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Dania Lai

Dania Lai

Venerdì, 13 Gennaio 2017 12:26

Taccola

NOME SCIENTIFICO: Corvus Monedula Spermologus

DESCRIZIONE: Spermologus, ovvero che predilige i semi. Il più piccolo tra i corvidi che frequentano l'isola, quasi completamente nero: la testa ha vertice nero; guance e nuca sono grigio-argenteo; l'iride passa da un bianco-argento ad un grigio chiaro; ha un grosso becco corto e diritto, nero; ha due sottilissime strie bianche ai lati del collo, poco visibili; le parti superiori sono nere, con riflessi verdi e porpora su ali e coda; le parti inferiori, invece, sono grigio scuro; le ali di media grandezza, sono larghe e arrotondate; la coda anch'essa media, è squadrata; le zampe sono nere. Non ci sono diformismi sessuali e i giovani sono più grigiastri. Le dimensioni variano da 30-34 cm di lunghezza per 76-85 cm di apertura alare ed un peso di 175-280 g.

BIOLOGIA E HABITAT: la specie è socievole, si sposta in coppia o in gruppi, aggregandosi a stormi di corvi e storni. Il suo habitat ideale consiste in edifici vecchi e non, che comunque abbiano aperture, ruderi, campanili, ponti, muri alti, cavità di alberi, steppe, boschi, terre coltive, pascoli e scogliere marine. Il suo volo è rapido, rettilineo e con profondi battiti di ali. Il verso è frequente e nasale, composto da note simili. Spesso lo si può sentire mentre emette suoni più squillanti in gruppo con i corvi. La Taccola è protagonista di un racconto di Konrad Lorenz, in cui descrive il suo comportamento sociale. Si nutre di insetti e altri invertebrati, semi di alghe e frumento, resti di cibo umano nelle città, pesci alla deriva sulle spiagge e ha l'abitudine di rubare il cibo dalle tavole, abbastanza in fretta rispetto agli altri genere di corvi. Una leggenda sulla Taccola è quella che dice che il suo volo disordinato e il suo gracchiare porta cattivo tempo.

RIPRODUZIONE: il periodo della deposizione va dalla metà di Aprile fino alla fine di Maggio. Il nido viene costruito sugli alberi, muri e rocce, in cavità spaziose con ingresso particolarmente stretto, spesso coabita con altre specie. Il nido a coppa può ospitare 4-6 uova di forma ovale lisce e lucide, nere, bruno-oliva o grigie, costruito dalla coppia, e covate per 17 giorni circa dalla femmina.

MINACCE: disturbo antropico, ristrutturazione di vecchi edifici, chiusure di siti di nidificazione, persecuzione umana con sfocio in abbattimento, predazione.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie cacciabile protetta dalla Direttiva Uccelli e dalla Legge Regionale del 1978. Comune e numerosa.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Passeriformes
  • Famiglia: Corvidae
  • Specie: Corvus Monedula Spermologus

NOME IN SARDO: Tàccula, carroga, carroghedda, carroghinu.

Venerdì, 13 Gennaio 2017 12:04

Gracchio Corallino

NOME SCIENTIFICO: Pyrrhocorax Pyrrhocorax

DESCRIZIONE: appartenente alla famiglia dei Corvidi, ha un piumaggio nero splendente, con lunghe zampe rossastre, becco anch'esso rossastro e aguzzo, leggermente incurvato verso il basso, ampie ali completamente nere e incurvate. Le dimensioni variano da 40 cm di lunghezza per 87-94 cm di apertura alare ed un peso di 200-260 g.

BIOLOGIA E HABITAT: è un uccello prevalentemente solitario, specialmente durante il periodo invernale, ma può capitare che si allei ad altre specie come i rapaci. Predilige zone montuose a quote più basse rispetto al loro "cugino" alpino, in costoni rocciosi, ma si può osservare anche a valle e raramente in pianura. La sua dieta include grandi insetti, specialmente quelli che abbondano tra gli escrementidel bestiame da pascolo. La sua tecnica di caccia si basa tutta nella sua affilata e possente arma, ovvero il becco.

