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Dania Lai

Dania Lai

Martedì, 18 Ottobre 2016 15:07

Pernice sarda

NOME SCIENTIFICO: Alectoris Barbara Barbara

DESCRIZIONE: galliforme di media taglia, di aspetto tozzo; testa con un mento e gola grigio pallido; vertice, nuca, retro del collo sono bruno rossicci e il collare è dello stesso colore, picchiettato di bianco; l'occhio ha un'iride castano rossastra e l'anello oculare è arancione, con stria fulva; il becco è robusto e leggermente ricurvo, rosso arancio; le parti superiori sono bruno-grigiastre, mentre quelle inferiori sono castano-bruno, con addome e sottocoda aranciati; i fianchi sono crema, con larghe barre bianche, castane e nere; le ali sono un pò corte e arrotondate; la coda è breve e cuneigorme; le zampe sono rosso-arancio. C'è un leggero diformismo sessuale: il maschio presenta un corto sperone nelle zampe. Le dimensioni variano da 32-34 cm per 46-50 cm di apertura alare ed un peso di 450-500 g. Alectoris, dal greco che significa gallo e Barbara, perchè appartiene alla Barberia, nel nord Africa.

BIOLOGIA E HABITAT: abita la macchia mediterranea alta, con arbusti, in zone semiaride, ma anche boschi e zone selvagge. La specie è tipica del nord Africa, in Europa e presente solo in Sardegna. Vive in tutta l'isola ed è stanziale. La Pernice sarda è granivora, cioe si nutre pressochè di cariossidi di grano, oltre a sostanze vegetali come frutti e semi selvatici. Nella prima fase della vita è carnivora, in cui si nutre di piccoli invertebrati come vermi, lumache e insetti. Ama i cardi selvaticie alcune piccole crassulente, ricche di acqua.  Solitamente perlustra la zona zampettando sul terreno, raramente spicca il volo, solo se è costretta. Se disturbata corre subito al riparo.  

RIPRODUZIONE: il periodo degli accoppiamenti ha luogo in inverno. Durante la nidificazione la Pernice sarda perde il suo istinto gregario e ogni coppia vive separata dalle altre, in quanto monogame. Il nido contiene 10-14 uova costruito sul terreno sotto bassi arbusti. Se la covata andasse persa, può effettuare una seconda covata. I piccoli alla nascita sono ricoperti da un piumino grigiastro con striature longitudinali nerastre.

MINACCE: perdita e frammentazione dell'habitat e le sue alterazioni.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie cacciabile e protetta dalla Legge Regionale del 1998, dall'Allegato III della Convenzione di Berna e dall'Allegato I della Direttiva CEE. Comune, ma in diminuzione per la progressiva alterazine dell'habitat, la diminuzione delle colture granarie e la caccia eccessiva.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Galliformes
  • Famiglia: Phasianidae
  • Specie: Alectoris Barbara Barbara

NOME IN SARDO: Padrìxi, pardighi, perdiche, perdigi. perdìgia, pelìggia, pranìdzi, branìdza.

Martedì, 18 Ottobre 2016 14:38

Passera sarda

NOME SCIENTIFICO: Passer Hispaniolensis Hispaniolensis

DESCRIZIONE: secondo le più recenti valutazioni genetiche, la sottospecie Passer Hispaniolensis Arrigonii, attualmente non è più ritenuta valida. Specie circummediterranea differente dalla Passera d'Italia, Passer Domesticus Italiae. È il passeraceo più comune della Sardegna: il maschio adulto in estate ha la testa con calotta comprendente il vertice, nuca e parte posteriore del collo, castano scuro; la mascherina nera intorno all'occhio, ha l'iride bruna; il becco è conico, grosso, corto e nero; le guance e i lati della testa sono bianche; le parti superiori sono nerastre con strie più chiare; mentre, le parti inferiori sono grigio chiaro, con mento, gola, petto e fianchi sino al sottocoda neri o marcatamente macchiati di nero; le ali sono larghe e leggermente appuntite, bruno-nere, e le copritrici sono marrone-rossastro con marginature bianche e gocciolature nere; la coda è brunastra, medio lunga e squadrata; le zampe sono brune. In inverno la colorazione è meno marcata. La femmina ha piumaggio più modesto, senza la pettorina nera, con parti superiori marrone chiaro e zampe bruno-giallastre. Le dimensioni variano da 15-16 cm per 24-26 cm di apertura alare ed un peso che non supera i 30 g.

