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Dania Lai

Dania Lai

Sabato, 15 Ottobre 2016 10:38

Colombaccio

NOME SCIENTIFICO: Columba Palumbus

DESCRIZIONE: dal latino Columba, che vuol dire colombo selvatico e Palumbus, che sta per il nome volgare colombaccio. Secondo le più recenti valutazioni genetiche, la sottospecie sarda Columba Palumbus ghigii, attualmente non viene più ritenuta valida. Èil più grande colombo europeo; la testa è di piccole dimensioni; la nuca è verde brillante come i lati del collo, che hanno due macchie biancastre caratteristiche; l'iride è gialla; il becco giallo ha un apice ricurvo a cera bianca; le parti superiori sono grigio-brunastre, con ali e coda più scuri; mentre le tonalità delle parti inferiori sono crema scuro con riflessi iridescenti di rosa carico; le ali lunghe e appuntite hanno due grandi macchie bianche disposte sul margine anteriore, molto ben visibili nel volo, ma anche in riposo, che consentono di distinguerlo dagli altri colombi; la coda è squadrata con larga ed evidente barra trasversale biancastra nella faccia inferiore; le zampe sono color arancio. Le dimensioni variano dai 40-45 cm per 70-78 cm di apertura alare ed un peso di 430-580 g.

BIOLOGIA E HABITAT: vive nei boschi di querce (lecci e sughere) e di conifere. Il colombaccio è un uccello migratore, ma nidifica in tutta la Sardegna ed è distribuito sotto i 1000 m di altitudine. Non è visto molto bene dagli agricoltori, poichè si alimenta nei coltivi in gruppi numerosi, arrecando ingenti danni al raccolto. Si alimenta di graminacee, bacche, ghiande, leguminose e anche a volte di piccoli invertebrati, insetti e molluschi.

RIPRODUZIONE: il nido possiede 2 uova e viene costruito sugli alberi o nei cespugli alti. Le uova vengono covate durante il giorno dal maschio e durante la notte dalla femmina. Una volta nata, il pulcino inizialmente si ciba succhiando dalla gola dei genitori il "latte di piccione", una sostanza che viene prodotta nel gozzo.

MINACCE: la specie non è minacciata.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie cacciabile nei periodi di caccia minuti e protetta negli altri periodi dalla Legge Regionale del 1998 e dall'Allegato II della Direttiva CEE. Comune ma con alta variabilità numerica, è sottosposto ad eccessiva pressione venatoria. Dal 2000 sembrerebbe in leggero aumento, dato che compare un pò ovunque.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Columbiformes
  • Famiglia: Columbidae
  • Specie: Columba Palumbus

NOME IN SARDO: Columbu agreste, caoubu, dudone, tidu.

Venerdì, 14 Ottobre 2016 11:06

Civetta

NOME SCIENTIFICO: Athene Noctua Noctua

DESCRIZIONE: secondo le più recenti valutazioni genetiche, la sottospecie sarda Athene Noctua Sarda, attualmente non è più ritenuta valida. Athene, dalla dea Atena, per cui fu sacra e di cui ne possedeva una, mentre Noctua, perchè esce la notte. Stringiforme di piccola taglia; testa grossa e disco facciale ovale, color crema chiaro con sfumature grigiastre; non sono presenti ciuffi auricolari; i grandi occhi sono giallo limone, posti frontali; il piccolo becco è adunco, giallo-verdastro; le parti superiori sono marron-grigio chiaro, picchiettato di bianco; mentre le parti inferiori sono biancastre, con grosse macchie brune; le ali larghe e arrotondate, sono marron-grigio chiaro come il dorso, ma con meno bianco; la coda corta e squadrata, inferiormente è biancastra con ampie barre grigio-brune; le zampe, comprese le dita, sono ricoperte di piume bianche. Il collo è relativamente mobile, consentendogli una rotazione della testa di 270°. Le dimensioni variano dai 22-27 cm per 50-61 cm di apertura alare ed un peso medio di 105-215 g. La femmina è leggermente più grande del maschio. Il suo volo è basso e veloce, caratterizzato da battiti di ali alternati a scivolate.