RIPRODUZIONE: il periodo della riproduzione è in primavera, dove la femmina depone 4-5 uova in un nido costruito sugli alberi. L'allevamento dei pulli si potrae sino a metà Giugno e in seguito i piccoli lasciano il nido.

MINACCE: fattori climatici avversi, disturbo antropico, bocconi avvelenati, lavori di gestione forestale e locale, abbandono dei pascoli, abuso di pesticidi.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie protetta dalla Direttiva Uccelli, dalla Legge Regionale del 1978 e dalla Legge Regionale del 1992. In declino qui in Sardegna.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Passeriformes
  • Famiglia: Corvidae
  • Specie: Pyrrhocorax Pyrrhocorax

NOME IN SARDO: Corroga, correghedda.

Venerdì, 13 Gennaio 2017 11:38

Averla piccola

NOME SCIENTIFICO: Lanius Collurio Collurio

DESCRIZIONE: Lanius, ovvero macellaio, perchè le averle sono solite cacciare insetti ed infilzarli nelle spine  dei rovi o dei pini; Collurio, ovvero cappuccio, per il disegno del piumaggio sulla testa e sul dorso. Tozzo passeraceo di piccola taglia con la testa grossa e vertice e nuca grigio chiara; tipica banda nera, grossa stria oculare simile ad una mascherina, sull'occhio, che ha l'iride bruna e sottile anello oculare bianco; becco nero, corto e robusto, leggermente arcuato all'apice; le parti superiori bruno-rossicce con retro del collo grigio chiaro; le parti inferiori sono bianco-crema con sfumature rosa; le ali di medie dimensioni, sono larghe e leggermente appuntite, color castano con margine scuro; la coda è lunga e sottile, nera con margine laterale bianco e le zampe nere. Le dimensioni variano da 17-18 cm di lunghezza per 28-29 cm di paertura alare ed un peso di 35 g.

BIOLOGIA E HABITAT: adora le campagne aperte con cespugli, campi e margini di boschi. Nonostante la sua piccola taglia può essere coisderata un "predatore". Infatti l'averla piccola caccia non solo insetti, ma anche rane, lucertole, piccoli mammiferi e piccoli uccelli. Come accennato prima, è un uccello che utilizza un particolare modus operandi di caccia: ovvero, si serve dell'ausilio di aghi di pino, spine di rovi e pruni per infilzare gli insetti che cattura in volo. La specie è migratoria, ma frequenta tutta l'Ogliastra dove nidifica e in cui si può osservarla anche a quote sopra i 1000 m.

RIPRODUZIONE: solitamente la postazione di caccia coincide con il nido, posto in cespugli nella macchia fitta e impenetrabile. La femmina depone 5-6 uova che rimangono al sicuro anche quando i genitori vanno a caccia.

MINACCE: pesticidi ed insetticidi, sfalcio ed eliminazione di boschetti, siepi e roveti, predazione dei nidi, cambiamenti climatici, gestione intensiva dei suoli.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie particolarmente protetta dalla Direttiva Uccelli e dalla Legge Regionale del 1978 e dalla Legge Regionale del 1992. Non molto comune, forse in diminuzione.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Passeriformes
  • Famiglia: Laniidae
  • Specie: Lanius Collurio Collurio

 

Venerdì, 13 Gennaio 2017 11:09

Cincia Mora sarda

NOME SCIENTIFICO: Parus Ater Sardus

DESCRIZIONE: è la più piccola tra le cince ed è la specie endemica sardo-corsa della sorella europea (Parus Ater) da cui differisce per le dimensioni, le parti inferiori più scure e il dorso chiaro. Il piumaggio del maschio cambia a seconda della stagione: in estate, la testa, il mento e la gola è di un nero lucente con un ciuffo, le guance hanno una livrea bianca, il becco è corto, piccolo e nero, l'occhio ha l'iride scuro, sulla nuca è presente una striscia bianca che distacca la testa dal collo, il corpo è rotondeggiante, con le parti superiori grigio-olivastro, mentre le parti inferiori sono marroncino chiaro, le ali e la coda sono nero-grigie scuro, le zampe sono lunghe con dita sottili grigio scure; in inverno, invece, le parti superiori sono più olivastre, mentre le parti inferiori sono marroncino-rossicce. La femmina si distingue sono per la parte nera della gola meno estesa. I piccoli hanno la testa nera con una stria bianca nella nuca e nelle parti laterali sono bianco-giallo, mentre le parti inferiori sono grigio-verde e il petto e la gola sono grigio-bruno. Le dimensioni variano da 11 cm di lunghezza per 18 cm di apertura alare ed un peso di 18 g.

