con un uso intensivo e specializzato dello spazio agrario. Si pensi specialmente a Jerzu, con i paesaggi terrazzati della sua rinomata viticoltura; ma anche Gairo e Lanusei appartengono a questa importante fascia.

Poco a monte delle piane costiere, alcuni centri presidiano i paesaggi collinari e di valle. Si tratta di Ilbono, Elini, Loceri, Triei, che anticipano di qualche chilometro la fascia costiera, con Bari Sardo e Tortolì collocati a presidio dei principali approdi, e tuttavia ad una qualche distanza dal litorale, a testimoniare le storiche condizioni di insicurezza e insufficiente presa insediativa sul litorale. Ancora nell'800 questo sistema appariva comunque assai poco gerarchizzato, con Tortolì, sede di diocesi, che non arrivava ai 2000 abitanti e Lanusei, nuova sede amministrativa, che la eguagliava per peso demografico.

01.03 BauneiFig. 03 – Paesaggi dell’Ogliastra. La valle del rio Pramaera ripresa da Baunei; sullo sfondo la corona montana che la cinge a sud-ovest dove sorgono i centri di Lanusei, Ilbono, Arzana e Villagrande Strisaili.

01.04 UlassaiFig. 04 – Paesaggi dell’Ogliastra. La valle dei rio Pardu fa parte di una serie di incisioni morfologiche che solcano l’Ogliastra da nord-ovest a sud-est.

Al di fuori di questa cavea affacciata sul golfo di Arbatax rimangono solo pochi centri che controllano le porte di accesso della regione. A sud, Tertenia si situa lungo le sponde del rio di Quirra, presidiando la valle che conduce verso il Sarrabus passando attraverso i salti di Quirra a lungo contesi tra le popolazioni ogliastrine e sarrabesi.

Poco più a ovest, Perdasdefogu si adagia sulle colline a ridosso del rio Flumineddu lungo gli antichi sentieri che collegavano l’Ogliastra con la Trexenta e il Gerrei.

Più a nord, invece la stretta valle del rio Taquisara, scavata tra due costoni calcarei, rappresenta la storica porta verso le Barbagie, punto obbligato anche per la ferrovia che collega l’Ogliastra con la Sardegna meridionale. Attraverso questa valle si raggiungono Ussassai e Seui, i due centri ogliastrini più interni, talvolta considerati appartenenti alla Barbagia di Seulo più che all’Ogliastra per il loro carattere fortemente influenzato dal contatto coi centri dell’interno.

Infine, a nord, Talana e Urzulei, che più che fungere da porta verso il nuorese, si arroccano nelle alte valli del rio Pramaera lungo le pendici meridionali del supramonte calcareo che separa l’Ogliastra dal Nuorese e dalle Baronie.

 

Per maggiori approfondimenti si veda:

A. Sanna, I territori e l’insediamento della montagna centrale, delle Barbagie e delle Baronie, in A. Sanna, F. Cuboni, I Manuali del recupero dei Centri storici della Sardegna – vol. II.1 - Architetture in Pietra delle Barbagie, dell’Ogliastra, del Nuorese e delle Baronie, DEI, Roma 2008.

 

Letto 1453 volte Ultima modifica il Giovedì, 29 Ottobre 2015 16:05