BIOLOGIA E HABITAT: vive in coltivi e campagne, pascoli, boschi, giardini, tetti degli edifici dei centri abitati di tutta la Sardegna. La specie è stanziale nell'isolae nidificante. Predilige zone poco frequentate dall'uomo. La si può trovare in un'area compresa tra il livello del mare sino ai 1000 m di quota. La Passera è onnivora, si nutre di insetti, semi e frutta.

RIPRODUZIONE: il periodo degli amori ha luogo da Aprile in poi dove nidifica sia in isolato che in colonia. Il nido comprende 5-6 uova normalmente costruito su laberi o edifici di ogni tipo, in fessure dei muri, su tetti di case e ruderi. Per 15 giorni è la femmina a prendersi cura della cova e un paio di settimane dopo la schiusa i pulcini sono già in grado di lasciare il nido.

MINACCE: specie non minacciata.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie cacciabile e protetta dalla Legge Regionale del 1998 e dall'Allegato III della Convenzione di Berna. Molto abbondante ovunque.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Passeriformes
  • Famiglia: Passeridae
  • Specie: Passer Hispaniolensis Hispaniolensis

NOME IN SARDO: Pibischirra, porofinu, thrinedha, muntonarjari.

Martedì, 18 Ottobre 2016 13:01

Merlo

NOME SCIENTIFICO: Turdus Merula Merula

DESCRIZIONE: inconfondibile e comune Passeriforme di tagli amedio-piccola; il maschio adulto è completamente nero; ha la testa rotondeggiante; l'occhio con iride nera e anello oculare giallo chiaro, è talvolta sottilissimo e poco visibile; il becco è di un giallo brillante, piccolo ed appuntito, abbastanza robusto; le ali sono lunghe, con apice un pò smussato; la coda è lunga e squadrata; le zampe sono bruno scuro. La femmina è bruno scura e, inferiormente rimane più pallida, con indistinte macchie scure. I giovani sono simili alle femmine, ma un pò più chiari, brunastri. Le dimensioni variano da 24-27 cm per 36-41 di apertura alare ed un peso di 80-100 g. alcuni indivisui possono presentare delle penne sparse di colore bianco (fenomeno di albinismo).

BIOLOGIA E HABITAT: lo si trova nei boschi, nelle campagne, comprese le siepi e i giardini di città e paesi, in tutta la Sardegna. La specie è stanziale, ma nell'isola giungono in inverno individui provenienti dal nord-Europa. Ha un carattere diffidente e astuto e nel caso di spavento, trova subito riparo, mentre quando non viene disturbato ha un atteggiamento diffidente. Si nutre sul terreno principalmente di insetti e lombrichi, ma anche di bacche, frutti come more, uva e fichi, e semi. Si posa sul terreno muovendosi a saltelli con la coda eretta e le ali cascanti. Generalmente è solitario e si riunisce in gruppi solamente durante le migrazioni. Durante le estati afose è possibile osservarlo mentre si bagna in pozze d'acqua o nelle fontane di città.

RIPRODUZIONE: il periodo degli amori ha inizio a Marzo e si protrae fino a Luglio. I maschi difendono il loro territorio anche con aggressività. Nidifica nell'isola: il nido, geenralmente costruito dalla femmina, può contenere 4-5 uova, covate per 2 settimane, costruito nelle biforcazioni dei rami, su arbusti o in fessure di muri e vecchi edifici, tra le siepi, le cataste di legna, i cespugli ecc. Una volta nati i pulli vengono allevati da entrambi i genitori per circa due settimane.

MINACCE: riduzione e alterazione dell'habitat.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie cacciabile e protetta dalla Legge Regionale del 1998, dall'Allegato III della Convenzione di Berna e dall'Allegato II della Direttiva CEE. Comune ed abbondante.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Passeriformes
  • Famiglia: Turdidae
  • Specie: Turdus Merula Merula

NOME IN SARDO: Merula, meulla, maurra, mèurra, mèrulu.