BIOLOGIA E HABITAT: vive in zone aperte con alberi, bordi di boschi, rocce, presso edifici ecc. ad una quota non superiore ai 700-800 m di altitudine. È stanziale in tutta la Sardegna. È un rapace che caccia abitualmente la notte, mentre preferisce sonnecchiare al sole durante il giorno; ma per poter sfamare la sua prole delle volte caccia anche durante il giorno. La sua tecnica di caccia consiste nell'agguato e le sue prede solitamente sono insetti, ma anche uccelli, anfibi, lombrichi, roditori, che uccide grazie al becco ma anche agli artigli. La preda viene ingerita intera e successivamente tutto quello che non è stato ingerito, come ossa e altri residui, viene eliminato sotto forma di borra. Quando si trova in una posizione di disturbo, esegue dei movimenti del tronco e abbassa e alza il collo; questo comportamento le permette di mettere a fuoco i possibili intrusi oggetti di disturbo. Non di rado frequenta anche cimiteri per via dell'assenza di disturbo antropico durante la notte; dato questo comportamento, la civetta, come altri rapaci, viene considerata segno di malaugurio.

RIPRODUZIONE: il periodo riproduttivo ha inizio a Marzo, attraverso uno scambio di segnali tra la femmina e il maschio. Il nido può contenere da 3 a 5 uova, costruito in cavità di alberi o di muri di edifici, rovine ecc. Generalmente è la femmina ad occuparsi della cova, mentre il maschio va alla ricerca del cibo. I pulcini vengono alla luce dopo 4 settimane dalla cova e prendono il volo dopo 4 settimane dalla nascita.

MINACCE: riduzione e alterazione dell'habitat, aumento del traffico veicolare di cui la specie è vittima più frequente tra gli Strangiformi.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie protetta dalla Legge Regionale del 1998 e dall'Allegato II della Convenzione di Berna. Comune ma relativamente numerosa.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Stringiformes
  • Famiglia: Stringidae
  • Specie: Athene Noctua Noctua

NOME IN SARDO: Cucumèa, cucmiàu, cucumeu, tzonca.

Mercoledì, 12 Ottobre 2016 11:49

Calandra

NOME SCIENTIFICO: Melanochorypha Calandra

DESCRIZIONE: è un uccello lungo 19 cm. Ha una struttura possente , di grandi dimensioni ed un becco giallo e robusto. Ai lati del collo presenta delle bande larghe e nere. Il petto è fulviccio con striature molto leggere di bruno. Le ali sono grandi e triangolari, la coda corta e squadrata. Il volo è leggero ed elegante.

BIOLOGIA E HABITAT: la si trova presso aree incolte, steppe e spazi aperti come praterie e campi coltivati. Si nutre di granaglie nel periodo invernale e autunnale, mentre in primavera integra la sua dieta con una grossa quantità di insetti.

RIPRODUZIONE: nidifica preferibilmente sul terreno, ma anche su arbusti e alberi. La femmina depone circa 4/5 uova.

STATO DI CONSERVAZIONE: protetta dall'Allegato II della Convenzione di Berna, dall'Allegato I della Direttiva CEE e dalla Legge Regionale del 1998.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Passeriformes
  • Famiglia: Alaudidae
  • Specie: Melanochorypha Calandra

NOME IN SARDO: Pratabrata, sterrighinatzu, ungallonga.

Mercoledì, 12 Ottobre 2016 11:28

Beccaccia

NOME SCIENTIFICO: Scolopax Rusticola

DESCRIZIONE: ha un taglia di media grandezza, con un piumaggio generale molto mimetico (bruno-rossastro); la testa è rotonda con vertice nero a sottili barre crema o biancastre fino alla nuca; la fronte è fulva e uniforme; ha gli occhi grandi, in posizione arretrata, con iride scura e l'anello oculare è di un giallo chiaro; il becco bruno, sottile e lunghissimo (da qui il nome Beccaccia); le parti superiori sono marroncine con screziature scure; mentre le parti inferiori sono crema chiaro-giallastre, con fitte strie trasversali più scure; le ali grandi, larghe alla base, arrotondate, con screziature marroni, nocciola, grigie e macchie nel dal bordo chiaro; la coda è corta, arrotondata; le zampe sono rosate. Le dimensioni variano da 33-35 cm per 56-60 cm di apertura alare.

BIOLOGIA E HABITAT: abita boschi umidi con acquitrini e paludi, prati e vegetazione lungo i fiumi di tutta la Sardegna. È migratore e non nidifica in Sardegna.

