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NOME SCIENTIFICO: Anthus Spinoletta

DESCRIZIONE: è un passeriforme di piccole dimensioni. La sua colorazione varia a seconda del periodo: in estate presenta le parti superiori scure  tendenti al grigio chiaro sfumato, mentre quelle inferiori sono rosa salmone, compresa la gola; il vertice e i lati della testa sono grigie con il sopracciglio bianco; il becco è piccolo, sottile, nero e particolarmente appuntito; la coda è marrone al centro, poi nera e le timoniere esterne bianche, le zampe sono nere. In inverno, invece, la colorazione del piumaggio è più brunastra sul dorso, mentre nel petto compaiono delle striature scure. Non c'è dimorfismo sessuale. I giovani assomigliano agli adulti durante l'inverno, ma solo leggermente più scuri. Le dimensioni variano da 16-17 cm per 28-30 cm di apertura alare ed è il più grande della sua specie.

BIOLOGIA E HABITAT: durante l'estate frequente zone aperte come praterie e pascoli, zone con vegetazione sparsa, massi e terreno nudo, tìraggiungendo quote anche al di sopra di 3000 m; mentre in inverno scende di quota, sino a frequentare pianure, zone acquitrinose e umide, rive di fiumi e laghi, campi coltivati ecc...Si possono osservano circa una cinquantina di coppie sul massicco del Gennargentu. Vive in gruppi numerosi, in inverno, quando si sposta, ma generalmente è una specie solitaria. Si nutre di insetti, che cattura tra le roccie o tra i banchi di fango in estate e tra le alghe in inverno.

RIPRODUZIONE: nella seconda metà di Maggio si formano le coppie, e una volta scelto il partner lo Spioncello si dedica alla costruzione del nido tra la vegetazione come erbe e cespugli o tra le fenditure nelle rocce. Vengono deposte 4-6 uova grigio chiare incubate dalla femmina preferibilmente, per 2 settimane. Una volta nati, i pulli vengono nutriti da entrambi i genitori e lasciano il nido dopo alcuni giorni, non appena sono in grado di volare da soli.

MINACCE: in Sardegna è considerata una specie a rischio, in quanto l'habitat è troppo ristretto. Abbandono dei pascoli e dei prati da sfalcio in montagna, l'innalzamento del limite della vegetazione arborea, cambiamenti climatici, sfruttamento delle praterie montane per scopo turistico, alterazioni dell'habitat, disturbo acustico.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie protetta dalla Direttiva Uccelli, specie non cacciabile ai sensi della Legislazione venatoria.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Passeriformes
  • Famiglia: Motacillidae
  • Specie: Anthus Spinoletta

 

NOME SCIENTIFICO: Melanocorypha Calandra Calandra

DESCRIZIONE: la differenza tra una Calandra e un'Allodola sta nelle dimensioni. la sua lunghezza è di circa 20 cm ed è facilmente riconoscibile dalla sua costituzione robusta, con ali lunghe, ampie, con una colorazione inferiore nera e bordata di bianco. Anche la coda è diversa, la sua è corta e squadrata, il becco è giallo e robusto, ai lati del collo si può notare una banda nera e larga che va da parte in parte; il petto è fulvo con alcune striature brune, mentre il dorso è grigio-brunastro. Ha un volo leggiadro e elegante.

BIOLOGIA E HABITAT: ama le zone incolte, gli spazi aperti come praterie e pascoli, campi coltivati, steppe ecc...Si ciba preferentemente di granaglie e cereali vari, che coglie con il suo becco e di cui è particolarmente ghiotta e fanno parte della sua dieta lontano dalla stagione riproduttiva, dove al contrario si ciba sostanzialmente di insetti. La sua dote particolare tratta l'imitazione di molti versi, come quasi tutti gli Alaudidi. Il suo canto lo si può udire quando vola in cielo e sbatte le ali.

RIPRODUZIONE: preferibilmente nidifica sul terreno e alcune volte sugli alberi e arbusti. La femmina depone dalle 4 alle 5 uova e grazie alla disponibilità di insetti per cibarsi e di condizioni meteorologiche non troppo avverse, permettone una riproduzione ottimale. Una volta nati, i pulli escono dal nido prima ancora di imparare a volare e necessitano per alcuni giorni le cure dei loro genitori.

MINACCE: la messa a coltura degli ambienti steppici, la conversione delle coltivazioni estensive in monocolture intensive, uso di pesticidi.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie protetta dall' Allegato II della Convenzione di Berna, dall' Allegato I della Direttiva CEE, dalla Legge Regionale del 1998 e specie particolarmente protetta dalla Direttiva Uccelli.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Passeriformes
  • Famiglia: Alaudidae
  • Specie: Melanocorypha Calandra Calandra

NOME IN SARDO: Pratabrata, sterrighinatzu, ungallonga.

Da ventisette anni il Sole 24 Ore misura la vivibilità delle province italiane, elaborando una serie di dati statistici e stilando una classifica finale che li incrocia tutti.

L'Ogliastra nel 2016 si è piazzata al 67° posto su 110 provincie indagate crollando di ben 17 posizioni rispetto al 2015.

In particolare lo studio prende in esame sei ambiti principali composti a loro volta da numerosi indicatori.

