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Fabio Fanelli

Fabio Fanelli

Venerdì, 02 Settembre 2011 18:29

Il vino - Una tradizione millenaria

Fino a qualche decennio fa, era opinione comune che l'arrivo in Sardegna per la prima volta del vino, fosse da far risalire alle fasi iniziali della colonizzazione fenicia (IX – VIII sec. a.C.), e che la vitivinicoltura, risalisse alla successiva dominazione cartaginese (VI sec. a.C.), e romana poi (III sec. a.C.). Numerose campagne di scavo, hanno consentito di spostare alla fine dell'Età del Bronzo Medio (XV sec. a.C.), inizi dell'Età del Bronzo Recente (XIV sec. a.C.), la certezza della presenza in Sardegna della vite e del vino.

Domenica, 01 Maggio 2011 01:30

Vigneti Zicca - Villagrande Strisaili

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Vigneti Zicca

Dal 1978 viene coltivato il vitigno posto in Villagrande Strisaili, località "Corru Trabutzu", si producono esclusivamente vini tradizionali locali, principalmente il Cannonau di Sardegna. Le  piccole produzioni soddisfano solo il miglior mercato locale. La conduzione dell'azienda è di tipo familiare, che ora ha raggiunto la seconda generazione.

STORIA E TRADIZIONE.
I vini prodotti venivano venduti quasi sempre sfusi fino alla fine degli anni 90, nella piccola cantina di famiglia. I clienti abituali, lo acquistavano soprattutto per eventi importanti, come matrimoni, sagre o feste paesane. ​

OGGI.
Oggi il vino, viene regolarmente imbottigliato, in piccoli singoli lotti numerati, da 2000 a 5000 bottiglie per volta, con la denominazione IGT, Isola dei Nuraghi e IGT Ogliastra.

FILOSOFIA.
I vigneti sono stati impiantati con una filosofia mirata non a produrre quantità, ma alta qualità delle uve. Le viti sono prevalentemente di Cannonau locale, rigorosamente privi di impianti di irrigazione, allevati principalmente a "Guyot" con sostegno a spalliera in pali di cemento e filo di ferro d'acciaio. Il sesto è di mt 2.30x1.00 .

SUOLO. ​
Il terreno è fertile, derivato dal disfacimento della roccia madre di origine granitica.

​LA POSIZIONE.
Il vigneto giace in posizione collinare ben soleggiato ed arieggiato. I vigneti sono posti ad una quota altimetrica che varia dai 150 m slm, fino a 200 m slm ​

LA TENUTA.
I vigneti hanno più di trent'anni, sono posti in località "Corru Trabutzu" o "Corrus De Trubutzu", ai piedi di "Monte Maoro", in agro del comune di Villagrande Strisaili, già sul confine con l'agro dei comuni di Tortolì, Arzana, Ilbono e Girasole, in territorio Ogliastrino. ll terreno è ricco, fertile, ideale per la coltivazione del tradizionale vitigno cannonau.

I VINI.
I vini nascono da uvaggio esclusivamente prodotto nella tenuta di famiglia, da vigneti impiantati nell'anno 1979, la vendemmia è manuale, eseguita nell'ultima settimana di Settembre. La vinificazione viene realizzata con metodo tradizionale locale, con un attenta selezione delle uve, la fermentazione è naturale, con una macerazione di circa 10-12 giorni, con un buon utilizzo della tecnica del Delestage. Pigiatura soffice al 60/65%. Il vino subisce un leggero invecchiamento in modo da dargli le giuste caratteristiche organolettiche di tipicità. L'affinamento finale avviene in bottiglia, il vino esprime le sue migliori caratteristiche dopo un affinamento di almeno 6/12 mesi. La conservazione avviene in ambiente con temperatura costante e luce controllata, la gradazione alcolica del vino, varia a secondo dell'annata di produzione da 13 a 14% vol.

