fbpx

NOME SCIENTIFICO: Corvus Cornix Sharpii

DESCRIZIONE: secondo le più recenti valutazioni genetiche, la sottospecie sarda Corvus Corone Sardonius, attualmente non è più ritenuta valida. È un comunissimo corvide, leggermente più piccolo degli esemplari del continente. la testa è nera; l'occhio ha iride bruno scuro e sottile anello oculare chiaro; il becco è molto grosso, robusto e nero; il piumaggio del corpo è grigio, con leggeri riflessi bruno chiaro, visibili più nella stagione estiva e nelle parti inferiori; la gola e il petto sono neri; la coda ha aice arrotondato ed è di medie dimensioni; le ali sono arrotondate, larghe, grandi e nere; le zampe sono nere e abbastanza robuste. Le dimensioni variano da 43-48 cm per 90-100 cm di apertura alare ed un peso di 500 g. Il suo volo è dritto, con battiti regolari. Generalmente lo stormo è più ordinato rispetto al corvo comune.

BIOLOGIA E HABITAT: le campagne incolte e le zone di pascolo e coltivate sono il suo habitat ideale, in tutta la Sardegna (sia zone di collina che di pianura). Forma grandi e piccoli stormi e viene avvistata ovunque, sia in città che nei paesi, in compagnia di gabbiani, nelle discariche urbane. Non frequenta zone selvagge o boschi fitti. La specie è stanziale nell'isola e nidificante, ed è molto territoriale. Si nutre principalmente di semi, bacche e ortaggi derivanti dalle campagne coltivate dall'uomo e di larve, scovate tra le cortecce, come insetti, molluschi, anellidi, e ancora di anfibi, piccoli uccelli e uova, piccoli mammiferi, animali feriti di piccole dimensioni, carogne. Curiosa è la capacità di rompere il guscio duro della frutta lasciandola cadere dall'alto, come altre pratiche che dimostrano la sua spiccata intelligenza.

RIPRODUZIONE: verso Marzo inizia a costruire un grosso nido che può contenere 4-6 uova, su alberi o nelle biforcazioni di alberi. Generalmente se ne occupa la femmina, che cova le uova per 3 settimane.

MINACCE: l'uomo è la sua unica minaccia, in quanto spesso è stata abbattuta per aver portato gravi danni alle coltivazioni.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie cacciabile e protetta dalla Legge Regionale del 1998 e dalla Direttiva Uccelli. Abbondante.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Passeriformes
  • Famiglia: Corvidae
  • Specie: Corvus Cornix Sharpii

NOME IN SARDO: Corraga, carroga, corrancra, giacu, corronca, corranca.

NOME SCIENTIFICO: Merops Apiaster

DESCRIZIONE: ha un piumaggio molto variopinto, da qui la sua facile identificazione: la testa ha fronte azzurra e bianca, il vertice e la nuca sono castani, a volte più chiari e rossastri verso il collo; l'iride è rosso brillante; possiede una stria oculare larga e nera, che si estende sino lungo la guancia; il becco è nero e appuntito, molto lungo, leggermente ricurvo e sottile; la gola è di un giallo brillante, separata dal petto da una fascia nera; le parti superiori sono inizialmente castano-rossastro poi diventa giallo man mano che si percorre il dorso; le parti inferiori invece sono verde-azzurro; possiede ali appuntite e lunghe, di vari colori (azzurre, castane e verdi le penne superiori, crema con bordo scuro quelle inferiori e grigie le remiganti); la coda è molto lunga, squadrata e color verde, con timoniere centrali più lunghe; le zampe sono nere. le dimensioni variano da 26-30 cm per 34-38 cm di apertura alare. La femmina, rispetto al maschio, rimane leggermente più piccola ed è più verde sulle parti castane. I giovani sono più verdastri e meno castani con una colorazione più opaca.

BIOLOGIA E HABITAT: è un uccello che ama l'aria aperta di campagna con macchia mediterranea, zone soleggiate, sponde dei fiumi, terreni sabbiosi, riunita in numerose colonie. Nidifica in Sardegna ed è un migratore. È un insettivoro e si nutre principalmente di farfalle, libellule, calabroni, vespe, api (da qui Apiaster), tafani, catturati in volo. Spesso è considerato il distrutore di alveari, in quanto vada ghiotto per le api.