Martedì, 18 Ottobre 2016 11:53

Ghiandaia

NOME SCIENTIFICO: Garrulus Glandarius Ichnusae

DESCRIZIONE: varietà sarda della Ghiandaia europea (Garrulus Glandarius Glandarius) ed appena più piccola della forma tipica. Passeraceo di taglia media; la testa è di dimensioni medie, in parte bruno-camoscio; il vertice è munito di cresta erettile bianco-crema con strie nere molto marcate;la nuca è grigio scura, con sfumature rosa e fronte biancastra; l'iride è bianco-celeste; il becco nero è robusto, circondato alla base da rigide penne setose; ha grossi mustacchi neri; il collo è bruno-camoscio, con gola bianca; le parti superiori hanno il dorso grigio scuro a sfumature rosa, poi bruno-camoscio; le parti inferiori sono crema chiaro, con l'addome biancastro; le copritrici sovraccodali e sottocodali sono bianche; le ali nere sono grandi, larghe ed arrotondate, caratterizzate da una macchia scapolare marrone, una grossa macchia bianca e, ancora, una caratteristica macchia quadrangolare azzurra e nera, molto evidente durante il volo; la coda nera è squadrata; le zampe sono carnicine. Entrambi i sessi che i giovani sono simili, non ci sono dimorfismi sessuali. Garrulus, significa canterino, loquace; Glandarius, significa delle ghiande, per l'habitat tipico (boschi di querce); Ichnusae sta per la provenienza sarda. le dimensioni variano da 32-36 cm per 53-59 cm di apertura alare.

BIOLOGIA E HABITAT: abita i boschi, preferibilmente di querce e lecci, zone con alberi radi, ed anche orti e giardini di città e paesi (soprattutto, ma non solo, di montagna e collina). Diffusa su tutta l'isola ed è stanziale. Ha un indole sospettosa e vive a contatto di gruppi numerosi e chiassosi. Sul terreno saltella, in modo impacciato. La sua dieta consiste principalmente di sostanze vegetali come ghiande, castagne, semi di conifere, corbezzolo, coccole di ginepro, che quando sono in eccesso nasconde nelle cavità degli alberi o in fosse scavate nel terreno, ma anche di lumache, insetti, piccoli mammiferi, rettili, larve, uova di altri uccelli e ragni. Nei luoghi urbani è più silenziosa rispetto al continuo verso che emette, invece, quando si trova nei boschi. Secondo una leggenda, le Ghiandaie venivano utilizzate come "guardiane" del bosco da parte di quelle persone che si davano alla latitanza nelle zone del Supramonte. Infatti, questi uccelli, erano in grado di emettere dei suoni, talvolta differenti, quando nel bosco passavano persone diverse dal solito.

RIPRODUZIONE: a Gennaio ha inizio il rituale di corteggiamento in gruppi sullo stesso albero. Tra Aprile e Maggio la femmina depone 5-7 uova in un nido che viene costruito sugli alberi. La nidificazione, la cura e l'alimentazione dei pulli viene fatta da entrambe i genitori.

MINACCE: la specie non è minacciata.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie cacciabile e protetta dalla Legge Regionale del 1998 e dall'Allegato II della Direttiva CEE. Abbastanza comune.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Passeriformes
  • Famiglia: Corvidae
  • Specie: Garralus Glandarius Ichnusae

NOME IN SARDO: Pìca, piga, mariapica, marrapiga, melapica, marabìga.

Lunedì, 17 Ottobre 2016 15:14

Gabbiano reale zampegialle

NOME SCIENTIFICO: Larus Cachinnans Michahellis

DESCRIZIONE: Cachinnans, perchè sghignazza, riferito al verso dell'uccello, Michahellis, in onore dello studioso Michahelles. Varietà del Mediterraneo occidentale del Gabbiano Reale nordico (Larus Argentatus Argentatus) e di dimensioni leggermente superiori: 60-65 cm per 130-150 cm di apertura alare; è fra i gabbiani più grandi e più comuni. La testa è bianca, con iride giallastra; grosso becco giallo, ricurvo all'apice, con macchietta rossa nell'estremità della punta inferiore; il piumaggio dell'adulto va dal biancastro al candido sul collo, dorso e nelle parti inferiori;le lunghe ali sono sottili e appuntite, di color grigio perla, con punte nere segnate da una piccola macchia bianca; la coda media è squadrata; le zampe palmate sono gialle come il becco.