 

Accoglienza

Riferimento: Roddy Zicca

Orari di apertura: Tutti i giorni su prenotazione

 

Contatti

Vigneti Zicca
Località Corru Trabutzu snc
08049 Villagrande Strisaili (OG)
39°56'6.77"N  9°37'8.94"E

Tel. +39 0782 349012 - +39 3293517147

Email: vignetizicca@gmail.com

Web: http://www.vignetizicca.com/

 

Domenica, 01 Maggio 2011 01:44

Cantina Sociale Ogliastra - Tortolì

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Cantina Sociale Ogliastra

La Cantina Sociale Ogliastra con sede a Tortolì, prende il nome dall'omonima regione, posta tra il Gennargentu ed il Tirreno, famosa per la coltivazione di uve Cannonau.

L'azienda produce vini particolarmente pregiati ad indicazione geografica tipica e DOC. Inoltre, produce vini spumanti e liquorosi di qualità.

 

Contatti

Cantina Sociale Ogliastra Via Baccasara, 3 Tortoli' (OG)

Tel. (+39) 0782624390 – Fax. (+39) 0782622546

E-mail: cantina.ogliastra@tiscali.it ; cantina.ogliastra@live.it

Web: http://cantinasocialeogliastra.wordpress.com/

Domenica, 01 Maggio 2011 01:42

Perda Rubia - Cardedu

Perda-Rubia

Perda Rubia

Nel 1949, dai vigneti di Cardedu, Mario Mereu diede inizio alla produzione del proprio Canonau. Lo chiamò Perda Rubia in onore del granito, che in quella parte della Sardegna assume un caratteristico colore rossastro, simbolo di antica energia. In quei primi anni di produzione stabilì, una volta per tutte, le caratteristiche di un vino destinato in breve tempo a conquistare una fama meritata. Oggi l'opera di Mario continua nelle generazioni che gli succedono: il Perda Rubia è prodotto ancora con grandissima cura, con altrettanto amore e con gli stessi metodi artigianali, proteso in avanti nel terzo millennio. Come marchio del vino rimane un tessuto, da molti anni proprietà della famiglia. Un tessuto che, come si usava anticamente in Sardegna, fungeva da copriletto ornando, così, l'angolo più intimo della casa. Quel tessuto, divenuto il simbolo stesso del Perda Rubia, ne accompagna il successo nei decenni che scorrono.

 

Prodotto tipico

"Si dice che il Perda Rubia sia l'ultimo dei Cannonau". Certamente è un vino che, rifiutate le lusinghe dell'industrializzazione, osa proporre ancora tecniche di produzione artigianale che dal 1949 lo hanno reso unico e inconfondibile. Chi ha la fortuna di poterlo assaporare capisce al primo assaggio perché sia definito l'ultimo dei Cannonau. Non sono molti, infatti, i vini che possono vantare ancora oggi un trattamento così rispettoso della tradizione.

 

Contatti

Azienda agraria Perda Rubia Cardedu Via Asproni 29 Strada Statale 125 Km121.6 (OG).

Tel. 0039 (0)782 615 367 – Fax. 0039 (0)782 615 003

Email: perdarubia@tin.it

Web: www.perdarubia.it

Domenica, 01 Maggio 2011 01:40

Vitivinicola Alberto Loi - Cardedu

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Vitivinicola Alberto Loi

La Vitivinicola Alberto Loi è stata creata nel periodo tra la fine degli anni quaranta ed i primi anni cinquanta da Alberto Loi, nato a Jerzu (provincia di Nuoro) da una famiglia di viticoltori, produttori di Cannonau. Gli attuali proprietari, i figli di Alberto Loi, costituiscono la terza generazione della famiglia dedita alla produzione del vino Cannonau. Le produzioni di vino Cannonau DOC dei territori dei comuni di Cardedu ed Jerzu si avvalgono della specifica sottodenominazione "Jerzu" prevista dal disciplinare della DOC del Vino Cannonau di Sardegna. Tipicità e Tradizione coniugate con Innovazione e Piacevolezza del Bere" è la filosofia guida della produzione aziendale. Commercializza i propri vini tramite due marchi: "Alberto Loi" e "Vitivinicola Cardedu", in relazione alla provenienza delle uve dai diversi vigneti.