RIPRODUZIONE: i nidi della colonia di questa specie consistono in lunghi cunicoli (2-3 m) scavati orizzontalmente nel terreno sabbioso o argilloso, generalmente in rive e argini di corsi d'acqua, stagni o paludi. Il nido può contenere 4-6 uova e viene costruito da entrambi i sessi, ma della covata se ne occupa la femmina.

MINACCE: riduzione e alterazione dell'habitat.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie protetta dalla Legge Regionale del 1978 e dall'Allegato II della Convenzione di Berna. Comune, ma localmente. Forse in diminuzione.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Coraciiformes
  • Famiglia: Meropidae
  • Specie: Merops Apiaster

NOME IN SARDO: Abiàrgiu, abiòi, abiolu, moimoi, miàrgiu, piàna, pràna, pudzòne apiàresu, apiàna, marràgau.

NOME SCIENTIFICO: Streptopelia Decaocto

DESCRIZIONE: il corpo ha una colorazione geenrale più chiara e omogenea rispetto alla tortora comune, brunastro chiaro; non sono presenti macchie sulle ali; la testa è piccola e grigia, più scura sul vertice e sulla nuca; l'iride è rossiccia e il contorno perioculare è bianco; il becco è grigio con cera scura; sul retro e nei lati del collo ha un anello scuro con il bordo bianco, interrotto sul davanti (da qui appunto dal collare orientale); le ali sono appuntite e di media lunghezza, color grigio brunastro, più scure rispetto al dorso; la coda ha margine arrotondato, semi-corta; la sottocoda ha la base bruno-scuro con i margini grigio chiari; le zame sono rosate. Non è presente alcun dimorfismo sessuale. Le dimensioni variano da 26-30 cm per 50-54 cm di apertura alare. Streptopelia, significa che porta la collana.

BIOLOGIA E HABITAT: vive presso orti e giardini di varie località sarde. Specie introdotta nell'isola in cattività,dove alcune coppie, liberate per caso, si sono moltiplicate. Una delle prime colonie di grosse dimensioni resta quella di un boschetto di conifere presso l'Istituto Caseario vicino a Bonassai (SS), ma è abbastanza presente anche qui in Ogliastra. La specie è semidomestica e talvolta convive con i piccioni cittadini. La sua dieta consiste in semi, frutta, erbe, insetti e piccoli invertebrati.

RIPRODUZIONE: il periodo degli accoppiamenti ha inizio a Marzo e si protrae sino a Settembre dove la femmina depone le sue 2 uova, che cova 14-16 giorni, in un nido costruito sugli alberi, tra le siepi o i cespugli ecc., ma anche su manufatti, come piloni, tettoie, impalcature ecc. I giovani prendono il volo dopo 17-22 giorni dalla schiusa.

MINACCE: predazione su uova e pulli da parte di predatori naturali, come il cane e il gatto, parassitosi polmonari, uccisioni illegali e disturbo venatorio.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie protetta dalla Legge Regionale del 1978 e dalla Direttiva Uccelli. Localizzata ma presente anche in numerosi centri urbani, a stretto contatto con l'uomo. Dal 1995 al 2000 è apparsa in sempre più netta espansione, soprattutto nei borghi costieri di tutta l'isola. Sembra che la sua presenza sia dannosa per la Tortora comune, specie tipica e più interessante.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Columbiformes
  • Famiglia: Columbidae
  • Specie: Streptopelia Decaocto

NOME IN SARDO: Truvamassaju, trùtture, trùtturi.