BIOLOGIA E HABITAT: è un passeriforme che si adatta facilmente alla vita in gruppo, sia con i propri simili che con uccelli di diversa specie. Il suo habitat preferito è la foresta di conifere, ma popola anche boschi decidui, parchi e giardini. Si ciba prevalentemente piccoli insetti e delle loro uova, ma d'inverno si adatta a mangiare anche semi, specialmente pinoli, che trova facendo cadere le pigne per terra. Quando la Cincia Mora si sente minacciata, si trova in una situazione di pericolo o di sovraeccitazione reagisce alzando le penne del capo, diventando una cresta, così da assumere un atteggiamento intimidatorio e scoraggiare eventuali disturbatori. Il canto emette suoni che si alternano ad alto-veloce-basso.

RIPRODUZIONE: il perioso di cova va da Maggio a Luglio, dove la femmina depone 8-10 uova in un nido costruito da entrambi i genitori in cavità del terreno, di alberi o di rocce. La cova avviene per 14-16 giorni dopodichè una volta schiuse i pulli vengono nutriti nel nido per altri 16 giorni, prima di diventare indipendenti. Nelle zone più calde la Cincia Mora arriva anche a tre covate l'anno.

MINACCE: in passato prelievi illegali dal loro habitat, interventi selvicolturali, tagli forestali.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie protetta dalla Direttiva Uccelli e dalla Legge Regionale del 1978. Comune, ma relativamente poco numerosa.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Passeriformes
  • Famiglia: Paridae
  • Specie: Muscicapa Striata Tyrrhinica

NOME IN SARDO: Cinci nieddha, maligalina.

Giovedì, 12 Gennaio 2017 19:20

Pigliamosche tirrenico

NOME SCIENTIFICO: Muscicapa Striata Tyrrhenica

DESCRIZIONE: è la varietrà sardo-corsa del Pigliamosche europeo (Muscicapa Striata Striata). Di piccola taglia, con testa rotondeggiante, bruno-grigia, e fronte con strie longitudinali scure sul vertice e ai lati; guance color crema scuro; becco nero, giallastro alla base, appuntito e largo, adatto alla cattura degli insetti in volo; le parti superiori sono bruno-grigie, come le lunghe e acute ali e la coda, di media lunghezza, biloba, con margini arrotondati; le parti inferiori, invece, sono crema, con petto solcato da sottilissime strie più scure; in generale il piumaggio presenta numerose macchie; addome e sottocoda sono bianchi; le zampe sono corte e nere. I pulcini, invece, presentano tonalità più scure, tendenti al bruno, rispetto agli adulti. Le dimensioni variano da 14-15 cm di lunghezza per 23-27 cm di apertura alare ed un peso di 14-19 g.

BIOLOGIA E HABITAT: predilige boschi radi, foreste soleggiate, giardini, frutteti, parchi di tutta la Sardegna. La specie è migratoria, ma nidifica nell'isola e ama la vita solitaria. Si nutre principalmente di insetti volanti che cattura direttamente in volo, elevendosi dal suo posatoio, ma non disdegna anche le bacche durante l'inverno. Fantastico è osservarlo mentre si posiziona per la caccia, solitamente in posatoi elevati, con le ali e la coda arretrate pronto a spiccare il volo e raggiungere la preda, attraverso voli acrobatici, e una volta catturata ritorno al posatoio. Purtroppo il Pigliamosche è stata una delle "vittime" del Cuculo, ma con il tempo è stata in grado di riconoscere le sue uova da quelle del parassita, capacità tipica di specie che sono state soggette a uccelli parassiti. Ora non è più considerata tale. L'uomo lo considera un uccellino molto "utile", in quanto lo libera da insetti dannosi alle coltivazioni o quelli che arreccano disturbo, come mosche e zanzare.

