
| Altitudine | 595 m s.l.m. |
| Superficie | 53,38 Km2 |
| Abitanti | 5.658 (30-10-2010) |
| Densità | 105,9 ab./Km2 |
| CAP | 08045 |
| Prefisso | 0782 |
| Cod. ISTAT | 105010 |
| Cod. Catasto | E441 |
| Nome abitanti | Lanuseini |
| Patrono | Maria Maddalena |
| Festivo | 22 Luglio |
| Sindaco | Davide Ferreli (11-06-2012) |
La città di Lanusei è collegata al Sarcidano, al Sarrabus e al Gerrei da strade per lo più contorte e pittoresche, mentre raggiunge la Barbagia con una superstrada tagliata nella solitudine alpestre, in modo che si può toccare con mano la proverbiale dell'Ogliastra: "isola nell'isola isolata". Sullo sfondo di creste e dorsali del Gennargentu il paesaggio è segnato da dense leccete, pascoli boscati. Vallette rocciose, lande macchiate di erba barona, di zafferano e di nipitella. E' il paesaggio dei tacchi calcarei e della castelli forme Perdaliana. E' il sito dei laghi artificiali del Flumendosa e delle sorgenti che sgorgano qui tra monti aspri e selve, nei salti comunali di Lanusei. Il paesaggio di pascoli e leccete si arrichisce anche di roverelle qua e là. La città, "scompigliata dall'allegria dei venti marini", è come imprigionata in un reticolo di viuzze, sdruccioli, meandri, fornici, angiporti, tutti fittamente edificati, ma anche di scalinate e slarghi inaspettati nella penuria di spazio. La fama di locus amoenus di Lanusei si fonda sui verzieri che la incoronano e sulle vigne, sulle spiagge della Marina raggiungibile in breve, sui laghi creati nel secondo dopoguerra, sulla foresta e le tassanete dei paesi adiacenti. La stazione ferroviaria è una tappa del trenino verde che avanza sui binari in discesa fra ardite giravolte, giocando a rimpiattino con l'abitato che appare e scompare all'ombra del monte Tricoli in faccia al mare dell'Ogliastra e allo stagno lontano. Caposaldo della burocrazia d'Ogliastra, arcadia turistica e piccola Gerusalemme della Diocesi, Lanusei è da secoli polo d'attrazione per studenti e villeggianti, geologi e cacciatori, che hanno costruito intorno un'immagine di boschi intangibili, aria pura, sorgenti salutari, rocce rare, cibi genuini, ricca selvaggina e falconiera. Nei negozi del vivace tono cittadino si trovano i prodotti seriali che la società dei consumi offre agli acquirenti di tutto l'Occidente, ma anche le merci della tradizione ogliastrina: ferri battuti alla spagnola, coperte artigianali di merletto (fànugas), pelli conciate da abiti taxidermisti, graziosi mobili rustici, rami e terrecotte, arazzi rustici e bisacce. La gastronomia offre miele amaro da accompagnare alla pecora "in cappotto"; un agarico molto carnoso (cardulinu 'e petza) piu allettante dei soliti champignons; guanciale (sa grandula), gran copia di dolci e di acquaviti (murta, cerasa, filuferru). Ma su tutto svettano i celebrati agnolotti all'ogliastrina, i malloreddus, la fregula, le tacculas o meurras ( tordi e merli lessati e raffreddati nel mirto).
Lina Aresu
Ogliastra, Antica Cultura - Nuova Provincia, i Paesi
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