NOME SCIENTIFICO: Accipiter Nisus Wolterstorffi

DESCRIZIONE: è la varietà sardo-corsa dello Sparviere (Accipiter Nisus Nisus), leggermente più piccolo della specie tipica. È un rapace di medie dimensioni. Il maschio ha la testa arrotondata e grigiastra, con guance rossastre e il mento chiaro; l'iride dell'occhio varia dal giallo all'arancio negli individui più anziani; il becco è piccolo e parecchio appuntito; le parti superiori sono grigio ardesia scuro; mentre le parti inferiori sono biancastre con barre brune e rossicce nel ventre; le ali sono arrotondate e larghe, di media grandezza; le sottocordali sono bianche senza strie, mentre le remiganti  sono color crema chiaro con 4 strie nere e il margine apicale bianco; ha zampe gialle con grossi artigli neri. La femmina è molto più grande del maschio ed è più scura e barrata di bruno nelle parti inferiori. I giovani generalmente sono più chiari. Le dimensioni variano da 28-38 cm per 55-69 cm di apertura alare. Il suo volo è caratterizzato da ampie battute d'ali alternate a brevi planate. Nel volteggio si può notare come le ali rimangono piatte e spostate leggermente in avanti.

BIOLOGIA E HABITAT: vive in boschi aperti di lecci e sughere, ma lo si può osservare qualche volta anche in boschetti tra i campi aperti. Diffuso in tutta la Sardegna, è stanziale e nidificante. La sua dieta consiste principalmente di passeriformi di piccole dimensioni, di grossi insetti, come cavallette e coleotteri, di piccoli mammiferi e non spesso di piccoli rettili. La maggior parte del tempo sta posato sugli alberi in osservazione, Caccia in solitario a quote medio-basse, infiltrandosi persino tra la vegetazione.

RIPRODUZIONE: intorno a Febbraio e Marzo viene costruito il nido da entrambe i genitori, sulle cime più alte di grossi alberi. Intorno a Aprile e Maggio la femmina depone 4-7 uova.

MINACCE: disboscamento, alterazione dell'habitat, bracconaggio.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie particolarmente protetta dalla Legge Regionale del 1998 e dall'Allegato III della Convenzione di Berna. Rara e di grande interesse naturalistico.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Accipitriformes
  • Famiglia: Accipitridae
  • Specie: Accipiter Nisus Wolterstorffi

NOME IN SARDO: Astorittu, storigliu.

NOME SCIENTIFICO: Parus Major Ecki

DESCRIZIONE: è la varietà sarda della Cinciallegra (Parus Major Major) ed è leggermente più piccola di quest'ultima, il colore del petto è meno intenso e il piumaggio è meno brillante. È un passeriforme con la testa, gola e collo neri; le guance sono bianche; l'iride dell'occhio è bruno scuro; il becco è nero e abbastanza robusto; le parti superiori come il dorso sono grigio-verde chiaro; le parti inferiori, invece, sono gialle con una striscia nera che parte dal mento e arriva all'addome; le ali sono di media grandezza, leggermente appuntite e larghe, di colore blu-grigie; la coda è di media lunghezza e squadrata, anche lei blu-grigia; le zampe hanno lunghe dita e sono grigie. Non è presente il diformismo sessuale e i giovani sono leggermente più chiari. le dimensioni variano da 13-15 cm per 21-24 cm di apertura alare.

BIOLOGIA E HABITAT: vive in zone boscose, giardini, ecc., ma anche zone di medio-alta montagna diffusa in tutta la Sardegna. Nell'isola è stanziale e nidifica. La sua alimentazione si basa su piccoli insetti, ragni, vermi, ma anche di semi raccolti sul terreno, in mezzo ai cespugli o tra i rami. Una volta catturata la preda, la tiene salda con le zampe e la colpisce ripetutamente con il becco per ucciderla e tagliarla in piccoli pezzi.

RIPRODUZIONE: il nido può contenere da 5 a 11 uova ricoperte da un piumino, costruito in fori di tronchi, rocce con muschio e erba secca esternamente e piume internamente o cavità di muri. I pulli una volta nati vengono sfamati da entrambe i genitori. Può capitare di frequente che all'interno dello stesso nido si possano trovare due femmine che covane uova appartenenti allo stesso maschio.

MINACCE: incendi, distruzione e alterazione dell'habitat.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie protetta dalla Legge Regionale del 1978. Comune e abbastanza numerosa.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Passeriformes
  • Famiglia: Paridae
  • Specie: Parus Major Ecki

NOME IN SARDO: Cincipàsca, pudzòne de Santu Frantzìscu, conchinièddhu, conca de moru, cericèri, serradòri, caggattzùa.

