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Dania Lai

Dania Lai

Domenica, 15 Maggio 2016 20:05

Lucertola tirrenica

NOME SCIENTIFICO: Podarcis Tiliguerta

DESCRIZIONE: E' la lucertola più comune in tutta la Sardegna, assieme a quella campestre (Podarcis sicula cettii). Ha la testa triangolare, il muso appuntito, un evidente sacco vocale sulla gola, il corpo robusto con dimensioni di 18-24 cm di lunghezza e la coda conica e lunga; gli arti sono molto sottili e ben sviluppati. La colorazione è di colore verde con macchie più scure sul dorso, mentre il ventre è bianco-giallastro con macchie nere. Caratteristica della specie sono le strie sopracciliari, ovvero due strie longitudinali lungo il dorso di colore giallo. Differenze tra maschio e femmina sono che il prima presenta dei grossi pori femorali, la seconda ha una striscia chiara tra le due strie sopracciliari. La Lucertola tirrenica ha squame convesse e poco carenate.

BIOLOGIA E HABITAT: Specieagile e veloce che abita in muri a secco, rocce, pascoli, siepi di giardino nella periferia di centri abitati, macchie, boschi radi, ruderi, bordi di strade e campi, in montagna la si trova sino ai 1800 m di altitudine (Gennargentu). Ha abitudini diurne e si ciba prevalentemente di insetti e artropodi, quali ditteri, lepidotteri, ortotteri ecc.., ma non disdegna la dieta erbivora. Condivide tranquillamente il suo habitat con la lucertola campestre.

RIPRODUZIONE: I maschi sono molto territoriali, specialmente nel periodo riproduttivo. La stagione degli accoppiamenti avviene tra Marzo e Aprile, nelle zone più calde, mentre in zone montane verso Maggio. La femmina depone da 6 a 12 uova alla base di cespugli, tronchi d'albero, muri a secco ecc. La schiusa avviene dopo 2-3 mesi, dove i piccoli misurano sui 5-6 cm di lunghezza.

MINACCE: Minacciata prevalentemente dalla riduzione degli habitat, dalla predazione da parte di uccelli, mammiferi e altri rettili e dagli incendi.

STATO DI CONSERVAZIONE: Protetta dall'Allegato III della Convenzione di Berna e dalla Legge Regionale del 1998.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Reptilia
  • Ordine: Squamata
  • Famiglia: Lacertidae
  • Specie: Podarcis Tiliguerta

NOME IN SARDO: Tilicherta, lugesti, cilighelta, cabixedda.

Domenica, 15 Maggio 2016 10:15

Rospo smeraldino

NOME SCIENTIFICO: Bufo Viridis

DESCRIZIONE: E' un rospo anuro molto comune. Ha una testa subtriangolare e larga con un muso arrotondato e corto; gli occhi sono sporgenti con pupilla orizzontale; la bocca larga ospita un lunga lingua estroflessibile, per consentire una rapida e semplice cattura delle prede. Il corpo è tozzo e misura 11-12 cm di lunghezza; la pelle risulta viscida, poichè è ricoperta da verrucche e ghiandole mucose. La colorazione degli adulti è di un verdastro con macchie verde oliva scure (o verde brillante) nella parte dorsale, mentre le parti ventrali sono biancastre. Il maschio è molto più piccolo della femmina, quindi si può notare un forte dimorfismo sessuale. Invece i girini sono di un colore grigio-marrone. La temperatura dell'acqua decide la velocità di metamorfosi dei piccoli girini: più calda è l'acqua più i piccoli di Rospo Smeraldino si sviluppano in fretta; tutto ciò perchè significa che l'acqua della loro pozza si sta prosciugando, quidni devono sbrigarsi a cambiar forma, altrimenti moriranno. I girini hanno la capacità di sopportare ampi gradi di salinità nell'acqua. Il Rospo smeraldino adulto possiede un unico sacco vocale posto sotto la gola.

BIOLOGIA E HABITAT: Questa specie la si può trovare presso cespugli ed arbusti, vicino a sorgenti e corsi d'acqua, orti e giardini, steppe, aree montane fino ai 1200 m di altitudine, aree semi-desertiche e zone urbane, diffuso in tutta la Sardegna. Il suo habitat ideale è nelle zone costiere. E' una specie prevalentemente diurna, in cui gli individui preferiscono uscire durante le piogge. Il rospo se viene maneggiato emette una secrezione di odore acre (simile a quello dell'aglio), che può essere irritante. Durante la metamorfosi, i girini digiunano, perchè il loro apparato digerente è in fase di trasformazione, dopodichè da onnivori passano ad essere insettivori.  La metamorfosi dura uno o due giorni, in cui la coda viene assorbita, mentre la pelle rimane viscida per facilitare la respirazione. L'adulto si nutre di insetti, lombrichi e di tutto ciò che riesce a catturare. I rospi smeraldini hanno la curiosità di emettere dei suoni di richiami simili a quelli che emettono i grilli.

