
Il parco archeologico, immerso in una foresta di lecci, castagni e roverelle, è situato su un altopiano granitico a circa 1000 metri sul livello del mare. E’ costituito dal nuraghe “Gennacili”, da un villaggio, due tombe di giganti e da due fonti sacre, una delle due "funtana Padenti" è stata violata una decina di anni fa col tritolo. Il nuraghe, costruito su uno spuntone roccioso, non è in ottimo stato di conservazione, rimane il basamento circondato da un agglomerato di duecento capanne e resti di mura difensive. Le due tombe sono realizzate in granito locale. La prima, risalente al XV secolo a.C., è del tipo a stele centinata (lastre ortostatiche infisse a coltello nel terreno) presenta un’esedra semicircolare, delle due è la più piccola misura 8 metri di lunghezza. La seconda tomba risalente al XIV secolo a.C. è del tipo a filari (costruita con blocchi di granito lavorati) e misura 11 m di lunghezza. I materiali rinvenuti durante gli scavi sono databili all’età del bronzo medio e bronzo finale (dal 1660 a.c al 900 a.c.). Nell’esedra, la zona semicircolare antistante l’ingresso delle tombe, si praticava il rito dell’incubazione (scritti latini narrano che i sardi nuragici dormivano per alcuni giorni consecutivi presso le tombe dei propri cari per poterli incontrare durante il sonno; probabilmente sotto l’effetto di qualche pianta del bosco). Nel museo archeologico nazionale di Cagliari sono esposti alcuni bronzetti provenienti dal parco di Selèni.
Da Lanusei si segue la strada statale 198 (uscita per Nuoro, bivio Carmine e Gairo), si prosegue per 6 km in direzione Gairo, lo svincolo per il bosco Seleni e il parco archeologico si trova sulla sinistra al chilometro 85.
A pagamento
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