NOME SCIENTIFICO: Erithacus Rubecula Rubecula

DESCRIZIONE: secondo le più recenti valutazioni genetiche, la sottospecie sarda Erithacus Rubecula Sardus, attualmente non è più ritenuta valida. È un uccello piccolo e di aspetto paffuto, a causa delle piume rigonfie; la testa ha vertice e parte posteriore del collo verde oliva scuro; l'occhio è piuttosto grande, con l'iride nerastra; la fronte, il mento, il petto e la gola sono rosso arancio vivo; le parti superiori sono verde oliva scuro, comprese le penne sovraccodali; le parti inferiori con ventre e sottocoda bianchi; le ali sono di media grandezza, leggermente appuntite; la coda è bruna, stretta e di media lunghezza; le zampe sono sottili e brunastre. Le dimensioni variano da 13-14 cm per 22-24 cm di apertura alare. La specie non presenta diformismo sessuale.

BIOLOGIA E HABITAT: abita i boschi, le siepi, i giardini di tutta la Sardegna. La specie è sedentaria e nidifica sull'isola, alla quale si aggiungono altri individui provenienti dalle zone settentrionali per svernare. Al Pettirosso piace stare in solitario e al maschio per diffendere il territorio diventa aggressivo e combattivo e quando si forma la coppia, anche la femmina lo diventa.

RIPRODUZIONE: il nido può contenere 5-6 uova, costruito in folti cespugli e siepi. Della cova ci si impegna la femmina e una volta nati, i pulli vengono sfamati da entrambe i genitori.

MINACCE: incendi, distruzione e alterazione dell'habitat.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie protetta dalla Legge Regionale del 1998. Comune e abbastanza numerosa.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Passeriformes
  • Famiglia: Muscicapidae
  • Specie: Erithacus Rubecula Rubecula

NOME IN SARDO: Pittirùggiu, pettorrirùiu, princiòttu, groddho, iscàrgiu orrùbiu, grisu, scràxiu arrùbiu, fra baìnzu.

NOME SCIENTIFICO: Coturnix Coturnix Coturnix

DESCRIZIONE: è un piccolo galliforme e specialmente il più piccolo d'Europa, con il corpo rotondeggiante; la testa è fulvo-chiara; gli occhio hanno l'iride rossiccia con stria sopracciliare crema chiaro; il becco è grigio, piccolo ma robusto; le parti superiori sono fulvo chiare con macchie nere e lunghe strie color crema chiaro; le parti inferiori, compresi i fianchi, sono color crema, con leggere striature brune; le ali sono piccole, corte e arrotondate; anche la coda è corta e cuneiforme; mentre le zampe sono rosastre. C'è un leggero diformismo sessuale: il maschio ha la gola giallastra o rossastra ben marcata, con una stretta macchia triangolare nera al centro, circondata da piume più chiare; la femmina ha la gola biancastra poco marcata e senza macchia. Le dimensioni variano da 16-20 cm per 32-37 cm di apertura alare ed un peso di 80-100 g.

BIOLOGIA E HABITAT: abita prati coltivati di pianura e di bassa collina e la macchia mediterranea. È un parziale migratore e nidifica in tutta la Sardegna. Generalmente è solitaria, ma nel periodo delle migrazioni si ritrova con gli altri della sua specie. È una specie molto timida e sospettosa. Si nutre principalmente di sostanze vegetali e durante il periodo estivo include insetti e piccoli invertebrati. Vive sul terreno e non si posa mai sugli alberi e passa le notti in tane costruito nel terreno per ripararsi dagli agenti atmosferici.

RIPRODUZIONE: la stagione riproduttiva inizia a Maggio e si protrae sino ad Agosto. Il maschio difende aggressivamente il suo territorio di riproduzione. Il suo nido può contenere 8-13 uova, di colore verdastro, costruito sul terreno, sotto gli arbusti. Per 20 giorni è la femmina che si occupa della cova e successivamente della crescita dei pulli.

MINACCE: incendi, distruzion e alterazione dell'habitat, caccia eccessiva.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie cacciabile e protetta dalla Legge Regionale del 1998, dall'Allegato III della Convenzione di Berna e dall'Allegato II della Direttiva CEE. Abbastanza comune, ma in netta diminuzione.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Galliformes
  • Famiglia: Phasianidae
  • Specie: Coturnix Coturnix Coturnix

NOME IN SARDO: Cualla, cricchibì.