RIPRODUZIONE: la riproduzione avviene in foreste miste di latifoglie, tavolta miste a conifere, purchè sia presente il sottobosco, radure e suoli di lattiera. Il nido possiede 4 uova costruito alla base degli alberi (in nord Italia ed Europa).

STATO DI CONSERVAZIONE: specie cacciabile e protetta dalla Legge Regionale del 1998. Numericamente assai variabile, in costante diminuzione negli ultimi anni.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Charadriiformes
  • Famiglia: Scolopacidae
  • Specie: Scolopax Rusticola

NOME IN SARDO: Becàcia, becatza, bicàcia.

Mercoledì, 12 Ottobre 2016 10:48

Barbagianni

NOME SCIENTIFICO: Tyto Alba Ernestii

DESCRIZIONE: è la varietà sardo-corsa e (forse) dell'Arcipelago Toscano del Barbagianni (Tyto Alba Alba); Alba, perchè vuol dire bianco, visto il colore del suo piumaggio; rispetto alla specie tipica europea, ha dimensioni di poco maggiori e colorazione generale più pallida; risulta il più comune dei rapaci notturni presenti nell'isola. Piumaggio generale molto variabile e pallido, evidente soprattutto di notte, se l'esemplare viene illuminato (ad es. dai fari di un'automobile); ha la testa grossa, con disco facciale cuoriforme, bianco, con al centro il piccolo becco, adunco e giallastro; ciuffi auricolari assenti; occhi frontali, piccoli e con iride scura; le parti superiori sono nocciola aranciato chiaro, picchettate di bianco e grigio; le parti inferiori sono bianche, con macchiette scure sui fianchi, ma molto rade; ali molto lunghe de arrotondate; con fitte barrature grigio chiare, sfumate, e con un lato inferiore bianco; la coda è corta, squadrata, anch'essa con le stesse fitte barrature grigie chiare e sfumate delle ali; le zampe sono giallastre, coperte da piume bianche, comprese le dita munite di grossi artigli. Le dimensioni variano da 32-39 cm per 91-100 cm di apertura alare ed un peso di 280-450 g. La femmina è leggermente più grande del maschio.

BIOLOGIA E HABITAT: è una specie prevalentemente notturna e talvolta diurna nei periodi invernali. Frequenta case di campagna, ruderi e vecchi edifici di centri abitati grandi e piccoli di tutta la Sardegna. É stanziale e si nutre di piccoli roditori, come topolini e donnole, ma anche di uccelli e pipistrelli. Il Barbagianni non nidifica ad altitudini superiori ai 1000 m e lo si può riconoscere la notte per il suo particolare verso che emette, simile ad un soffio aspirato, differente dagli altri rapaci. In tutta la Sardegna sono presenti circa 1000 coppie. Ha un udito straordinario: è infatti capace di riconoscere la direzione esatta di provenienza di un rumore.

RIPRODUZIONE: il periodo di riproduzione inizia a Marzo per poi protrarsi sino a Luglio. Il nido non viene costruito, ma le uova (da 4 a 7) vengono direttamente deposte in cavità di alberi o di vecchi edifici, dove non è raro sorprendere i pulcini, il cui colore tende al fulvo chiaro e sono comunque sempre un pò più scuri degli adulti.

MINACCE: la specie non è minacciata

STATO DI CONSERVAZIONE: la specie è protetta dalla Legge Regionale del 1998 e dall'Allegato II della Convenzione di Berna. Il Barbagianni è comune e diffuso.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Stringiformes
  • Famiglia: Tytonidae
  • Specie: Tyto Alba Ernestii

NOME IN SARDO:  Iltrìa, istria, istriga, istrullu, pucciòni de stria, pidzòni di strea.

Martedì, 11 Ottobre 2016 18:37

Astore sardo

NOME SCIENTIFICO: Accipiter Gentilis Arrigonii

DESCRIZIONE: varietà sardp-corso dell'Astore, più piccolo e più scuro della forma tipica; il maschio adulto possiede: testa quasi nera, iride da giallastra a rossastra, sottile anello oculare chiaro, stria sopracciliare bianac ben evidente,becco molto adunco blu-grigio, le parti superiori sono grigio brune, mentre quel inferiori sono biancastre, con fitte barrature bruno scure, sottocoda bianco, ali un pò corte, lunga coda squadrata, con barrature nerastre e margine posteriore bianco; le femmine adulte sono più grandi di 1/3 e con parti superiori grigio brune. Le dimensioni variano da 48-60 cm per 89-119 cm di apertura alare ed un peso di 500-1100 g. Hanno un volo deciso e potente con battiti alari profondi e lenti, intercalati da brevi planate e volteggi.

