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Dania Lai

Dania Lai

Giovedì, 10 Novembre 2016 19:49

Upupa

NOME SCIENTIFICO: Upupa Epops

DESCRIZIONE: è un uccello dall'aspetto inconfondibile; la testa è piccola e leggermente appiattita laterlamente e sormontata, sul vertice, da una tipica cresta erettile, formata da penne bruno-rosate con apice nero, posizionate a ventaglio, che l'uccello chiude e apre spesso e quando vuole; l'iride dell'occhio è bruna; il becco è nero, lungo, appuntito e leggermente ricurvo ; in generale il piumaggio rimane bruno-rosate, leggermente più scuro sul dorso; le ali sono grandi, arrotondate, con macchie bianche e nere e una piccola parte anteriore che rimane bruno-rosata; la coda è lunga e squadrata, nera e bianca; il sottocoda è bianco; le zampe sono grigie. La femmina, a differenza del maschio, ha la gola e il mento più scuri, mentre i giovani sono simili alle femmine, ma hanno becco e cresta più piccoli. Il loro volo sembra come quello delle farfalle, leggiadro. Il comportamento è simile a quello dei picchi, sta posata sui rami degli alberi o sui tronchi. Le dimensioni variano da 28-31 cm per 44-49 cm di apertura alare. Upupa è il nome scientifico latino, mentre Epops è il nome scientifico in greco.

BIOLOGIA E HABITAT: ama stare in aperta campagna con alberi, parchi, vigneti, frutteti, castagneti, coltivi, oliveti ecc. La specie è diffusa in tutta la Sardegna ed è stanziale nell'isola. Maggiormente si nutre di una vasta varietà di insetti, ma si ciba anche di anellidi e piccoli anfibi e rettili. Il loro volo sembra come quello delle farfalle, leggiadro. Il comportamento è simile a quello dei picchi, sta posata sui rami degli alberi o sui tronchi. Quando va alla ricerca del cibo, alza la cresta. Vive in coppia o in piccoli gruppi.

RIPRODUZIONE: il nido può contenere dalle 5 alle 8 uova, piccole e allungate di color verde-biancastro e ricoperte di puntini neri, costruito su bassi alberi, tra cespugli, rocce e nei buchi dei muri, comunque in ambienti poco umidi.

MINACCE: trasformazioni ambientali degli ecosistemi agrari e forestali.

STATO DI CONSERVAZIONE: la specie è protetta dalla Legge Regionale del 1978 e dall'Allegato II della Convenzione di Berna. Comune anche se poco numerosa.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Coraciiformes
  • Famiglia: Upupidae
  • Specie: Upupa Epops

NOME IN SARDO: Mariapùpusa, pubùsa, pupusa, pupuxa, culipudida, laudadèus, pigiòne cucùsa, pubusacandia.

Giovedì, 10 Novembre 2016 19:03

Falco di palude

NOME SCIENTIFICO: Circus Aeroginosus

DESCRIZIONE: il maschio tendenzialmente rimane più piccolo rispetto alla femmina, con un piumaggio più cromatiche; le piume superiori sono marroni con mantello rossiccio, mentre le ali e la coda sono grigie chiare superiormente e ocra inferiormente con le punte nere e sul groppone è presente una macchia biancastra, mentre la femmina ha un piumaggio più uniforme, tendente al marrone, con la testa gialla e un caratteristico collare di piume facciali presente in entrambe i sessi. I giovani assomigliano molto alle femmine e tendenzialmente rimangono anche più scuri. La specie è leggermente più robusta rispetto alle specie "sorelle", come l'Albanella reale e minore. Il suo volo è maestoso e lento. Le dimensioni variano da 48-56 cm per 115-135 cm di apertura alare e un peso di 400-600 g. 