BIOLOGIA E HABITAT: è una specie costiera, ma per cercare cibo si inoltre per decine di chilometri nell'entroterra, sfamandosi nelle discariche dei rifiuti urbani e sostando nei fiumi e nei laghi artificiali. La specie è stanziale in tutta la Sardegna. La sua dieta è varia e caccia attivamente uccelli e pesci, ma anche crostacei, vermi, roditori, insetti e uova di altri uccelli. Dopo la digestione emette un bolo alimentare, chiamato "borra", costituito da materiale organico non assimilabile.  Ha un forte adattamento alla figura umana, tanto che spesso si ritrovano ad attraversare porti o appollaiati sulle barche da pesca.

RIPRODUZIONE: il posto per la nidificazione viene scelto dal maschio con molta cura attraverso rituali specifici nei quali si verificano delle vere e proprie minacce nei confronti degli altri maschi della colonia. Una volta formata la coppia, il maschio afferra ripetutamente l'ala della femmina con il becco per portarla nel nido. La nidificazione avviene all'interno delle colonie monospecifiche o miste. Depone 2-3 uova, verso Marzo-Maggio, poste in piccole fosse tra le rocce delle scogliere meno accessibili e delle piccole isole. Le uova si schiudono dopo un mese e i pulcini, nel primo periodo, vengono nutriti dal maschio. Dopo un mese e mezzo i piccoli possono lasciare il nido.

MINACCE: ingestione di sostanze inquinanti.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie protetta dalla Legge Regionale del 1998 e dall'Allegato II della Direttiva CEE. Abbondante in tutte le zone costiere e nell'entroterra.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Charadriiformes
  • Famiglia: Laridae
  • Specie: Larus Cachinnans Michahellis

NOME IN SARDO: Càu, cào, caòne, colvu de mare, colvu marìnu, gabbiànu, pudzòne marinu, càu marinu, gavìa.

Lunedì, 17 Ottobre 2016 14:34

Gabbiano comune

NOME SCIENTIFICO: Larus Ridibundus

DESCRIZIONE: Ridibundus sta per "che ride", a causa del caratteristico verso. Di piccole dimensioni, 33-39 cm per 84-103 di apertura alare, l'adulto ha un piumaggio generalmente biancastro e, in primavera-estate, la testa ha un cappuccio bruno scuro; nel periodo invernale questa colorazione scompare quasi del tutto e rimane solamente una piccola macchia dietro l'occhio, che ha l'anello oculare giallo con l'iride scura; il becco è rosso chiaro d'estate e rosso scuro d'inverno, con la punta nera, ricurva; le ali lunghe e molto appuntite, sono grigio chiare, con bordo delle primarie nero; la coda media è squadrata; le zampe sono rossastre e palamate negli adulti, mentre giallastre nei giovani.

BIOLOGIA E HABITAT: vive nelle lagune e stagni di zone costiere. Per nutrirsi si inoltra nell'entroterra fino alle discariche urbane. Il Gabbiano comune è migratore e nidifica in tutte le coste della Sardegna. È un cacciatore scaltro, avvistato anche tra i campi in cerca di prede, come invertebrati, tra i quali vermi, insetti, ma anche di sostanze animali e vegetali, rifiuti. La specie è rumorosa, specialmente nelle colonie, in cui si può udire il suo tipico richiamo. Vive in colonie numerose e si possono osservare in volo a stormi che formano la lettera "V". È onnivoro e spesso ha l'abitudine di rubare il cibo ad altri uccelli e ai suoi simili (cleptoparassitismo).