 

Accoglienza

Con un preavviso minimo di dieci giorni è possibile accordarsi per una visita individuale o di gruppo della cantina ed i vigneti. Nella stagione turistica è operativa l'enoteca dove è possibile acquistare direttamente i vini che trovate disponibili anche nel sito web della cantina. All'interno della tenuta sono disponibili alcuni appartamenti per soggiorni minimi di una settimana (dal mese di Maggio al mese di Ottobre). Nel resto dell'anno è possibile prenotare soggiorni anche per i fine settimana.

 

Contatti

Vitivinicola Alberto Loi - Cardedu -Sardegna- Italia

Tenuta: Strada Statale 125, Km 124,1 Cardedu (OG) - Tel.0782.75807

Commercializzazione: Tel.070.240866 - Fax 070.240104

Email: info@vinialbertoloi.it

Web: http://www.albertoloi.it

Domenica, 01 Maggio 2011 01:30

Antichi Poderi - Jerzu

Cantina-Jerzu

Cantina Antichi Poderi Jerzu

Nel 1950 per l'interessamento del medico condotto Josto Miglior (personaggio divenuto leggendario in Sardegna per il suo valore) e di altri illuminati jerzesi, venne fondata la Cantina Sociale di Jerzu.

Il nucleo iniziale era costituito da 45 soci con i migliori e i più antichi poderi del paese, situati nel cuore dell'Ogliastra, dove da sempre la coltivazione del pregiato vitigno Cannonau ha trovato il suo habitat ideale. Terra selvaggia e generosa del versante orientale sardo, l'Ogliastra alterna dolci colline e verdi foreste limitate dai tipici costoni montani della Sardegna. I riflessi cristallini del mare sardo sono visibili nella vallata offrendo in un unico scorcio le bellezza e i contrasti dell'isola. Il costante impegno nel migliorare la vigna, la cura sapiente delle viti, l'attenta selezione delle uve, raffinate tecniche di vinificazione e di invecchiamento permettono di ottenere una costanza qualitativa sempre posta ai massimi livelli.

 

Prodotto tipico

Cannonau di Sardegna DOCIl Cannonau è un vino dal colore rosso più o meno intenso tendente al rosso granato nei prodotti a lungo affinamento; profumo tipico di piccoli frutti rossi e macchia mediterranea; caldo, persistente e di buona struttura al palato. La gradazione minima di questo vino è di 12,5°. La "riserva" deve avere una gradazione di 13° e due anni di invecchiamento, di cui 6 mesi in legno.

 

Accoglienza

Riferimento: Dr. Franco Usai

Lingue Parlate: Inglese/ Francese

Orari di apertura: Invernale: lunedì – sabato: 8.30 -13.00/15.00 - 19.00

Estivo: tutti i giorni (festivi compresi) 8.30 - 20.30

Visita dei vigneti: SI

Degustazione: SI

Possibilità di acquisto:SI

 

Eventi

Calici di stelle: eventi e degustazioni di qualità protagonisti della notte di San Lorenzo.

 

Contatti

Jerzu-Antichi Poderi
Via Umberto I, 1
08044 Jerzu (OG).

Tel. +39 078270028 - Fax. +39 078271105

Email: antichipoderi@tiscalinet.it

Web: www.jerzuantichipoderi.it

Domenica, 01 Maggio 2011 03:19

L'Acquavite - S'Abbardenti

E' il nome che si dà a quella bevanda ottenuta dalla distillazione alcolica di mosti fermentati, di vinacce, di frutta e di cereali, per cui è considerato un sinonimo di "distillato".