RIPRODUZIONE: il periodo della riproduzione va dalla metà di Maggio sino alla metà di Luglio, dove la femmina depone dalle 4 alle 5 uova in un nido costruito, sempre da lei, tra siepi o su tronchi di alberi, in cavità e grondaie di case nei piccoli centri urbani, soprattutto costieri. Entrambi i genitori si prendono cura dei pulli.

MINACCE: pesticidi, condizioni climatiche sfavorevoli.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie protetta dalla Direttiva Uccelli e dalla Legge Regionale del 1978. Comune, ma relativamente poco numerosa.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Passeriformes
  • Famiglia: Muscicapidae
  • Specie: Muscicapa Striata Tyrrhinica

NOME IN SARDO: Pappamusca, cèddha, pappalìnu istuttacandhèlas, biccafigu.

Giovedì, 12 Gennaio 2017 19:00

Fiorrancino

NOME SCIENTIFICO: Regulus Ignicapilla

DESCRIZIONE: è una delle specie più piccole presenti in Sardegna, insieme alla quaglia. Le parti superiori sono verdastre con i lati del collo dorati, mentre il ventre è bianco. Ha presenza di sopracciglio bordato di bianco e una cresta arancione sulla testa, più accennata nei maschi, mentre l'occhio ha un'evidente striscia nera che lo attraversa, presenza appena marcata nei giovani esemplari. Le sue dimensioni variano dai 9-10 cm di lunghezza per 10-11 cm di apertura alare ed un peso di 5 g.

BIOLOGIA E HABITAT: ama i boschi naturali e artificiali di aghifoglie con abbondante sottobosco, pinete litoranee e boschi misti di conifere e latifoglie, parchi e giardini urbani. Non supera altitudini di 1300 m in montagna. La sua dieta consiste in insetti, aracnidi, molluschi, larve e miriapodi. Può risultare difficile da avvistare, perchè sta sempre in movimento; ma è facile sentire il suo acuto canto: forte, monotono, basato su una stessa nota.

RIPRODUZIONE: la nidificazione inizia in primavera, dove la femmina depone 10 uova per ogni covata (max due annuali), in nidi che vengono letterlamente "appesi" ai rami di conifere, alberi cedui o cespugli.

MINACCE: interventi selvicolturali, apertura di strade agro-silvo-pastorali, tagli forestali, catture illegali tramite reti, archetti e vischio, condizioni climatiche sfavorevoli.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie protetta dalla Direttiva Uccelli.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Passeriformes
  • Famiglia: Regulidae
  • Specie: Regulus Ignicapilla

 

Martedì, 10 Gennaio 2017 19:23

Capinera

NOME SCIENTIFICO: Sylvia Atricapilla Atricapilla

DESCRIZIONE: Atricapilla, ovvero dalla testa nera, per il colore. Secondo le più recenti valutazioni genetiche, la sottospecie sarda Sylvia Atricapilla Pauluccii dal 2007 non è più ritenuta valida. Inconfondibile passeraceo robusto con la calotta nera nel maschio e nocciola nella femmina, iride bruna, con sottile anello perioculare bianco, becco nerastro, con base più pallida, parti superiori grigio-oliva cupo, parti inferiori bianche, con petto e fianchi grigio scuro, ali medie, larghe e dello stesso colore del dorso, coda di medie dimensioni, con margine arrotondato, zampe grigio lavagna. Ii giovani invece hanno le parti superiori fulve e le parti inferiori giallastre.Le dimensioni variano da 14-15 cm di lunghezza per 21-24 cm di apertura alare, per un peso di 20 g.

BIOLOGIA E HABITAT: ama stare nei parchi, giardini, boschi con fitto sottobosco e frutteti. La specie è migratrice parziale e nidifica in Sardegna. Vivace e socievole, ma molto prudente, la Capinera la si può osservare in un volo leggero, breve e ondulato e quasi raramente mentre saltella nel terreno, in cui si aggira con circospezione facendo varie soste con le zampe flesse. Incredilmente il suo comportamente assume sembianze completamente differenti nel periodo della cova, dove diventa più coraggiosa e affronta il pericolo per il nido e per le uova. Spesso per attirare l'attenzione del predatore, i genitori si fingono feriti o addirittura morti e quando il predatore si avvicina, spiccano subito il volo. La sua dieta è costituita da insetti di piccole dimensioni, piccole bacche e semi, specialmente quelli dei cachi, di cui va ghiotta e che mangia direttamente dal frutto. Se è allarmata emette un acuto "tac", un canto emesso da un rauco preludio sommesso e continuo con un breve motivo finale sonoro e flautato.