BIOLOGIA E HABITAT: è una specie stanziale e che vive in solitario al di fuori della stagione degli accoppiamenti. Abita le foreste decidue e boschi di conifere; pianure con piccoli boschi in tutta la Sardegna. Si nutre principalmente di uccelli, come ghiandaie, colombi, cornacchie, galliformi, anatre, passeriformi di piccoli e medie dimensioni, e mammiferi di dimensioni medio-piccole, talvolta rettili, insetti e carogne. É un abile cacciatore, il quale insegue con estrema destrezza le sue prede fra la vegetazione oppure rimane in agguato. É diffidente e schivo ed è molto difficile da osservare e fotografare.

RIPRODUZIONE: Febbraio e Marzo sono la stagione dei corteggiamenti, in cui si possono avvistare rituali fantastici di volo di coppia. I nidi voluminosi vengono costruiti sui grossi alberi, con 2-4 uova. I pulli rimangono nel nido per 35-38 giorni e poi in Luglio prendono il volo.

MINACCE: Disboscamento e bracconaggio.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie particolarmente protetta dall'Allegato III della Conevnzione di Berna, dall'Allegato I della Direttiva CEE e dalla Legge Regionale del 1998, rarissima e di grande interesse naturalistico.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Accipitriformes
  • Famiglia: Accipitridae
  • Specie: Accipiter Gentilis Arrigonii

NOME IN SARDO:  Astòre, astori, stori

Martedì, 11 Ottobre 2016 17:26

Assiolo

NOME IN SCIENTIFICA: Otus Scops Scops

DESCRIZIONE: la varietà sarda Otus Scops Vincii attualmente non è più ritenuta valida. É il più piccolo Stringiforme tra quelli che frequentano la Sardegna; testa grossa, con disco facciale cuoriforme dal margine scuro e piccole penne auricolari dette "Orecchie"; grandi occhi gialli, frontali; becco adunco, piccolo, nero-bluastro; colore del piumaggio tipicamente mimetico; le parti superiori sono grigio cenere, con strie longitudnali più scure; le parti inferiori sono grigio chiaro con strie longitudinali brune; ali un pò lunghe e leggermente appuntite; coda cuneiforme di media lunghezza; zampe piumate bruno-chiare e dita nude, grigiastre. I sessi sono simili. Le dimensioni vanno dai 18-21 cm per 47-55 cm di apertura alare. Otus sta per specie di gufo, mentre Scops sta per guardare fisso, con grandi occhi spalancati.

BIOLOGIA E HABITAT: abita foreste, boschetti, edifici abbandonati in campagna, ma anche giardini dei centri abitati. L'Assiolo è prevalentemente notturno e si ciba prevalentemente di insetti, farfalle, piccoli invertebrati, piccoli uccelli e roditori. Caccia in agguato su siti preferenziali e una volta catturata la preda con gli artigli, la porta nel posatoio e la ripulisce con estrema pignoleria. Durante il giorno riposa tra la vegetazione e se infastidito addrizza i ciuffi auricolari.

RIPRODUZIONE: è un parziale migratore e nidifica in Sardegna: il nido, con 3-6 uova, sta in cavità di alberi, muri o in vecchi nidi abbandonati da altri uccelli. Il maschio per attirare la femmina emette un canto caratteristico; quando una di queste risponde al segnale si può dare inizio all'accoppiamento. Una volta nati i piccoli, quest'ultimi vengono sfamati da entrambe i genitori.

MINACCE: riduzione alterazione dell'habitat.