RIPRODUZIONE: si riproduce in colonie e depone 2-3 uova due volte l'anno, covate una ventina di giorni, che vengono poste in grandi nidi tra i cespugli degli stagni o tra le rocce delle scogliere. Alla nascita i pulcini hanno il piumaggio di colore grigio, puntinato di scuro. Finita la stagione riproduttiva, sia i giovani che gli adulti, si riuniscono in stormi

MINACCE: variazione della quantità e del livello delle acque, disturbo arrecato ai iti di riproduzione, contaminazione delle acque, dovuti a sversamenti di idrocarburi in mare o lungo le coste, epidemie di botulismo, influenza aviaria, disturbo antropico.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie protetta dalla Legge Regionale del 1998, dall'Allegato II della Direttiva Uccelli, dall'Allegato III della Convenzione di Berna ed è considerata specie vulnerabile dalla Lista Rossa Nazionale. Il Gabbiano comune è abbastanza frequente.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Charadriiformes
  • Famiglia: Laridae
  • Specie: Larus Ridibundus

NOME IN SARDO: Càu, cào, caòne.

Lunedì, 17 Ottobre 2016 11:06

Falco pellegrino mediterraneo

NOME SCIENTIFICO: Falco Peregrinus Brookei

DESCRIZIONE: è la varietà mediterranea meridionale del Falco Pellegrino (Falco Peregrinus Peregrinus); il maschio è di taglia media, con testa nero-azzurra in lato, crema pallido in basso e sottili strie trasversali scure; occhio con iride nera e anello oculare giallo; gola e guance bianche, con grandi mustacchi neri; le parti superiori sono blu grigie, con piccole macchie romboidali nere; mentre le parti inferiori sono bianco-fulvo fittamente barrate di nero; le ali sono lunghe e acute e la coda è squadrata di media lunghezza, con barrature trasversali nerastre; le zampe sono robuste, gialle, con artigli neri. Le dimensioni variano da 40-51 cm per 81-112 cm di apertura alare ed un peso di 400-1000 g. La femmina è più grande e più scura. Il suo volo e potente e veloce, in cui alterna ampie planate a battiti di ali. Le ali durante le planate e il volteggio, appaiono piatte e leggermente rivolte verso il basso. Il Falco Pellegrino è sicuramente ritenuto il rapace più veloce in picchiata, tanto da raggiungere i 180-240 km/h.

BIOLOGIA E HABITAT: vive in coste rocciose, regioni aperte con dirupi, montagne ecc. Alquanto raro, vive in tutta la Sardegna, dove nidifica. È ornitofago, ovvero che il 90% della sua alimentazione consiste di altri uccelli che variano come dimensioni da quelle di un passero a quelle di un'anatra. Raramente comprende nella sua dieta anche insetti e mammiferi. La preda viene cacciata sia in agguato, sia attraverso l'esplorazione in volo, grazie alla sua vista acuta. Si contano circa 200 coppie.

RIPRODUZIONE: nei periodi dell'accoppiamento il falco effettua dei voli a "Z", dove simuli dei finti attacchi. Sia il maschio che la femmina, durante il volo, mostrano le parti chiare e scure del loro corpo per attirare l'attenzione. Qualche volta il maschio effettua dei finti attacchi anche verso la femmina e durante il volo la coppia può anche toccarsi attraverso il becco, gli artigli e le penne. Depone tra la fine di Febbraio e gli inizi di Aprile, in cui il nido può contenere 3-4 uova, costruito in cavità inaccessibili di pareti rocciose, in posizione strategica in modo da avere un buona visuale su tutto il territorio, ma anche di edifici di città e paesi, oppure depone le uova in nidi abbandonati di altri rapaci. La cova viene portata avanti sia dal maschio, che dalla femmina e i due rimangono uniti per la vita. I piccoli, una volta nati, stanno un mese nel nido, prima di prendere il volo, ma rimangono ancora qualche mese con i genitori, per insegnare loro le tecnica di volo e caccia. Il genitore durante la caccia passa la preda al piccolo durante il volo oppure la lascia acdere, in modo che il piccolo la raggiunga in picchiata, raggiunge una velocità tale che quando la preda raggiunge il suolo, l'impatto è talmente forte da uccidere la stessa.