RIPRODUZIONE: la covata avviene due volte l'anno in Maggio e in Giugno, dove la femmina depone 5 uova color mattone o fulvo chiaro con piccole macchioline scure in un nido costruito tra bassi arbusti, nei sambuchi e sempreverdi ben nascosto. La cova dura una quindicina di giorni e entrambi i genitori se ne prendono cura, dopodichè alla schiusa i pulli prendono il volo dopo 11 giorni dalla nascita, anche se continuano ad essere sfamati dai genitori.

MINACCE: rimozione della componente arbustiva della vegetazione, interventi di manutenzione come le potature, predazione al nido.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie protetta dalla Direttiva Uccelli e dalla Legge Regionale del 1978. Abbastanza comune.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Passeriformes
  • Famiglia: Sylviidae
  • Specie: Sylvia Conspicillata Conspicillata

NOME IN SARDO: Concamòru, concaniedda, concanièdha.

Martedì, 10 Gennaio 2017 18:50

Sterpazzolina sarda

NOME SCIENTIFICO: Sylvia Cantillans Moltonii

DESCRIZIONE: sottospecie sardo-corsa e balearica della Sterpazzolina europea.. Cantillans, perchè canticchia, forse per il gorgheggio melodioso. La specie appartiene alla famiglia dei Silvidi, appena più piccolo dell'occhiocotto e in parte somigliante ad esso; l'aspetto del maschio adulto è: testa grigio scura, con sfumature rossastre, occhio con iride rosso scuro e anello oculare arancio carico, la gola è rosso mattone, il becco brunastro e giallo, con apice nero, dritto e sottile, mustacchi bianchi, ben evidenti, parti superiori con dorso grigio scuro a sfumature rossastre, parti inferiori rosso arancio cupo, con addome e sottocoda bianco sporco, ali di media lunghezza, larghe e leggermente arrotondate, grigio brunastre come la coda, che ha margini laterali bianchi e apice arrotondato, zampe bruno giallastre; la femmina adulta e i giovani hanno colori più pallidi. Le dimensioni variano da 12-13 cm di lunghezza per 18-20 cm di apertura alare, per un peso di 14 g.

BIOLOGIA E HABITAT: vive nella macchia mediterranea, rilievi non rtoppo elevati, nei muri a secco vicino ai centri abitati e in siepi in tutta la Sardegna. Nell'isola è stazionaria e nidificante. Si ciba prevalentemente di invertebrati, che compongono la sua dieta annuale. Molto timidae schiva, la Sterpazzolina è molto difficile da avvistare. Sta sempre all'erta, mentre rimane posata per pochi attimi e riprende subito il volo stando continuamente in movimento e nascondendosi trai cespugli.

RIPRODUZIONE: in primavera inoltrata nidifica. Il nido è a forma di coppa, nel quale la femmina depone 3-4 uova  incubate per 14 giorni circa, costruito alla base di arbusti o lungo corsi d'acqua nelle boscaglie. Una volta nati i pulli prendono il volo dopo una decina di giorni.

MINACCE: incendi, alterazione dell'habitat, urbanizzazione e sfruttamento turistico delle coste.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie protetta dalla Direttiva Uccelli e dalla Legge Regionale del 1978. Relativamente comune, ma difficile da osservare.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Passeriformes
  • Famiglia: Sylviidae
  • Specie: Sylvia Cantillans Moltonii
Lunedì, 02 Gennaio 2017 11:15

Sterpazzola sarda

NOME SCIENTIFICO: Sylvia Conspicillata Conspicillata

DESCRIZIONE: molto simile all'occhiocotto, ma appena più piccola e dal particolare nome Conspicillata, che significa "con gli occhiali". Il maschio adulto, nel periodo riproduttivo presenta la testa grigio scura, l'iride rossiccia con contorno perioculare bianco, il becco giallo con la punta nera, sottile e dritto, il dorso ha un piumaggio grigio-bruno e il groppone bruno-marrone, il petto e i fianchi sono rosati, le parti inferiori sono bianche, le ali di media lunghezza sono leggermente arrotondate e ampie di color bruno-marrone, la coda è antrancite bordata di bianco, ha un apice arrotondato e una lunghezza media, le zampe sono bruno-gialle. La femmina rimane leggermente più pallida e senza il grigio in testa. Le dimensioni variano da 12-13 cm di lunghezza per 17 cm di apertura alare ed un peso di 15 g.