Cenni storici

I primi distillatori in Europa potrebbero essere stati gli alchimisti medievali, che appresero la tecnica della distillazione dagli Arabi, (famosi alchimisti, che fecero conoscere gli alambicchi). In questo periodo l'acquavite era considerata una medicina rivitalizzante; erano conosciute le sue proprietà medicinali e le sue applicazioni terapeutiche, ma anche la sua efficacia nelle conservazioni alimentari perché preservava i cibi da fenomeni putrefattivi. La battezzarono in latino con i nomi aqua vitae (acqua di vita), aqua ardens (acqua ardente) e vinum ardens (vino ardente). Dal nome latino aqua ardens potrebbe derivare il nome Abbardente con cui l'acquavite è largamente conosciuta in Ogliastra e in Sardegna.

In Sardegna, tra i primi a parlare della distillazione di questo alcolico troviamo il gesuita Francesco Gemelli e il magistrato di Santu Lussurgiu Francesco Maria Porcu. Nell'ottocento Vittorio Angius, metteva in risalto l'attività della distillazione e in particolare quella dei lussurgesi, attività che a quell'epoca è stata un'importante fonte di reddito. Nel 1874 con la legge Sella la distillazione de s'abbardente venne regolamentata dallo Stato, quindi per poterla produrre bisognava richiedere un'autorizzazione e pagare le tasse. In questi anni i sardi continuarono a produrre clandestinamente s'abbardente per non incorrerete nel pagamento delle tasse. Si distillava in gran segreto, durante la notte e nelle cantine, e si usava nascondere le bottiglie e i contenitori usati (alambicchi) sottoterra, nell'orto di famiglia o in campagna. Per individuare la posizione delle bottiglie, si usava legarle con un pezzo di fil di ferro che sporgeva dal terreno di soli pochi centimetri. Da questo espediente deriverebbe il nome filu 'e ferru (filo di ferro) con cui l'acquavite è conosciuta in molte località sarde. Non tutti sono d'accordo e attribuiscono il nome di filu 'e ferru al fatto che l'acquavite fuoriesce dall'alambicco come un sottile filo, un filo forte come il ferro.

Caratteristiche del prodotto

Si tratta di un digestivo a elevata gradazione alcolica (45-55%), incolore, non aromatizzato i cui sentori ricordano in modo più o meno marcato i profumi dei vini e delle vinacce d'origine. Varianti al distillato originale sono l'acquavite aromatizzata con essenze spontanee tipiche della Sardegna quale corbezzolo, i semi di finocchietto selvatico, genziana o barricata in botti di rovere.

La distillazione artigianale

La prima fase consiste nel preparare il recipiente che ospiterà le vinacce. Sul fondo del recipiente, si posiziona una griglia in metallo o dei sottili rami secchi, per evitare che le vinacce durante la bollitura si attacchino al fondo e diano uno sgradevole sapore di bruciato all'acquavite. Alle vinacce è aggiunta una certa percentuale d'acqua, questa è circa il 15% del contenitore. Come tappo è utilizzato un limbiccu (alambicco). Per sigillare il tappo è solitamente impiegata una pastella a base di farina, questa andrà a costituire una vera e propria guarnizione tra il contenitore e il limbiccu. Durante la bollitura bisogna prestare particolare attenzione alla guarnizione per evitare che si spacchi e lasci penetrare nel contenitore dell'aria. Dopo aver sigillato con cura il contenitore, si pone su un fornellone a gas a fuoco lento, quando si arriva a ebollizione, inizia a uscire l'acquavite.

Note tecniche

La parte di distillato formata da sostanze volatili che hanno il punto di evaporazione inferiore a quello dell'alcool etilico viene scartata. La componente più importante di questa parte definita "testa" è l'alcool metilico, nocivo all'uomo. Dopo aver scartato la prima parte (circa 0,30-0,40 cl) il distillatore inizia a raccogliere l'acquavite, che contiene principalmente alcool etilico e alcuni elementi essenziali; questa parte si chiama "cuore". Infine, quando evaporano gli alcoli superiori, i più pesanti, unitamente ad aldeidi ed esteri grevi. La "coda", com'è chiamata quest'ultima fase, viene scartata.