STATO DI CONSERVAZIONE: protetta dall'Allegato II della Convenzione di Berna e dalla Legge Regionale del 1998. É una specie comune, ma non numerosa.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Famiglia: Stringidae
  • Ordine: Stringiformes
  • Specie: Otus Scops Scops

NOME IN SARDO: Assoggi, tzonca

 

 

Martedì, 11 Ottobre 2016 15:59

Aquila reale

NOME SCIENTIFICO: Aquila Chrysaëtos Chrysaëtos

DESCRIZIONE: è uno dei rapaci diurni più grandi; il piumaggio dell'adulto è caraterizzato da un color bronzo dorato su testa e nuca, l'iride marrone, con un sottile anello oculare chiaro, grosso becco adunco giallo, con la punta scura. Le parti superiori sono di un castano chiaro e scuro, con le copritrici alari più chiare, mentre quelle inferiori sono simili a quelle superiori ma con barrature trasversali più chiare. Le ali sono molto lunghe e arrotondate, la coda è squadrata e di media grandezza, le zampe giallastre possiedono grossi artigli scuri. Il diformismo cromatico è quasi assente, le femmine sono leggermente più grandi dei maschi: un maschio raggiunge i 75 cm di lunghezza per un peso di 3 - 3,50 kg, mentre le femmine arrivano a 90 cm per un peso che varia tra i 4 e i 6,50 kg; l'apertura alare può arrivare sino ai 2 m o poco oltre. Hanno un volo elegante, planato e volteggiato.

BIOLOGIA E HABITAT: si trovano nelle zone montuose isolate e selvagge; la specie è stanziale. Dai luoghi di nido, l'Aquila Reale si sposta per lunghe distanze in cerca di cibo, catturato generalmente a terra. Tra le sue prede ambite, troviamo animali d'allevamento, volpi, conigli, lepri, pernici, gabbiani, corvi e raramente altri rapaci, ma spesso si nutre anche di carogne. Per i piccoli cattura prevalentemente rettili. Nella caccia l'Aquila utilizza due tecniche: la prima consiste nell'appostarsi in posti sopraelevati e dopo aver visto la preda scende in picchiata ad ali chiuse o semi-chiuse e le cattura con gli artigli; la seconda prevede che l'Aquila perlustri una vasta area di territorio in volo, e dopo aver avvistato la preda le si avvicina nascondendosi tra rocce e cespugli per poi sorprenderla. É presente su tutti i principali massicci montuosi dell'isola, compresa l'Ogliastra. Difende la sua parte di territorio che utilizza per la caccia a la riproduzione. Secondo delle ricerche scientifiche, il suo territorio varia da 25-30 kmq a 500 kmq.

RIPRODUZIONE: è un rapace che ultimamente si avvantaggia di un maggior rispetto da parte di pastori e cacciatori e della protezione legale. Per questo è libera di riprodursi e diffondere la sua specie rara, ma in aumento. Il periodo degli accoppiamenti si aggira tra Dicembre e Febbraio, in cui il maschio esegue un corteggiamento esemplare costituito da picchiate, avvitamenti e leggeri tocchi del partner. Una volta terminato il corteggiamento, la coppia sceglie il luogo dove nidificare. I nidi vengono costruiti in cavità rocciose, dirupi scoscesi o alberi e hanno grandi dimensioni. La femmina depone una o due uova e quando si schiudono i piccoli aquilotti possiedono un piumaggio lanoso candido, che dopo una ventina di giorno diviene più folta e scura. Genralmente rimane un solo pullo, quello più forte primogenito uccide il secondogenito più piccoloo e debole ("fenomeno di cainismo").

MINACCE: la perdita e l'alterazione della zona di caccia, unite al bracconaggio, al collezionismo e al disturbo antropico.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie particolarmente protetta dalla Legge Regionale del 1998, dall'Allegato I della Direttiva CEE e dall'Allegato III della Convenzione di Berna.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Accipitriformes
  • Famiglia: Accipitridae
  • Specie: Aquila Chrysaëtos Chrysaëtos

NOME IN SARDO: Abbila, àbbili, àchibi, àgula

 

 

 

Giovedì, 26 Maggio 2016 16:56

Germano reale

NOME SCIENTIFICO: Anas Platyrhynchos Platyrhyncos

DESCRIZIONE: Anatra, nota anche come Capoverde, di grosse dimensioni: 50-60 cm x 81-98 di apertura alare. Il maschio ha la testa e il collo verdi, l'iride scura, il becco giallo-verdastro e piatto, alla base del collo un collare bianco, che lo separa dal petto bruno-rossastro; il corpo è grigio chiaro le ali sono di media grandezza, leggermente appuntite, con una grande macchia rettangolare blu dall'evidente bordo nero e bianco detto specchio alare; zampe giallo-arancio, con 4 dita, di cui 3 rivolte in avanti e palmate; la coda è corta, cuneiforme, grigio scura. La femmina ha una colorazione più modesta, bruno fulvo con macchie bruno-nerastre, il becco scuro con margine e macchie arancio, specchio alare identico al maschio. Gli anatroccoli nascono privi di penne e piume, sono ricoperti da un soffice piumino scuro, superiormente, mentre giallino sul ventre.