RIPRODUZIONE: Per risprodursi vanno in acqua, come è di abitudine a tutti gli Anuri. Il loro accoppiamento è buffo, in quanto il maschio, verso la fine di Marzo, intercetta la femmina e si aggrappa ad essa sotto le ascelle, da qui "l'amplesso ascellare". La femmina depone un lungo cordone gelatinoso che contiene oltre 13.000 uova in acqua verso il periodo che va da fine Marzo a Giugno e che verranno poi fecondate dal maschio. Dopo 2-3 mesi i girini incominceranno la loro metamorfosi.

MINACCE: Perdita di habitat dovuta all'utilizze di risorse idriche, uso di diserbanti e insetticidi in agricoltura, sono le fonti di minaccia maggiore per questo rospo.

STATO DI CONSERVAZIONE: Protetto dall'Allegato III della Convenzione di Berna e dalla Direttiva CEE.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Amphibia
  • Ordine: Anura
  • Famiglia: Bufonidae
  • Specie: Bufo Viridis

NOME IN SARDO: Arrana 'e siccu, Arrana pabeddosa.

Sabato, 14 Maggio 2016 17:11

Discoglosso sardo

NOME SCIENTIFICO: Discoglossus Sardo

DESCRIZIONE: E' un rospo anuro tipico della Sardegna, di medie dimensioni con una lunghezza che arriva sino ai 7 cm. Ha una testa subtriangolare, il muso appuntito, gli occhi grandi e sporgenti con le pupille cuoriforme; la lingua è discoidale, da qui appunto il nome Discoglossus, e poco allungabile. Il corpo è snello e slanciato, soprattutto nel maschio. Gli arti anteriori sono piccoli e corti con 5 dita brevi, mentre quelle inferiori sono più grosse con 5 dita più lunghe. La pelle è lucida e liscia, ricoperta da cellule che al tatto la rendono viscida. Anche questi indivdsui maschili possiedono, nel periodo riproduttivo, i calli nuziali, come nella Raganella Sarda, ma sono privi di sacchi vocali. La colorazione è varde chiara con macchie verdastre più scure e la caratteristica macchia giallastra sul dorso. Generalmente il maschio è più piccolo della femmina.

BIOLOGIA E HABITAT: Il Discoglosso sardo abita zone umide varie, sia in pianura che in bassa e alta collina, diffuso in tutta la Sardegna. Lo si può osservare anche in montagna sino ai 1200 m di altitudine. Vive in stagni, acquitrini, pozze, fiumi, torrenti, corsi d'acqua ecc. Generalmente preferisce stare vicino all'acqua, senza mai allontanarsi. Gli adulti si cibano maggiormente di insetti e piccoli invertebrati, come le lucertole, mentre le larve hanno una dieta onnivora. Ha abitudini crepuscolari e notturne, durante il quale caccia le sue prede.

RIPRODUZIONE: Nel periodo riproduttiva, per accoppiarsi va in acqua. Si riproduce due volte l'anno, sia in primavera che in autunno. Il maschio, durante l'accoppiamento, emette dei richiami per attirare le femmine. Durante l'accoppiamento, di breve durata, la femmina arriva a deporre 1000 uova, che si schiudono dopo alcuni giorni. La metamorfosi dura poco più di un mese.

MINACCE: La popolazione è poco numerosa, anche se diffusa in tutto il territorio sardo, questo dovuto anche ai modi di vita riservati della specie e alla riduzione degli habitat.

STATO DI CONSERVAZIONE: Specie protetta dall'Allegato III della Convenzione di Berna, dalla Legge Regionale del 1998 e dalla Direttiva CEE.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Amphibia
  • Ordine: Anura
  • Famiglia: Discoglossidae
  • Specie: Discoglossus Sardus

NOME IN SARDO: Arrana, Rana de siccu.