BIOLOGIA E HABITAT: abita principalmente in luoghi umidi, visto il suo nome, paludi e canneti sono il suo regno, ma non è raro scorgerlo in ambienti asciutti di pianura o bassa collina. La specie è nidificante in Sardegna, migratrice e svernante. La specie è solitaria e la si può facilmente osservare mentre caccia oppure quando è alla ricerca della corrente termica; difficilmente la si avvista sul suolo per via del suo mimetismo. Si ciba preferibilmente di piccoli mammiferi, uccelli acquatici, rettili e anfibi. Il maschio, una volta catturata una preda, si dirige verso il nido per far vedere il bottino, fiero, alla femmina. Il cosiddetto "passaggio della preda" invece avviene durante il volo, attraverso delle acrobazie e capacità di sincronizzazione. Ama le acque poco profonde, possibilmente dolci  poco salmastre, acquitrini o bacini artificiali.

RIPRODUZIONE: il periodo della riproduzione inizia in primavera, verso Marzo, Aprile e Maggio, dove la femmina depone dalle 2 alle 5 uova in un nido molto robusto costruito tra i canneti, nella folta vegetazione o sul terreno.

MINACCE: distruzione delle zone umide, persecuzione diretta.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie particolarmente protetta dalla Direttiva Uccelli, dall'Allegato III della Convenzione di Berna, dall'Allegato I della Direttiva CEE e dalla Legge Regionale del 1998

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Falconiformes
  • Famiglia: Accipitridae
  • Specie: Circus Aeroginosus

NOME IN SARDO: Stori de puliga.

Mercoledì, 09 Novembre 2016 11:10

Pollo sultano

NOME SCIENTIFICO: Porphirio Porphirio Porphirio

DESCRIZIONE: rassomiglia nel complesso ad un grosso pollo un pò tozzo; è un uccello acquatico di discrete dimensioni con un piumaggio azzurro carico e viola iridiscente, leggermente più scuro sul dorso e sulle ali, mentre il sottocoda è bianco; le ali sono arrotondate e di media lunghezza; il becco è robusto rosso aranciato con una larga placca frontale rosso vivo; anche l'iride dell'occhio è rosso viva; la coda è molto corta e conica; le zampe sono lunghe con altrettante lunghe le dita, rosso corallo. Non c'è dimorfismo sessuale, tranne che la femmina rimane leggermente più piccola, ma lo si può notare solo quando maschio e femmina sono insieme. I giovani hanno un piumaggio più scuro, con solo alcune piume sul dorso, sul petto e sui lati del collo, azzurre; il becco e la placca frontale sono scure, mentre le zampe sono rosso chiaro. Le dimensioni variano da 40-50 per 80-100 di apertura alare.

BIOLOGIA E HABITAT: vive in zone palusose ricche di canneti e stagni costieri. Ha abitudini crepuscolari e di difficile studio e ed individuazione, poichè vive all'interno della vegetazione durate il giorno. La specie è stanziale in Sardegna. Il pollo sultano è uno dei pochi uccelli in grado di portarsi il cibo al becco attraverso la zampa. Il nome Porphirio, viene dal latino e significa porpora, in relazione con la colorazione del suo piumaggio.

RIPRODUZIONE: non si conosce il suo reale periodo riproduttivo, degli studiosi hanno notato che esistono due periodi riproduttivi per il pollo sultano individuati tra Marzo-Maggio e Dicembre-Gennaio, ma potrebbero essere anche altri mesi dell'anno. Il nido può contenere 2-5 uova, costruito sul terreno vicino all'acqua o fra le piante acquatiche ed è molto complesso, dove in alcuni casi ha anche la copertura. Le uova si schiudono dopo 25 giorni circa e una volta nati, i pulli stanno con i genitori per due settimane, alimentati da entrambi.

MINACCE: riduzione dell'habitat in zone umide, il totale isolamento, la caccia, predazione al nido e ai pulli,

STATO DI CONSERVAZIONE: specie particolarmente protetta dalla Legge Regionale del 1998, tuttelato da un Piano d'Azione Nazionale ed Internazionale e dall'Allegato I della Direttiva Uccelli. Abbastanza raro e in via di estinzione, ma in leggero aumento negli areali sardi.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Gruiformes
  • Famiglia: Rallidae
  • Specie: Porphirio Porphirio Porphirio

NOME IN SARDO: Puddhòne, puddhu conchirùju, puddhoni, cabòni de abba, cabonìscu.