NOME SCIENTIFICO: Buteo Buteo Arrigonii

DESCRIZIONE: è la varietà sardo-corsa della Poiana (Buteo Buteo Buteo). Dal nome latino Buteo, che proviene da un falco non ben identificato e Arrigonii, in onore dell'ornitologo Arrigoni degli Oddi. La Poiana sarda è un rapace di dimensioni medio-grandi e diurno, con una colorazione variabile. Di norma l'adulto presenta la testa marrone scuro; l'iride è variabile, ma generalmente castana; il becco è nero con cera gialla; le parti superiori sono marrone scuro, con groppone e base della coda leggermente chiare; il collo e la parte superiore del petto presentano delle macchie più piccole e più scure; mentre la parte inferiore, compreso il sottocoda, sono biancastre, con strie e macchie brune; le ali sono larghe e arrotondate, con le primarie biancastre e le secondarie grigio pallido brdate di nero; la coda è di medio lunghezza e squadrata, color grigio chiaro, con barrature scure; le zampe sono giallastre con grossi artigli. I giovani solitamente sono di un colore più chiaro, con le parti inferiori color crema. Le dimensioni variano da 50-56 cm per 117-137 cm di apertura alare ed un peso di 600-1400 g. Il suo volo è maestoso ed elegante, molto lento caratterizzato da lunghe planate e volteggi, sfrutta a pieno le correnti ascensionali. Spesso la si può osservare mentre compie lo "spirito santo", specialmente quando è a caccia di prede.

BIOLOGIA E HABITAT: la si può osservare presso boschi e foreste aperte, sia di pianura che di montagna;ama le zone isolate, ma si avvicina spesso anche alla periferia dei centri abitati. È presente in tutta la Sardegna ed è una specie stanziale, ma spesso migra e si sposta a poca distanza. Si nutre di piccoli mammiferi, roditori, lagomorfi, come lepri e conigli selvatici, e poi ancora uccelli, coleotteri, anfibi e rettili. A volte mangia i resti di cibo di altri rapaci o preda animali da cortile. Non essendo molto agile, va a cacciare molto spesso, specialmente tra gli uccelli, individui giovani, come pulcini. Ha diverse tecniche di caccia: una è quella dove si apposta sul posatoio e appena vede la preda si fionda verso di lei e l'afferra con i suoi grossi artigli; un'altra è quella di volare a bassa quota sopra campi aperti, per perlustrare la zona. Il "Victory Roll" è una tecnica di volo per difendere il proprio territorio e consiste nel compiere un volo ondulatorio, intervallato dallo "spirito santo", con le ali aperte per cacciare via l'intruso, che spesso posso essere i giovani della sua stessa specie.

RIPRODUZIONE: durante il periodo nuziale la coppia effettua il "volo a festoni", ovvero volare sino ad arrivare ad alte quote sfruttando le correnti di aria calda e poi lasciarsi cadere in picchiata e di nuovo risalire velocemnte. La femmina continua con dei voli circolari, mentre il maschio sale sempre più in su e ridiscende in picchiata dietro la femmina. La specie nidifica sull'isola: nel nido sono presenti 2-3 uova, costruito generalmente sugli alberi, ma qualche volta anche sulle pareti rocciose scoscese. Il nido è costruito da entrambe i genitori e la femmina depone tra Marzo e Aprile, dove la cova viene alternata tra il maschio e la femmina. I pulli che vengono allevati sono uno o due.

MINACCE: disboscamenti e bracconaggio.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie particolarmente protetta dalla Legge Regionale del 1998 e dall'Allegato III della Convenzione di Berna. Comune e in aumento.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Accipitriformes
  • Famiglia: Accipitridae
  • Specie: Buteo Buteo Arrigonii

NOME IN SARDO: Zuaddia, stori, stori leporargiu, astòre, puddhàldzu, astòre leporàrju, astòreddhu, istòre leperadòre, stori 'e puddhas, feridòri.