 

Sabato, 14 Maggio 2016 16:29

Geotritone sardo

NOME SCIENTIFICO: Speleomantes Supramontis

DESCRIZIONE: Esistino 4 sottospecie di Geotritone sardo, ma la più comune in Ogliastra è sicuramente la Speleomantes Supramontis, presente solo nel Supramonte di Baunei e Urzulei, da un'altezza che va da 100 a 1300 m. Urodelo cavernicolo endemico della Sardegna di piccole dimensioni, raggiunge massimo 15 cm, con testa grossa, leggermente schiacciata, più larga che lunga; il muso arrotondato, gli occhi grandi e sporgenti e una larga bocca con la lingua estroflessibile. Gli arti anteriori hanno 4 dita, mentre quelle posteriore possiedono 5 dita, tutte provviste di ventose. La colorazione dorsale è di color grigio più o meno scuro, bruno porporino o verdastro, mentre il ventre è di un biancastro; i giovani, invece, hanno una colorazione più chiara, tendente all'olivastro. Avendo polmoni atrofici, respia attraverso la pelle. Particolare caratteritica è quella della "fontanella intervomerina", cioè una piccola apertura sul vomere, l'osso mediano dello splancnocranio. Le femmine generalmente sono più grandi dei maschi.

BIOLOGIA E HABITAT: Abita grotte molto umide e spaccature nella roccia, non va mai nell'acqua ed è una specie prevalentemente notturna e solitaria (ad eccezione del perioso riproduttivo). Durante il giorno escono solo se ci sono piogge e temporali, altrimenti preferisce stare nei suoi nascondigli al riparo dal caldo. Si possono trovare anche al di sopra dei 1700 m. Prevalentemente si nutrono di invertebrati di piccole e medie dimensioni e artropodi.

RIPRODUZIONE: Il Geotritone sardo si ipotizza essere una specie vivipara, cioè che lo sviluppo embrionale avviene all'interno dell'organismo materno e quando le uova si schiudono la femmina partorisce i piccoli. Non depongono le uova in acqua, bensì tra la sabbia umida delle grotte. Il periodo riproduttivo è quello primaverile. Il maschio corteggia la femmina con una danza nuziale, cosicché avviene la fecondazione e in seguito per i piccoli non ci saranno stadi di metamorfosi, in quanto la specie è a sviluppo diretto.

MINACCE: In pericolo ed in forte diminuzione s causa del prelievo a scopo collezionistico ed anche per le possibili alterazioni degli habitat.

STATO DI CONSERVAZIONE: Protetta dall'Allegato III della Convenzione di Berna e dalla Direttiva CEE.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Amphibia
  • Ordine: Urodeli
  • Famiglia: Pletodontidae
  • Specie: Speleomantes Supramontis

 

Sabato, 14 Maggio 2016 11:01

Euprotto sardo

NOME SCIENTIFICO: Euproctus Platycephalus

DESCRIZIONE: Chiamato anche Tritone sardo, l'Euprotto sardo è un anfibio urodelo endemico della Sardegna ed una delle specie più rare e minacciate a livello europeo. Ha una lunghezza che varia tra gli 11 e i 14 cm, in genere il maschio è più lungo della femmina. Ha un corpo appiattito, probabilmente per adattarsi meglio alle correnti d'acqua in cui vive, la testa a forma triangolare con il muso arrotondato e la lingua ovale estroflessibile, che le consente di catturare le sue prede agilmente; gli arti sono poco sviluppati e sono mediamente lunghi. La colorazione dorsale è variabile: dal color bruno a quello olivastro con chiazze rossatre, verdi o nere; mentre il ventre è grigio chiaro-biancastro, con macchie scure, presenti generalmente solo negli esemplari maschili. La cresta, solita caretteristica dei tritoni italiani, non è presente lungo tutto il corpo, ma solo sulla coda. Un 'altra caratteristica dell'Euprotto sardo è la presenza di uno sperone sulle zampe posteriori del maschio, simile ad un sesto dito, che viene utilizzato durante l'accoppiamento, per immobilizzare la femmina.

BIOLOGIA E HABITAT: E' una specie solitaria che abita i corsi d'acqua non inquinati, laghetti con fondo roccioso, sabbioso o misto, aree di foresta tra i 50 e i 1700 m di altitudine, tra cui anche il monte Gennargentu e il Supramonte di Baunei. E' l'unico esemplare urodelo a vivere a stretto contatto con l'acqua, ma lo si può osservare anche all'interno delle grotte. Va in letargo durante l'inverno, mentre durante la primavera e l'autunno lo si può trovare rintanato sotto sassi e detriti lungo le sponde dei fiumi. Si nutre maggiormente di grossi insetti e della piccola fauna acquatica. Ha abitudini notturne e crepuscolari, specialmente nelle stagioni intermedie, mentre durante i periodi di siccità cerca zone umide e si nasconde sotto le pietre nel fango o in fessure nelle rocce. 