Domenica, 01 Maggio 2011 03:17

Il Mirto

 

Il mirto (Myrtus communis L., 1753) è una pianta arbustiva della famiglia delle Myrtaceae che vegeta spontaneamente in molti paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo, principalmente in Italia, Grecia, Spagna e Francia. La pianta del mirto è un arbusto sempre verde, ma a seconda delle dimensioni che generalmente non superano i 2/4 metri, può assumere l'aspetto di piccolo albero. Le foglie sono opposte, ovali-acute, di colore verde scuro. I fiori sono solitari e ascellari, di colore bianco o roseo costituiti da 5 petali e molti stami prominenti, che si aprono all'inizio dell'estate ed emanano un intenso profumo. I frutti sono bacche globoso-ovoidali di colore nero-azzurrastro, con numerosi semi reniformi. Maturano da Novembre a Gennaio persistendo per un lungo periodo sulla pianta. Il Mirto è una pianta diffusissima in Sardegna che insieme a vari altri arbusti quali cisto, lentisco, ginepro, corbezzolo, contribuiscono a formare la macchia mediterranea caratteristica di questa regione.

Il liquore di mirto

Si ottiene mediante infusione idroalcoolica a freddo delle bacche (mirto rosso), o delle foglie (mirto bianco). Il mirto bianco è prodotto in quantità inferiori rispetto al mirto rosso è viene lavorato solamente a livello industriale, mentre il mirto rosso viene preparato anche in casa da molti appassionati. La preparazione del mirto in casa non richiede particolari abilità ne attrezzature e chiunque si può cimentare nella sua preparazione. Come tutti i prodotti caserecci, esistono numerose ricette e diverse scuole di pensiero. Nelle poche righe che seguiranno cercheremmo di mettervi in condizioni di preparare da soli un ottimo mirto.

Come preparare il liquore di mirto

La prima cosa da fare è quella di procurasi la materia prima, "le bacche di mirto". Se vi trovate in Sardegna o siete sardi non sarà difficile trovare delle piante di mirto, queste crescono abbondanti lungo le coste e nelle colline. La cosa più importante da tenere bene a mente è il periodo di maturazione delle bacche che va da Novembre a Gennaio. Per la raccolta delle bacche sono indispensabili tempo e pazienza. La quantità di bacche sarà in funzione della quantità di mirto, del colore e del sapore che si vogliono ottenere. Suggeriamo mezzo chilo di bacche per 2 litri di alcol. Ora che abbiamo le bacche, ci troviamo davanti al primo dilemma: utilizzare Alcol o Acqua vite. Se andate a chiedere in giro vi scontrerete con mille pareri e nessuna certezza, pertanto io vi consiglio di usare alcol a 95% reperibile in tutti supermercati. Perché l'alcol: l'acqua vite essendo un distillato (prodotto in casa), ottenuto dalla bollitura delle vinacce, ha già di suo un sapore!! molti la preferiscono perche più economica o perche la producono. Ora che abbiamo tutto siamo pronti per la prima fase.

Prima fase

Lavate le bacche sotto l'acqua corrente e asciugatele bene con un panno da cucina, stando attenti ad eliminate le eventuali foglie. Ora poniamo le bacche all'interno di un contenitore di vetro, che sia in grado di contenere 2 litri d'alcol, dotato di chiusura ermetica o di un buon tappo. Il mirto ora è pronto per il suo periodo di macerazione. Qui ci troviamo di fronte al secondo grande dilemma:"per quanto tempo deve macerare??". Suggerisco 30/40 giorni.