MINACCE: a rischio a causa dell'accumulo di pesticidi nelle prede, per il bracconaggio delle uova, alterazione e distruzione dell'habitat.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie protetta dalla Legge Regionale del 1998, dall'Allegato II della Convenzione di Berna e dall'Allegato I della Direttiva CEE. Alquanto raro e in diminuzione, certamente in pericolo.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Falconiformes
  • Famiglia: Falconidae
  • Specie: Falco Peregrinus Brookei

NOME IN SARDO: Astòre, istòre, astorèddhu, stori, perdìghinu, pedrixàiu.

Sabato, 15 Ottobre 2016 12:05

Cuculo

NOME SCIENTIFICO: Cuculus Canorus

DESCRIZIONE: secondo le più recenti valutazioni genetiche, la sottospecie sarda Cuculus Canorus Sardus, attualmente non viene più ritenuta valida. Piumaggio del maschio adulto: testa relativamente grossa, grigio ardesia; iride gialla con anello oculare giallo pallido; corto becco giallastro; collo grigio; parti superiori grigio ardesia, più scure sul groppone; parti inferiori grigie, con petto scuro, poi biancastre, barrate finemente di grigio scuro; ali appuntite e non tanto lunghe, grigio-brunastre più scure; coda bruno scuro, assai lunga; zampe gialle, con 4 dita (due rivolte in avanti e due rivolte indietro). La femmina è simile, ma più grigio-rossiccia. I giovani invece sono bruno-rossicci.Le dimensioni variano da 32-36 cm per 55-70 cm di apertura alare ed un peso di 110 g.

BIOLOGIA E HABITAT: hanno un habitat vario, principalmente a clima caldo, in boschi aperti e zone ricche di arbusti e cespugli. È un uccello migratore, ma nidifica in tutta la Sardegna. La specie è diffidente e solitaria al di fuori del periodo riproduttivo. Il cuculo è molto vorace e si nutre principalmente di invertebrati.

RIPRODUZIONE: è "parassita", relativamente alla riproduzione: la femmina depoe le uova nei nidi di uccelli di piccola taglia (soprattutto Corvidi come cornacchie e ghiandaie, più raramente altri Passeracei come magnanine, capinere, pettirossi, cince e addirittura scriccioli). Le uova (per un massimo di 15-18 per stagione) vengono deposte in numero di 1-2 per nido parassitato; alla schiusa i piccoli di cuculo vengono allevati dalla specie parassitata come se fossero i propri piccoli; anzi, normalmente, il più grande e forte pulcino "intruso" espelle le uova oppure, successivamente alla schiusa, getta fuori dal nido i veri pulcini della specie ospitante.

MINACCE: specie non minacciata.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie protetta dalla Legge Regionale del 1998 e dall'Allegato III della Convenzione di Berna. Un tempo abbastanza comune, ma dal 1985/90 apparentemente in diminuzione.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Cuculiformes
  • Famiglia: Cuculidae
  • Specie: Cuculus Canorus

NOME IN SARDO: Cucuerrai, cucuevai, cucuggregu.

Sabato, 15 Ottobre 2016 11:36

Folaga

NOME SCIENTIFICO: Fulica Atra Atra

DESCRIZIONE: uccello acquatico, simile alla gallinella d'acqua, ma più grande; il piumaggio è completamente nero (da qui appunto Atra Atra); l'iride è rosso brillante; il becco è grosso, a largo scudo con frontali bianchi; le ali sono medie e con margine rotondeggiante; la coda è cortissima e leggermente appuntita, tenuta costantemente abbassata; le zampe sono verdi con dita lobate. Il volo è lento e pesante. Le dimensioni variano da 36-45 cm per 68-80 di apertura alare. ed un peso di 450-750 g. La femmina è poco più piccola rispetto al maschio.