BIOLOGIA E HABITAT: Il maschio, durante l'anno solare, compie ben 2 mute: durante il periodo dell'accoppiamento, ha un piumaggio completamente verde dal capo al collo e il corpo bruno-rossatro, poi passato il periodo degli aori, avviene la seconda muta, dove il piumaggio è simile a quello della femmina, che gli permette di mimetizzarsi meglio tra i cannetti e le erbe alte lungo le rive dei corsi d'acqua. Vive presso laghi, paludi, fiumi, stagni di tutta la Sardegna. E' migratore e nidifica nell'isola. E' la più diffusa tra tute le specie di anatre selvatiche ed è quindi la più numerosa. Vive sull'acqua e va sulla terraferma solo per nidificare, oppure per riposare e per procurarsi il cibo. Caccia lucertole e pesci.

RIPRODUZIONE: La riproduzione avviene tra Febbraio e Luglio. Il nido può contenere da 10 a 12 uova, posto sul terreno, o tra la vegetazione fitta vicino all'acqua. Le uova vengono covate per 26-28 giorni. Dopo la nascita la femmina porta i piccoli anatroccoli vicino all'acqua per insegnare loro a nuotare e nutrirsi fino alle 7 settimane di vita, in cui impareranno a volare.

MINACCE: Vittima della caccia minuta.

STATO DI CONSERVAZIONE: Protetta dalla Legge Regionale del 1998.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Anseriformes
  • Famiglia: Anatidae
  • Specie: Anas Platyrhynchos Platyrhyncos

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Domenica, 22 Maggio 2016 16:29

Cormorano

NOME SCIENTIFICO: Phalacrocorax Carbo Sinensis

DESCRIZIONE: E' la varietà mediterranea della specie comune europea. Uccello di grosse dimensioni, con misure che variano dai 80-100 cm x 120-150 di apertura alare. L'adulto in periodo riproduttivo assume una colorazione bruna molto scura, iridiscente; la testa e il dorso sono quasi neri; gli occhi con l'iride color verde brillante; ha un robusto becco giallo, ricurvo all'apice superiore; la gola e le guance sono bianche; le ali grandi e larghe, arrotondate; la coda è corta, cuneiforme; unica grossa macchia bianca sull'esterno della coscie, mentre tutto il resto è nero; le zampe sono scure con 4 dita, tutte unite da una palmatura nera. Il loro peso medio si aggira intoro ai 2,6-3,7 kg. Le piume sono permeabili, per cui è costretto a stare molto tempo esposto al sole per asciugarle. Ha un volo rapido e diritto, vola basso a pelo dell'acqua con il collo eretto e il becco rivolto verso l'alto.

BIOLOGIA E HABITAT: Lo si può osservare spesso sugli scogli del mare con le ali spiegate, ma lo si può trovare anche in lagune costiere e stagni. Uccelli migratore, nidifica in tutta la Sardegna. La specie è socievole e prevalentemente acquatica. Ittiofaga, pesca a profondità di circa 3 m, con un'immersione di 16-60 secondi, prevalentemente pesci di acqua dolce e salata. Si adatta facilmente alla pesca collettiva , ma non disdegna quella in solitaria. Visto dall'uomo come una potente minaccia e un concorrente per la pesca, veniva spesso cacciato; da qui lo spopolamento in passato e il ripopolamento oggi giorno grazie alla conservazione.

RIPRODUZIONE: I nidi si trovano su cenge delle falesie, su alberi o in terra o su scogli poco accessibili. Solitamente le femmine depongono 3-5 uova.

MINACCE: Inquinamento delle acqua, distruzione dei siti in cui nidifica, persecuzione diretta, la caccia da parte dell'uomo.

STATO DI CONSERVAZIONE: Protetta dalla Legge Regionale del 1998.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Suliformes
  • Famiglia: Phalacrocoracidae
  • Specie: Phalacrocorax Carbo Sinensis

NOME IN SARDO: Corvumarìnu, crobu anguidhàrgiu, magrone.

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