Mercoledì, 09 Novembre 2016 10:09

Airone guardabuoi

NOME SCIENTIFICO: Bubulcus Ibis

DESCRIZIONE: è un ardeide di taglia media di forma tozza; ha un piumaggio bianco candido con livrea picchiettata di arancione sul vertice, sulla nuca e sul dorso, durante il periodo estivo, mentre in inverno è totalmente bianco; il collo è corto; durante il periodo riproduttivo il becco, gli occhi e le zampe sono color arancio, ma una volta deposte le uova tornano nei loro colori di origine, quindi il becco rimane giallo aranciato, corto e robusto; le zampe sono grigie con lunghe dita e l'occhio diventa giallognolo. I giovani sono totalmente bianchi e il becco all'inizio è scuro e poi diventa giallo. Le dimensioni variano da 45-55 cm per 90-95 cm di apertura alare.

BIOLOGIA E HABITAT: è un esemplare che può essere facilmente confuso con la Garzetta, ma a differenza di quest'ultima l'Airone Guardabuoi ha le macchie aranciate e le zampe e il becco gialli. Ama gli ambienti umidi, ma anche campi arati e seminati e spesso seguono i trattori durante l'aratura. Adora stare insieme ad altri uccelli acquatici e le colonie sono composte da una decina di esemplari circa. La sua particolare abitudine, da cui proviene anche il nome, è quella di posarsi sugli animali da pascolo o da mandria, come bovini, ovini e suini, per mangiare gli insetti presenti sugli animali. Qui in Ogliastra è stato avvistato nei pressi della spiaggia di Cea. Presente in varie parti della Sardegna, che detiene la maggior parte della popolazione italiana. La sua prima nidificazione l'ha effettuata proprio qui in Sardegna nello stagno di Molentargrius nel 1985. Si ciba di pesci, anfibi e invertebrati acquatici e terricoli, di arvicole che trova nei terreni agricoli, di parassiti presenti sul dorso degli animali. Come gli altri aironi, quando vola tiene il collo ripiegato a forma di "esse", quasi da sembrare senza collo. Quando caccia alterna degli spostamenti lenti del corpo con movimenti laterali del collo e della testaa brevi corse.

RIPRODUZIONE: la nidificazione avviene in una garzaia, dove costruisce il nido a forma di coppa, non molto profondo. Delle volte i nidi talmente sono vicini che si toccano l'uno con l'altro e arrivano ad essere un centinaio in un solo albero.

MINACCE: cementificazione dei suoli, l'abbattimento di alberi bassi o arbusti dove nidifica, disturbo antropico e alterazione dell'habitat, l'inquinamento, cambiamenti delle pratiche agricole nelle zone bonificatee della gestione dei pascoli adiacenti alle zone umide, allargamento dei centri urbani e riduzione delle zone umide.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie protetta dalla Legge Regionale del 1992 sulla caccia e dalla Direttiva Uccelli.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Ciconiiformes
  • Famiglia: Ardeidae
  • Specie: Bubulcus Ibis

NOME IN SARDO: Garza, menga, perdiggiorronadas.

Mercoledì, 02 Novembre 2016 11:52

Usignolo

NOME SCIENTIFICO: Luscinia Megarhyncos Megarhyncos

DESCRIZIONE: è un uccello di piccole dimensioni e dal comportamento particolarmente prudente e riservato: in genere rimane nascosto tra la vegetazione e lo si può indivisuare attraverso il suo canto melodioso. La testa e la parte posteriore del collo sono bruno-rossicci; l'iride è scura e ha un sottile bordo perioculare giallo pallido; il becco è appuntito e leggermente ricurco in punta, ed è sottile di colore giallastro; le parti superiori sono bruno-rossicce, mentre quelle inferiori sono crema, con il petto e i fianchi camosciate; le ali sono lunghe e acute, sempre bruno-rossicce; la coda è lunga e stretta con margine arrotondato, anch'essa bruno-rossiccia, metre il sottocoda è biancastro; le zampe sono color carne. Le dimensioni variano da 15-16 cm per 24-27 cm di apertura alare.

