Martedì, 16 Ottobre 2012 22:57

Sa Scala 'e Sa Contissa

Si narra che nel Castello di Quirra sia vissuto un Conte perfido e brutto, forse la sua cattiveria derivava proprio dal suo aspetto riluttante. Ma un giorno egli si innamorò di una giovane ragazza di Perdas dè fogu, e nonostante fosse evidente  che lei non era minimamente interessata alle sue avance, ma lui sprezzante di un possibile rifiuto, le chiese la mano. 

Lei invece di desistere gli disse: "Se riuscirai a venirmi a prendere sotto casa in carrozza io diventerò la tua sposa."
Lei sapeva che era impossibile poichè non esisteva una strada e l'unica via praticabile era impervia e al termine del cammino, grossi massi calcarei ostruivano il cammino. Ma lui non rinunciò; mandò uomini a radunare abitanti dai paesi vicini. Risposero da tutta l'Ogliastra; Gli abitanti di Tertenia, Bari Sardo, Arzana, Lanusei, Villagrande, Osini e Loceri, armati di pochi utensili, riuscirono a spianare il cammino alla carrozza del marchese fino a lei, la tanto cercata sposa. 
Lei a questo punto vedendo realizzata l'imprese pensata impossibile non si potè tirare indietro alla promessa fatta. Ma una volta arrivata al castello essa in preda alla disperazione si tolse là vita buttandosi nel dirupo sottostante.
Ma il marchese non sì scordò di tutta quella gente che l'ho aiutò nell'ardua impresa e per ricompensa donò terreni del Salto di Quirra fino a Sarrala, ai paesi di Bari Sardo, Arzana, Lanusei, Villagrande, Osini e Loceri, mentra a Tertenia, che già deteneva terre in quella zona, gli venne elargito dei territori a monte.
Ancora oggi codesti paesi hanno delle isole amministrative proprio a nel Salto di Quirra, e ancor oggi esiste quella strada rude, spianata nella roccia, chiamata Sa Scala 'e sa Contissa. Addirittura vi è una roccia dove è chiaramente visibile lo zoccolo del cavallo della carrozza della neo-contessa che si è calcarizzato e ha lasciato questo magnifico segno sulla roccia.

Grazie a:
Michele Depau
Sa Contissa de Piss'e Taccu

 

Questa è un'altra variante "meno ogliastrina":

Un conte di Mandas, perdutamente innamorato della figlia del Marchese di Quirra, la chiese in sposa pur sapendo di non essere corrisposto. La giovane donna allora, forse per scoraggiare il conte gli promise che lo avrebbe sposato se costui fosse andato a prelevarla attraverso questo tragitto su una carrozza trainata da 4 cavalli bianchi; La figlia del conte, che conosceva il tragitto, noto oggi come “Sa Scala de Sa Contissa”, che collegava il castello all’altopiano del Monte Cardiga, sapeva anche che era praticamente impossibile che il conte ci potesse riuscire, vista la larghezza irrisoria e l’elevata pendenza della “scala”. Il conte malgrado tutto riuscì nel suo intento e la giovane donna dovette acconsentire a partire con lui, ma quando il cocchio arrivò nuovamente alla “scala”, il cuore della giovane donna non resistette alla sofferenza portata dalla partenza e morì tra le braccia del suo spasimante.

Grazie a:
Comune di Villaputzu

 

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Domenica, 01 Aprile 2012 17:09

La creazione de Su Gorroppu

La tradizione orale ad oggi ci narra prevalentemente dei buoni rapporti di "vicinato" tra gli abitanti dei paesi confinanti Urzulei e Orgosolo.

Mentre una leggenda in particolare tenta di rappresentarci una realtà diversa, conflittuale che addirittura abbisognasse dell'aiuto divino per essere sedata tramite la divisione dei confini naturali tra l'Ogliastra e la Barbagia. 

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Domenica, 01 Aprile 2012 16:55

I poteri del cavallo

A Seui si narra che sul vecchio sentiero che passa ai piedi del Tònneri (oggi strada provinciale), luogo di rara bellezza e ricco di misteri, c'è un punto che i cavalli evitano ancora oggi: lì sarebbe stato ucciso un pastore, sul finire degli anni '20.

Quel punto i cavalli lo temono, dicono i discendenti degli allevatori di quei tempi.

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Martedì, 17 Maggio 2011 23:27

Su Scultone del Golgo e San Pietro

Golgo

A Baunei si narra che in antichità la piana del Golgo (altopiano che sovrasta l'abitato) fosse abitata da un mostro simile ad un drago chiamato "Scultoni" o "Scurzoni"

Questa creatura immonda era capace di uccidere chiunque incrociasse il suo sguardo. La popolazione era terrorizzava e l'unico sistema che calmava la sua ira era il sacrificio di giovani vergini. 