BIOLOGIA E HABITAT: vive in stagni e paludi con canneti, laghi artificiali e fiumi. È migratore e nidifica in tutta la Sardegna. Ha un indole timida e prudente ed è una specie gregaria, facile da osservare insieme ad altre specie, sopratutto nella stagione invernale. Di nutre di sostanze vegetali strappate dal fondo, ma anche di molluschi, insetti, uova di pesci e crostacei; raramente anche di uova e nidiacei di uccelli. La Folaga è un ottima nuotatrice, si tuffa con una piroetta alla ricerca di cibo ed è in grado di rimanere sott'acqua per circa un minuto. Durante l'alimentazione dei pulcini, se uno è più ingordo rispetto agli altri, la mamma lo "punisce"scrollandolo ripetutamente prendendolo per il becco. Quando si trovano in pericolo si spostano in gruppo facendo molto rumore. Il volo è talmente debole, che per la partenza deve prendere una lunga rincorsa lungo la superficie dell'acqua.

RIPRODUZIONE: il periodo degi amori ha inizio a Marzo e entrambi si occupano della costruzione del nido a forma di larga coppa, con 6-10 uova, tra la vegetazione acquatica. Entrambi covano le uova per circa 22-24 giorni, in cui una volta nati i pulcino sono in rado di abbandonare il nido dopo 3-4 giorni dalla nascita.

MINACCE: bonifica degli ambienti umidi, inquinamento delle acque, caccia incontrollata.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie cacciabile, comune e abbondante. Protetta dalla Legge Regionale del 1998, dall'Allegato III della Convenzione di Berna e dall'Allegato I della Direttiva CEE.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Gruiformes
  • Famiglia: Rallidae
  • Specie: Fulica Atra Atra

NOME IN SARDO: Puìga, pùlica, pùliga, puddha de riu, puddha de abba.

Sabato, 15 Ottobre 2016 11:06

Gheppio

NOME SCIENTIFICO: Falco Tinnunculus Tinnunculus

DESCRIZIONE: è uno dei rapaci più comuni; il maschio ha la testa grigia e sottili mustacchi neri; l'occhio con iride scura e anello oculare giallo; le parti superiori hanno il dorso color bruno-rossastro picchiettato di bruno-nero; le parti inferiori, invece, sono color crema con macchie bruno-nerastre; le ali sono lunghe e appuntite con le punte bruno-scure. la coda lunga, squadrata è grigia con larga barra nera e un sottile bordo bianco; le zampe sono giallastre. La femminaè riconoscibile facilmente grazie alla testa e alla coda bruno-ruggine. Il gheppio si osserva spesso; nei giorni di vento, immobile in volo, mentre fa lo "spirito santo", tenendo la coda aperta e agitando le ali a grande velocità, pronto a lanciarsi sulla preda. Le dimensioni variano da 32-35 cm per 68-82 cm di apertura alare ed un peso di 230-270 g.

BIOLOGIA E HABITAT: vive un pò ovunque, prediligendo campi aperti, boschi radi, costoni rocciosi, edifici abbandonati, spesso osservabile nei giardini di periferia dei centri abitati di tutta la Sardegna. La specie è stanziale. Il Gheppio è un abile cacciatore e si nutre principalmente di piccoli mammiferi, lucertole, insetti, uccelli. Il tereno di caccia viene esplorato dall'alto. La popolazione presente in Sardegna e oltre le 800 coppie e probabilmente sono monogame

RIPRODUZIONE: la coppia si forma intorno a Febbraio-marzo, in seguito ad un corteggiamento formato da parate nuziali. Il maschio effettua dei voli acrobatici e finge di attaccare la femmina, posata, che quando si abbassa per evitarlo emette dei versi acuti. Oppure il maschio effettua un volo battuto alternato con delle planate e dopodichè si avvicna alla femmina per accoppiarsi. Nidifica in solitaria oppure in colonie in cui il nido può contenere da 3 a 6 uova costruito in cavità della roccia o di abitazioni abbandonate, nelle falesie costiere o in alberi isolati. Le uova vengono covate dalla femmina, mentre il maschio va alla ricerca del cibo.

MINACCE: riduzione e alterazione dell'habitat, uso indiscriminato di pesticidi, persecuzione.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie protetta dalla Legge Regionale del 1998 e dall'Allegato II della Convenzione di Berna. Molto comune e apparentemente stabile o in aumento.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Falconiformes
  • Famiglia: Falconidae
  • Specie: Falco Tinnunculus Tinnunculus

NOME IN SARDO: Futibbentu, atilibbriu, tilibriu.

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