BIOLOGIA E HABITAT: vive presso giardini, boschi ecc. diffuso in tutta l'isola. La specie è migratrice e nidificante in Sardegna. Si nutrono di insetti, larve o vermi e invertebrati; mentre in autunno si cibano sostanzialmente di bacche. Il suo canto è intonato e chiaro, composto da strofe di toni singoli e doppi allineati fra loro. Usa il canto per delimitare il suo territorio e per attrarre la femmina. Prima della primavera il suo canto si può udire solo la notte, mentre superata la primavera lo si può sentire cantare anche durante il giorno. I maschi imparano a cantare in giovane età e sono capaci di riconoscere tra le 120 e le 260 strofe diverse, che durano circa 4 secondi. Il canto si differenzia per via dei dialetti regionali ed è oggetto di ricerca. Nelle antiche tradizioni l'Usignolo annuncia con il suo canto l'inizio della primavera e quindi il periodo degli accoppiamenti, per questo considerato anche simbolo dell'amore.

RIPRODUZIONE: il nido può contenere 4-5 uova verdastre, costruito tra i cespugli dalla femmina, che cova le uova per 13 giorni tra Maggio e Giugno. Una volta nati i pulli vengono nutriti da entrambe i genitori e dopo una decina di giorni lascaino il nido.

MINACCE: stress fisici, dovuti alle migrazioni, condizioni climatiche sfavorevoli, predazione.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie protetta dalla Legge Regionale del 1978 e dalla Direttiva Uccelli. Poco comune.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Passeriformes
  • Famiglia: Fringillidae
  • Specie: Carduelis Chloris Madaraszi

NOME IN SARDO: Rasaniolu, arrassanajolu, arrisiuolu, passirillanti.

Mercoledì, 02 Novembre 2016 10:55

Cardellino sardo

NOME SCIENTIFICO: Carduelis Carduelis Tschusii

DESCRIZIONE: è la varietà sarda del Cardellino europeo (Carduelis Carduelis Carduelis). È un passeraceo molto comune ed inconfondibile: la testa è bianca nei lati e nera su vertice e nuca; la faccia, le guance e il mento sono rosso sangue; ha una macchia nera intorno agli occhi; l'iride è bruno scuro e possiede un sottile anello oculare grigiastro; il becco è conico, corto e molto appuntito, color bianco-rosato; ha un sottile anello bianco nella gola; le parti superiori sono marrone-grigiastro e il groppone è fulvo-brunastro; le parti inferiori, invece, sono bianche, con il petto e i fianchi brunastri; ha ali grandi con apice arrotondato e nere; durante il volo si può osservare la larga banda gialle sulle ali e le remiganti con apice bianco; la coda è nera con macchie bianche mediane e apicali ed è corta; le zampe sono bruno chiaro. Le dimensioni variano da 12-14 cm per 23-25 cm di apertura alare. Durante l'inverno le parti rosso della faccia rimangono più vivaci e sono più evidenti le parti bianche di coda e ali. I giovani sono grigio-bruno con macchie marron scuro e non hanno la parti rosse sul viso. Il volo del cardellino è grazioso e ondulato tra un cardo e l'altro o sui fiori alla ricerca di cibo.