Seconda fase

Il mirto è ormai pronto per la seconda fase, che risulta essere un po' più laboriosa della precedente e consiste nella preparazione dello sciroppo che servirà a diluire l'alcol a 95% in cui abbiamo fatto macerare le bacche. Le dosi che consiglio sono: 1litro d'acqua per ogni litro di alcol e 700/800 gr di zucchero per ogni litro d'acqua. Procuratevi una pentola sufficientemente grande da contenere 2 litri d'acqua, vi suggerisco di mettere sempre un po' d'acqua in più, visto che una parte potrebbe andare dispersa per evaporazione. Aggiungete lo zucchero, 700 g sono perfetti, ne consiglio 800 a chi voglia ottenere un liquore appena più dolce. Il preparato va lasciato bollire a fuoco lento per circa 30/40 minuti e mescolato di tanto in tanto. Solitamente aggiungo, alla miscela di acqua e zucchero, alcune manciate di bacche già macerate, che durante la bollitura conferiscono allo sciroppo un primo colore e aroma di mirto. L'unico inconveniente di questa pratica è l'odore di alcol (non troppo intenso) che si sviluppa durante la bollitura.

Terza e ultima fase

Dopo aver separato le bacche dall'alcol, vi accorgerete che queste ne hanno assorbito una buona quantità e che è impossibile estrarla senza l'uso di attrezzature idonee. L'unico modo, salvo bizzarre invenzioni è quello di utilizzare un piccolo torchio da mirto. Ultimiamo il nostro lavoro. Assicuriamoci che lo sciroppo sia freddo e aggiungiamolo all'alcol, mescolandolo con estrema cura. A questo punto non ci resta che filtrare il tutto con un colino o con un panno in modo da eliminare tutte le impurità. Se avete seguito tutto alla lettera o quasi avete ottenuto quattro litri di mirto con una gradazione di circa 30-35%. Il mirto è PRONTO per essere bevuto ma vi consiglio di pazientare altri 15/20 giorni per un prodotto perfetto, che potrete servire ghiacciato a tutti coloro che amano questo liquore.

Domenica, 01 Maggio 2011 03:13

Is Pabassinas

Vengono preparate in tutta la Sardegna in tante varianti di gusto e di forma, a seconda della località. La parola "pabassa" in sardo significa "uvetta", l'ingrediente fondamentale delle pabassinas . Si tratta comunque di dolci buonissimi dalla pasta friabile ripiena di uvetta, mandorle e noci e rivestiti di confettini multicolore. Possono avere forma di cono o di losanga, si preparano in occasione della festa dei morti a Novembre, a Natale e a Pasqua. Riportiamo di seguito la nostra ricetta : farina, miele, mandorle tagliate a pezzetti, uvetta, noci tagliuzzate si impastano con la sapa fino a ottenere un composto omogeneo. Infine si lavorano a forma di cono piccole quantità di prodotto e si mettono nel forno a legna. Appena sono cotte is pabassinas vengono bagnate con la sapa e ricoperte di confettini multicolore.

Domenica, 01 Maggio 2011 03:12

Su Pani e Congiu

Questo dolce dalle nostre parti viene preparato in occasione di matrimoni. E' un pane scuro per la presenza della sapa (sa saba).La sapa anticamente, veniva preparata sempre durante la vendemmia. Si faceva bollire a fuoco lento del mosto non ancora fermentato schiumando ogni tanto, fino a che si riduceva di un terzo o della metà .Per essere buona doveva essere molto densa. Veniva poi aromatizzata con i semi di finocchietto selvatico e lasciata raffreddare prima di essere conservata. Per la preparazione de su pani e congiu si deve ottenere un impasto simile a quello del pane unendo insieme la farina, il lievito, la sapa ,il miele e i vari aromi, semi di finocchietto selvatico, noce moscata e saporita (una droga confezionata con varie spezie). Alcune ricette aggiungono chiodi di garofano e la profumatissima buccia d'arancia ben essiccata e finemente macinata. Si lascia riposare l'impasto per qualche ora. Più tardi si lavora ancora un po' aggiungendo dello zucchero e del mosto cotto. Dall'impasto ottenuto si ricavano dei panini che si devono lasciare lievitare un'intera notte prima di essere infornati nel forno a legna. Quando il pane è cotto, si bagna la crosta con la sapa e si rimette in forno per ancora due minuti.

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