RIPRODUZIONE: La riproduzione dell' Euprotto sardo avviene in acque basse verso la primavera o in autunno. Al contrario, generalmente, delle altre specie urodele, quest'ultimo non si spreca in danze o rituali di corteggiamento particolari, ma piuttosto "cattura" la femmina, per iniziare finalmente l'accopiamento. Il maschio rilascia lo spermatofora, che in seguito viene assorbito dalla femmina. La femmina depone circa 140-200 uova, che si schiuderanno dopo circa 1 mese. Inizialmente le larve condurranno una vita acquatica, successivamente con il raggiungimento dell'anno di vita,avviene una metamorfosi e all'Euprotto sardo scompariranno le branchie, lasciando posto a polmoni poco sviluppati. Proprio per lo scarso sviluppo dei polmoni la respirazione viene aiutata attraverso la pelle e la mucosa faringea. E' una specie che in cattività può arrivare ai 7 anni di vita.

MINACCE:Introduzione di specie ittiche alloctone (trote), perdita di habitat e inquinamento delle acque, introduzione di competitori, prelievi idrici eccessivi dai laghetti montani e collinari, disgiunzione degli areali, impiego di insetticidi sugli specchi d'acqua, pratica della pesca con uso di veleni, introduzione del fungo Batrachochytrium dendrobatidis, che causa la chitridiomicosi.

STATO DI CONSERVAZIONE: Specie protetta dall'Allegato III della Convenzione di Berna, dalla Direttiva Europea sugli habitat naturali e della Legge Regionale del 1998.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Amphibia
  • Ordine: Urodela
  • Famiglia: Salamandridae
  • Specie: Euproctus Platycephalus

NOME IN SARDO: Cane ‘e s’abba, Trota canina, Tarpa.

Sabato, 14 Maggio 2016 09:57

Raganella sarda

NOME SCIENTIFICO: Hyla Sarda

DESCRIZIONE: Detta anche Raganella Tirrenica, è una delle raganelle più piccole, di dimensioni che vanno dai 38 ai 40 mm, ad eccezione raggiungono i 50 mm. E' diffusa in tutta l'isola, compresa l'Ogliastra. Diversamente dalla Raganella Italiana, l'Hyla Sarda non presenta la banda nera sul dorso. La pelle è liscia e viscida, generalmente di colore verde brillante, spesso con macchie scure, tendenti al grigiastro, nerastro o verde più scuro; mentre il ventre e la gola sono bianchi. Prima la specie era considerata una sottospecie della Raganella Italiana, mentre ora appartiene ad una specie a sè stante. Possiede una testa larga, con occhi grandi e sporgenti e la pupilla orizzontale. Le dita hanno delle ventose alle estremità, che permottono loro di potersi arrampicare con grande facilità, lungo pareti lisce. Caratteristica di questa specie sono i calli nuziali, che si sviluppano sulle dita degli arti anteriori dei maschi durante il periodo riproduttivo e nel sacco vocale presente sulla gola.

BIOLOGIA E HABITAT: L'adulto di Raganella Sarda si ciba di insetti, mentre le larve hanno una dieta detritivora. Hanno una vita prevalentemente arboricola, ma non disdegnano anche la vita acquatica, presso corsi d'acqua, raccolte, stagni, acquitrini, fontane ecc. Vive tra i cespugli e arbusti e non teme la siccità. E' una delle poche specie di acqua dolce, che riesce a tollerare una certa quantità di salinità. L'habitat ideale si trova sotto i 1000 m di altitudine, quindi in collina e in pianura. Ha una predisposizione alla vita notturna dove caccia le sue prede, mentre di giorno preferisce stare in luoghi freschi e ombreggiati.

RIPRODUZIONE: La stagione riprouttiva di questa specie è abbastanza ampia, dove trova inizio l'inverno e si dilaga sino a tutta la primavera (Marzo e Maggio). Il corteggiamento ha inizio con il gracidare in coro dei maschi, in modo da attrarre l'attenzione delle femmine; in particolar modo la voce della Hyla Sarda è molto acuta e ha un ritmo più rapido rispetto a quella italiana. L'accoppiamento avviene in acqua durante le ore notturne, una volta all'anno e le uova vengono poi deposte in mezzo alla vegetazione acquatica. La femmina può deporre fino ad un migliaio di uova e dopo circa 2 settimane avviene la schiusa.

MINACCE: Degrado ambientale e frequenti incendi estivi.

STATO DI CONSERVAZIONE: La specie è protetta dall'Allegato II della Convenzione di Berna, dalla Direttiva dell'Unione Europea e dalla Legge Regionale del 1998.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Amphibia
  • Ordine: Anura
  • Famiglia: Ilidae
  • Specie: Hyla Sarda

NOME IN SARDO: Arranedda.

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