BIOLOGIA E HABITAT: vive spesso a contatto con individui della sua stessa specie sia durante il giorno che durante la notte, tranne durante il periodo della riproduzione. Vive in zone umide, in siepi, in giardini di paesi e città, su alberi al limite del bosco, zone con tanti cardi, di tutta la Sardegna. La specie è migratrice e nidifica in Sardegna. La sua alimentazione si basa principalmente sui semi di cardo (da cui deve il suo nome Carduelis), di finocchio selvatico e di composite (come Girasole, acetosa, agrimonia, cicoria, romice, senecio, tarassaco, crespigno) che generalmente coglie direttamente dalla pianta, anzichè dal terreno con l'arrivo della stagione invernale; mentre nel periodo estivo, si nutre anche di insetti. La particolarità del Cardellino è il suo canto, detto anche trillo, molto bello e motivo anche per cui viene allevato, quindi non solo per la sua spiccata bellezza. L'Incardellato è l'ibrido nato dall'accoppiamento di un cardellino maschio (Carduelis Carduelis) e una canarina femmina (Serinus Canaria) e viceversa. Curiosità: il Cardellino è legato al mito greco di Ovidio, Metamorfosi, in cui si narra che la dea Atena avrebbe trasformato la ninfa Acalante in un uccello, e pare fosse proprio un cardellino; ma esso era protagonista in vari miti antichi, dove rapresentava addirittura l'anima dell'uomo che volava via dopo la morte.

RIPRODUZIONE: generalmente la coppia porta a segno 3 covate per anno verso la tarda primavera. Il nido può avere 4-6 uova, costruito nelle biforcazioni dei rami degli alberi dalla femmina. La femmina si occupa anche della covata, mentre il maschio recupera il cibo. Quando nascono i pulli vengono alimentati da entrambe i genitori, svezzati dopo 35 giorni e sfamati con semi e afidi.

MINACCE: in cattività potrebbe essere esposta a coccidiosi e infezioni all'apparato gastrointestinale, causati dai parassiti detti coccidi; la colibacillosi, causata dal batterio escherichia coli; dall'acaro rosso, un parassita che si attacca agli uccelli la notte e succhia il sangue.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie protetta dalla Legge Regionale del 1978. Molto abbondante.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Passeriformes
  • Famiglia: Fringillidae
  • Specie: Carduelis Carduelis Carduelis

NOME IN SARDO: Galdeglìna, caldellìna, gardulìna, gardanèra, cordonèra, cadrallìu, cardellina, cadranera.

Mercoledì, 02 Novembre 2016 09:29

Verdone di Sardegna

NOME SCIENTIFICO: Carduelis Chloris Madaraszi

DESCRIZIONE: è la varietà corso-sarda del Verdone (Carduelis Chloris Aurantiiventris), che rimane appena più piccolo e più scuro. Carduelis, dal latino, che significa Cardellino, famiglia a cui appartiene, Chloris, per il suo color verde del piumaggio e Madaraszi in onore dello studioso Madarasz. Il maschio ha una corporatura più robusta e piccola rispetto alla femmina: la testa è grossa di color grgio-verde; l'iride è bruna; il becco ha forma conica, grosso e appuntito, abbastanza largo alla base e alto, di color bruno pallido; il piumaggio è verde giallastro, con le parti superiori verde scuro e dorso e groppone verdi; le ali sono grandi e arrotondate leggermente: la coda è bilobata, corta, color bruno-nera e gialla; le zampe sono bruno chiare. La femmina ha una colorazione generale brunastra e le parti superiori sono striate di bruno. Le dimensioni variano da 13-15 cm per 25-26 cm di apertura alare ed un peso di 23-30 g.

BIOLOGIA E HABITAT: il suo habitat preferito sono le siepi vicino ai campi, i giardini dei centri abitati, gli oliveti, frutteti, i limiti dei boschi ecc..diffuso in tutta l'isola. Generalmente si adatta a vari tipi di habitat, ma predilige zone al di sopra del 1000 m di altitudine. La specie è migratrice e nidificante in Sardegna. Vive in stormi composti da una decina di esemplari. È un uccello granivoro, quindi si ciba pressochè di semi, in particolari quelli oleosi, di more, germogli di frutta, ma a volte, specialmente durante il periodo della riproduzione, si nutre anche di insetti e vermi. Lo si può osservare posato sugli alberi e siepi, ma anche mentre saltella a terra.

RIPRODUZIONE: il verdone nidifica tra Aprile e Maggio e il nido può contenere 4-6 uova bianco-grigiastre, leggermente macchiettate, costruito sugli alberi o nelle siepi.