BIOLOGIA E HABITAT: vive in zone di macchia mediterranea, con vegetazione bassa, siepi spinose e radi cespugli, dalle zone costiere, dove la si può vedere in zone paludose salmastre alle zone interne, anche a quote elevate. La Sardegna e specialmente l'Ogliastra, presenta l'habitat ideale per questa specie, che è stazionaria e nidificante. Predilige una dieta a base di insetti (zanzare in particolare), ragni e bacche. Come la Magnanina sarda, anche la Sterpazzola sarda è difficile da osservare, perchè generalmente rimane nascosta tra siepi e cespugli.

RIPRODUZIONE: tra Marzo e Giugno viene realizzato il nido sul terreno alla base dei cespugli, dove rimane riparato. La femmina depone 4-5 uova, che vengono covate per 2 settimane. una volta nati, i pulli godono dei genitori per 15 giorni, dopodichè abbandonano il nido appena riescono a volare. Generalmente il maschio costruisce diversi nidi e la femmina può sceglierne uno oppure costruirne un altro.

MINACCE: chiusura di arbusteti, interventi attuati dall'uomo, limitazione della diffusione di zanzare, di cui va parecchio ghiotta e la competizione con l'Occhiocotto.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie protetta dalla Direttiva Uccelli e dalla Legge Regionale del 1978. Abbastanza comune, ma difficile da osservare.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Passeriformes
  • Famiglia: Sylviidae
  • Specie: Sylvia Conspicillata Conspicillata

 

Lunedì, 02 Gennaio 2017 10:47

Magnanina sarda

NOME SCIENTIFICO: Sylvia Sarda Sarda

DESCRIZIONE: piccolo Silvidae simile alla Magnanina europea, ma più rossiccia nelle parti inferiori. Il maschio adulto presenta una testa grigio-fuliggine, occhio ha l'iride giallo-bruna con anello oculare rosso, il becco è sottile, piccolo e giallo con punta nera, il mento e la gola sono chiari, le parti superiori sono grigio-fuliggine con ali e coda sfumate di scuro, mentre le parti inferiori sono grigio-chiare con addome e coda sfumate più chiare, le ali sono di media grandezza, larghe e arrotondate, la coda è lunghissima, con apice arrotondato e rivolta all'insù e infine le zampe sono bruno-arancio. La femmina e i giovani, invece, hanno il piumaggio più brunastro. Le dimensioni variano da 13-14 cm di lunghezza per 17 cm di apertura alare.

BIOLOGIA E HABITAT: ama vivere tra gli arbusti e la macchia mediterranea, in habitat di media montagna tra brughiere e spazi aperti con cespugli. Solo se si ha molta fortuna la si può osservare appollaiata su rami in vedetta. Il suo volo è lento e leggiadro ed è stanziale e nidificante in tutta l'isola.Durante la primavera è insettivora, mentre negli altri mesi generalmente si ciba di bacchee frutta.

RIPRODUZIONE: nidifica in primavera sul terreno, tra gli arbusti o sui rami bassi degli alberi, anche a quote superiori a 1500 m di altitudine. La femmina depone 3-4 uova che cova soltanto lei. 

MINACCE: prolungate ondate di freddo, ghiaccio, neve e temperature poco sotto lo zero, riduzione e alterazione dell'habitat

STATO DI CONSERVAZIONE: specie particolarmente protetta dalla Direttiva Uccelli e dalla Legge Regionale del 1978. Relativamente comune, ma difficile da osservare.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Passeriformes
  • Famiglia: Sylviidae
  • Specie: Sylvia Sarda Sarda

 

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