Un giorno durante la sua opera di evangelizzazione passò a Baunei San Pietro, il quale impietosito dalle richieste di aiuto decise di salire nell'altopiano per estirpare questa piaga. Dopo poco sentendo l'arrivo di qualche intruso, l'animale uscì allo scoperto e fissò San Pietro in modo da ucciderlo con il suo sguardo letale, ma il Santo utilizzando un'astuzia, impiegò uno specchio per  volgergli contro il suo potere. Lo Scultone rimase stordito e il Santo lo potè afferrare per la coda per sbatterlo ripetutamente a terra, fino a far cedere il suolo creando una profonda fenditura che ancora oggi è possibile apprezzare nell'altopiano del Golgo denominato "Su Sterru".

Gli abitanti per ringraziare San Pietro, edificarono e gli intitolarono una splendida chiesa campestre nell'altopiano e da allora ogni anno, l'ultima domenica di Giugno, si danno appuntamento per ringraziare il Santo.

Questa leggenda ha avuto risalto nazionale grazie al celebre fumetto Martin Mystère, poichè nel n. 34 della serie, intitolato "Il mistero del nuraghe", il "detective dell'impossibile" si reca proprio in quei luoghi, discendendo nella voragine e affrontando a sua volta lo Scultone!

Su-scultone

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Sabato, 30 Aprile 2011 23:58

La Vergine delle Grazie

Madonna-delle-Grazie-Ilbono

Raccontano ad Ilbono una leggenda che attribuisce ad un prodigio la presenza del simulacro della Vergine delle Grazie.

Un gruppo di pescatori di vari paesi nelle spiagge degli Scogli Rossi di Cea, vide un giorno una cassa abbandonata dalle onde marine. Aperta con ansia, la cassa mostrò una statua bellissima della Vergine. Ne nacque poi la gara tra i pescatori che ciascuno voleva condurre nel proprio paese. Si decise di affidarsi alla sorte, acconsentendo tutti che la statua sarebbe andata a quel paese, dove i buoi tirando il carro carico della cassa si sarebbe diretto di proprio istinto. Partendo dalla spiaggia i buoi avrebbero infilato la strada verso Nulasso, verso Baunuxi e quindi verso Ilbono dove si fermarono. Di qui la devozione di Ilbono verso la Madonna delle Grazie che festeggia la prima domenica di Luglio tutti gli anni. E' la sagra ilbonese più solenne e caratteristica. La statua della Vergine viene trasportata in processione sopra un carro addobbato a festa a ricordo del carro che la portò in paese per la prima volta. Molti seguono la processione portando corone di fiori e torte. Non manca tra i divertimenti l'albero della Cuccagna la cui preparazione avviene con rito caratteristico. Il comitato si reca durante la notte che precede la festa in campagna attorno al pioppo destinato allo scopo, lo taglia, lo spoglia dei rami, lo liscia e lo ingrassa per renderlo scivoloso. Il tutto avviene tra suoni, e canti e balli, arrosti e mangiate e bevute abbondanti di vino ilbonese che Vittorio Angius nel secolo scorso considerava il migliore d'Ogliastra, al pari di quello di Lanusei.

 

Flavio Cocco, Dati relativi alla storia dei paesi della diocesi d'Ogliastra

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Sabato, 30 Aprile 2011 23:22

La Principessa di Navarra

PrincipessadiNavarra

 

La toponomastica dell´abitato di Santa Maria Navarrese trova radici in una antica leggenda che narra la storia della bella principessa di Navarra, costretta a fuggire per poter vivere in pace un amore impossibile con un proprio servo. Il sentimento tra i due era stato contrastato ferocemente dal padre di lei che arrivò a rinchiuderla nella torre di un castello per punirla. Ma la forza dell'amore ebbe il sopravvento e una notte la principessa, aiutata da alcuni fedeli amici, fu fatta uscire dalla torre mentre le guardie dormivano. Raggiunse rapidamente la spiaggia ove l'attendeva l'amante con un barcone carico di provviste e insieme si misero in mare, sperando di toccare presto una terra ove il padre non potesse raggiungerli. Dopo diversi giorni di navigazione, ormai giunti a lambire le coste della Sardegna, furono sorpresi da una furibonda tempesta nel tratto di mare ancora oggi temutissimo, nei pressi dei "Monti Insani" oggi denominato Monte Santo, e il barcone, che non era troppo solido, rischiava il naufragio.

La fanciulla si mise a pregare. Invocò la Madonna e fece voto che, se si fosse salvata insieme al suo amante, avrebbe edificato una chiesa sul luogo ove fosse sbarcata. Improvvisamente la tempesta si calmò e la nave potè attraccare nella zona di Santa Maria Navarrese, dove effettivamente oggi sorge un´antica chiesa.

Di certo si sa che questa chiesa (datata 1502) esiste da molto prima che nascesse l´abitato di S.M.N. : ancora negli anni 60, infatti, qui ci vivevano appena 4 famiglie per un totale di circa 50 persone e solo da pochi decenni, grazie alla spinta turistica, che la zona è diventata un paesetto di circa 1500 abitanti.

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Sabato, 30 Aprile 2011 18:43

Sa Babbaieca

sa-babbaiecca

 

“Babbai” significa “babbo”, nonno, vecchio ed “Eca” significa "entrata" o "uscita" da o verso un sentiero campestre. Babbaieca significa quindi uscita del nonno, del vecchio.

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