NOME SCIENTIFICO: Columba Livia Livia

DESCRIZIONE: è antenato dei piccioni domestici. Ha un piumaggio generalmente tendente all grigio, con una larga banda verde metallizzata tra altre due color viola, sui lati del collo; la sua testa è piccola, grigio scura; l'iride è rosso acceso; il becco è poco ricurvo, grigiastro con cera bianca; possiede una grossa macchia bianca sulla parte inferiore del dorso e sul groppone; le parti inferiori sono grigie; le ali sono larghe alla base, lunghe e appuntite, munite di due strie trasversali nere con il bordo bianco; la coda è di media lunghezza, tronca, con margine nero e largo; le zampe sono rossastre. Le dimensioni variano da 322-34 cm per 60-70 cm di apertura alare. Il suo nome diviene dal latino dove Columba sta appunto per colomba, nome della specie, mentre Livia sta per il suo colore grigio scuro. Rispetto al Colombaccio, il suo volo è più basso e rapido.

BIOLOGIA E HABITAT: vive negli straiombi costiere o alti dirupi presso corsi d'acqua e grotte. Presente quasi in tutta la Sardegna ed è stanziale. Si nutre principalmente di sostanze vegetali, che vengono raccolte direttamente sul terreno o posandosi su alberi e arbusti.

RIPRODUZIONE: il nido viene costruito in anfratti, spaccature delle rocce o vicino all'imboccatura di grotte, soprattutto vicino alla costa o presso fiumi o torrenti. La specie è gregaria ed effettua 2-3 covate annue dove sono presenti 2 uova a nido. le uova sono lucide e biancastre e vengono generalmente covate da entrambe i genitori.

MINACCE: la specie non è minacciata.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie protetta dalla Legge Regionale del 1998, dall'Allegato III della Convenzione di Berna e dall'Allegato II della Direttiva CEE. Molto abbondante, ma localmente.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Columbiformes
  • Famiglia: Columbidae
  • Specie: Columba Livia Livia

NOME IN SARDO: Caòmbu, columbu, culumbu.

Rondine

Scritto da

NOME SCIENTIFICO: Hirundu Rustica Rustica

DESCRIZIONE: è facilmente distinguibile dalle altre specie di rondini per la lunga coda biforcuta, con timoniere esterne più lunghe (filiformi); la testa è grossa, di color blu-nero dai riflessi metallici, con l'area frontale rosso-castano; l'iride è scura; il becco è corto, piccolo e nero, ma l'apertura orale è molto ampia per catturare gli insetti in volo; il mento, la gola e il collo sono rosso-castano; le parti superiori hanno una colorazione blu nerastra lucida come la testa, le ali e la coda; le parti inferiori, invece, sono color crema, con la banda pettorale nera; ha ali lunghe ed appuntite; le zampe sono nere. I giovani si differenziano dalla colorazione color camoscio nella fronte, nel mento e nella gola. le dimensioni variano dai 18-20 cm per 33-35 cm di apertura alare.

BIOLOGIA E HABITAT: abita zone aperte, campi coltivati, dove in vicinanza scorre acqua, piccoli centri abitati, dove può cacciare gli insetti. La specie è migratore e nidifica in alcune zone della Sardegna, tra cui in Ogliastra. Vive insieme agli altri individui della sua stessa specie, a parte quando arriva il periodo della riproduzione. La si può osservare posarsi sui fili della corrente elettrica, sui tetti delle case, sui davanzali, sugli alberi ecc. La particolarità della rondine è che per bere non si posa sul terreno, ma coglie l'acqua sfiorando la superficie. Si nutre principalmente di insetti, ma anche di bacche, frutti e sostanze vegetali.

RIPRODUZIONE: il nido viene realizzato con il fango a forma di semiscodella aperta nella parte superiore. Il fango viene preso da terra sfiorando il terreno paludoso. Può contenere 3-5 uova, covate dalla femmina, costruito in edifici isolati di campagna, nelle periferie di paesi, sotto i ponti, sotto i tettie le grondaie delle case ecc.

MINACCE: l'alterazione dell'habitat.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie protetta dalla Legge Regionale del 1998. Poco comune e localizzata, in leggera diminuzione.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Passeriformes
  • Famiglia: Hirundinidae
  • Specie: Hirundo Rustica Rustica

NOME IN SARDO: Rùndhine, rùnnine, orròndine, arrùndili, rùndina.

Pagina 8 di 49