MINACCE: uccellagione e veleni somministrati alla vegetazione per combattere i parassiti.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie protetta dalla Legge Regionale del 1978. Comune ma numerosa solo localmente.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Passeriformes
  • Famiglia: Fringillidae
  • Specie: Carduelis Chloris Madaraszi

NOME IN SARDO: Vardarolu, verdarolu, birdaloru, fradaloru.

Venerdì, 28 Ottobre 2016 16:26

Corvo imperiale

NOME SCIENTIFICO: Corvus Corax Corax

DESCRIZIONE: secondo le più recenti valutazioni geentiche, la sottospecie sarda Corvus Corax Sardus, attualmente non è più ritenuta valida. È il corvide europeo più grande: è completamente nero, con alcuni riflessi violacei, ma visibili a poca distanza; la testa è abbastanza grossa con iride bruna; il becco è robusto e grosso e completamente nero, leggermente compresso ai lati e arcuato; nella parte enteriore del collo sono presenti delle penne lanceolate, spesso sporgenti, che sembrano la "barba" del corvo; le ali sono arrotondate e ampie e durante il volo tiene le remiganti aperte, come quelle dei rapaci; la sua coda è cuneiforme e lunga; le zampe sono nere e robuste. Non è presente dimorfismo sessuale e i giovani hanno il piumaggio più opaco, ma sempre bruno scuro.

BIOLOGIA E HABITAT: abita le zone montagnose isolate, non distanti da zone rocciose, viene avvistata anche vicino a discariche in compagnia della Cornacchia grigia e ai Gabbiani, o nei carnai allestiti per l'alimentazione dei Grifoni avvoltoi, in quanto la specie è abbastanza socievole. La specie è stanziale nell'isola e nidificante. Frequente sempre le stesse zone e si sposta solo in ricerca del cibo, che consiste in piccoli uccelli, topi, rettili, anfibi, agnelli, carogne, semi, frutti e granaglie. Abitualmente lo si vede posato su alberi o rocce, ma lo si può vedere anche mentre si sposta goffamente sul terreno.

RIPRODUZIONE: il nido si trova su alti alberi o dirupi e può contenere 4-6 uova, costruito da entrambe i genitori, formato da rami e poseidonia e poi ricoperto da muschio, piume, lana e erba fine. La coppia una volta formata rimane unita per tutta la vita, monogamia. Le uova vengono covate dalla femmina e una volta nati, i pulli vengono sfamati da entrambi.

MINACCE: predazione su uova e pulli da parte di predatori naturali, come il cane e il gatto, parassitosi polmonari, uccisioni illegali e disturbo venatorio.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie particolarmente protetta dalla Legge Regionale del 1978. Abbastanza comune, ma probabilmente a rischio di diminuzione.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Passeriformes
  • Famiglia: Corvidae
  • Specie: Corvus Corax Corax

NOME IN SARDO: Colvu, crobu, corvu, colbu.

Venerdì, 28 Ottobre 2016 15:57

Cornacchia grigia

NOME SCIENTIFICO: Corvus Cornix Sharpii

DESCRIZIONE: secondo le più recenti valutazioni genetiche, la sottospecie sarda Corvus Corone Sardonius, attualmente non è più ritenuta valida. È un comunissimo corvide, leggermente più piccolo degli esemplari del continente. la testa è nera; l'occhio ha iride bruno scuro e sottile anello oculare chiaro; il becco è molto grosso, robusto e nero; il piumaggio del corpo è grigio, con leggeri riflessi bruno chiaro, visibili più nella stagione estiva e nelle parti inferiori; la gola e il petto sono neri; la coda ha aice arrotondato ed è di medie dimensioni; le ali sono arrotondate, larghe, grandi e nere; le zampe sono nere e abbastanza robuste. Le dimensioni variano da 43-48 cm per 90-100 cm di apertura alare ed un peso di 500 g. Il suo volo è dritto, con battiti regolari. Generalmente lo stormo è più ordinato rispetto al corvo comune.

BIOLOGIA E HABITAT: le campagne incolte e le zone di pascolo e coltivate sono il suo habitat ideale, in tutta la Sardegna (sia zone di collina che di pianura). Forma grandi e piccoli stormi e viene avvistata ovunque, sia in città che nei paesi, in compagnia di gabbiani, nelle discariche urbane. Non frequenta zone selvagge o boschi fitti. La specie è stanziale nell'isola e nidificante, ed è molto territoriale. Si nutre principalmente di semi, bacche e ortaggi derivanti dalle campagne coltivate dall'uomo e di larve, scovate tra le cortecce, come insetti, molluschi, anellidi, e ancora di anfibi, piccoli uccelli e uova, piccoli mammiferi, animali feriti di piccole dimensioni, carogne. Curiosa è la capacità di rompere il guscio duro della frutta lasciandola cadere dall'alto, come altre pratiche che dimostrano la sua spiccata intelligenza.

RIPRODUZIONE: verso Marzo inizia a costruire un grosso nido che può contenere 4-6 uova, su alberi o nelle biforcazioni di alberi. Generalmente se ne occupa la femmina, che cova le uova per 3 settimane.

MINACCE: l'uomo è la sua unica minaccia, in quanto spesso è stata abbattuta per aver portato gravi danni alle coltivazioni.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie cacciabile e protetta dalla Legge Regionale del 1998 e dalla Direttiva Uccelli. Abbondante.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Passeriformes
  • Famiglia: Corvidae
  • Specie: Corvus Cornix Sharpii

NOME IN SARDO: Corraga, carroga, corrancra, giacu, corronca, corranca.

Venerdì, 28 Ottobre 2016 15:32

Gruccione

NOME SCIENTIFICO: Merops Apiaster

DESCRIZIONE: ha un piumaggio molto variopinto, da qui la sua facile identificazione: la testa ha fronte azzurra e bianca, il vertice e la nuca sono castani, a volte più chiari e rossastri verso il collo; l'iride è rosso brillante; possiede una stria oculare larga e nera, che si estende sino lungo la guancia; il becco è nero e appuntito, molto lungo, leggermente ricurvo e sottile; la gola è di un giallo brillante, separata dal petto da una fascia nera; le parti superiori sono inizialmente castano-rossastro poi diventa giallo man mano che si percorre il dorso; le parti inferiori invece sono verde-azzurro; possiede ali appuntite e lunghe, di vari colori (azzurre, castane e verdi le penne superiori, crema con bordo scuro quelle inferiori e grigie le remiganti); la coda è molto lunga, squadrata e color verde, con timoniere centrali più lunghe; le zampe sono nere. le dimensioni variano da 26-30 cm per 34-38 cm di apertura alare. La femmina, rispetto al maschio, rimane leggermente più piccola ed è più verde sulle parti castane. I giovani sono più verdastri e meno castani con una colorazione più opaca.

BIOLOGIA E HABITAT: è un uccello che ama l'aria aperta di campagna con macchia mediterranea, zone soleggiate, sponde dei fiumi, terreni sabbiosi, riunita in numerose colonie. Nidifica in Sardegna ed è un migratore. È un insettivoro e si nutre principalmente di farfalle, libellule, calabroni, vespe, api (da qui Apiaster), tafani, catturati in volo. Spesso è considerato il distrutore di alveari, in quanto vada ghiotto per le api.

RIPRODUZIONE: i nidi della colonia di questa specie consistono in lunghi cunicoli (2-3 m) scavati orizzontalmente nel terreno sabbioso o argilloso, generalmente in rive e argini di corsi d'acqua, stagni o paludi. Il nido può contenere 4-6 uova e viene costruito da entrambi i sessi, ma della covata se ne occupa la femmina.

MINACCE: riduzione e alterazione dell'habitat.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie protetta dalla Legge Regionale del 1978 e dall'Allegato II della Convenzione di Berna. Comune, ma localmente. Forse in diminuzione.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Coraciiformes
  • Famiglia: Meropidae
  • Specie: Merops Apiaster

NOME IN SARDO: Abiàrgiu, abiòi, abiolu, moimoi, miàrgiu, piàna, pràna, pudzòne apiàresu, apiàna, marràgau.

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