Di seguito sono riportati i piazzamenti dell'Ogliastra nel 2016:

  • Tenore di vita: 71° posto (+15 rispetto al 2015)
    • Indicatori: il valore medio delle pensioni, il PIL pro capite o il costo delle case al metro quadro;
  • Affari & Lavoro: 101° posto (-4 rispetto al 2015)
    • Indicatori: il numero di imprese registrate ogni cento abitanti, il tasso di occupazione e quello di imprenditorialità giovanile;
  • Servizi & Ambiente: 65° posto (-16 rispetto al 2015)
    • Indicatori: la disponibilità dei posti negli asili, l’indice di Legambiente, quello di smaltimento delle cause civili, la copertura della banda ultra larga e il tasso di emigrazione ospedaliera;
  • Popolazione: 3° posto (-1 rispetto al 2015)
    • Indicatori: la densità per chilometro quadrato, il saldo migratorio, le separazioni ogni 10mila coppie sposate, numero medio di anni di studio degli abitanti;
  • Ordine pubblico: 13° posto (-11 rispetto al 2015)
    • Indicatori: percentuale di furti in casa, rapine, estorsioni e truffe;
  • Tempo libero: 107° posto (-6 rispetto al 2015)
    • Indicatori: il numero di biglietti staccati in cinema e teatri, presenza di turisti stranieri, numero di librerie, cinema, bar e ristoranti ogni 100mila abitanti.

Analizzando nello specifico la situazione ogliastrina emergono peggioramenti su quasi tutti quanti gli indicatori.

Il miglior piazzamento dell'Ogliastra è il 3° posto nell'area "Popolazione" questo principalmente è dovuto, alla più bassa densità demografica d'Italia (31 ab/Kmq) e al ridotto numero di separazioni (16,4 ogni 10.000 famiglie).

Il settore "Ordine Pubblico" che nel 2015 era tra i migliori d'Italia perde 11 posizioni, infatti nonostante i reati in genere si mantengono sotto la media nazionale si sono registrati degli aumenti di furti in casa (154 ogni 100.000 abitanti) efurti d'auto (66 ogni 100.000 abitanti).

Il piazzamento peggiore dell'Ogliastra si riscontra nella categoria "Tempo libero" al 107° posto con una caduta di altre 6 posizioni dopo il -55 registrato nel 2015. Gli indicatori che hanno portato a questa situazione sono l'ultima posizione nazionale nell'indice di sportività (questo indicatore prende in esame circa 100 discipline sportive e gli aspetti della realtà sociale ed economica legati allo sport) e nell'esiguo numero di librerie (3,5 per 100.000 abitanti).

Altri valori poco lusinghieri si riscontrano nell'area "Affari & Lavoro" 101° posto e in quella "Servizi e Ambiente" 65° posto entrambi in riduzione rispetto al 2015, mentre per la categoria "Tenore di vita" pur piazzandosi nella parte bassa della classifica (71°) si accenna ad una ripresa con un salto in classifica di 15 posizioni.

Cos'è Sa Turredda

Sa Turredda o Turreddu è un pane di patate tradizionale del nord Ogliastra con una forma allungata e schiacciata simile ad una focaccia. In particolare viene chiamato Turreddu a Triei mentre a Baunei, Talana e Villagrande Strisaili viene chiamato Turredda.

L'impasto con le patate e il procedimento ricordano quello del più noto modditzosu che però ha una forma di pagnotta di dimensioni superiori.

Questo pane veniva preparato lo stesso giorno che si faceva il pistoccu, ma a differenza del pistoccu non si conservava a lungo, infatti veniva consumato durante il pranzo del giorno e veniva dato come "paga" a chi aiutava la padrona di casa durante la preparazione del pistoccu, che senza macchinari impegnava per tutta la giornata vicini e parenti.

L'impasto è composto in parti uguali da farina e semola di grano duro al quale si aggiungono le patate. Per la lievitazione si utilizzava il lievito madre, ora si usa il lievito di birra, dosandolo a seconda del clima, in giornate calde se ne mette meno, al contrario nelle giornate fredde se ne utilizza di più. Dopo l'aggiunta di un pizzico di sale, il tutto viene impastato. Una volta amalgamato bene l'impasto vengono aggiunte le patate lessate e schiaccate, in proporzione di 1 a 2 con la farina, quindi un chilo di patate ogni 2 di farina. L'impasto viene nuovamente lavorato fino a incorporare la purea, e una volta pronto, deve essere molto morbido, fatto a palline e schiacciato leggermente si lascia lievitare per 1 ora e mezza, 2 al massimo e si cucina nel forno a legna.

Varianti

Ci sono poi anche delle varianti come su "turreddu chin erda", dove all'impasto del turreddu veniva aggiunta "s'erda", che non sono altro che i pezzetti di grasso e carne che rimangono dopo aver preparato lo strutto.

In alcune famiglie l'impasto una volta steso e lievitato, prima di essere infornato, veniva decorato con la pressione superficiale di tutte le dita.

Per incrementarne la durabilità, quando il prodotto veniva tolto dal forno si apriva in due fogli superiore e inferiore e infornato nuovamente per la biscottatura che permetteva di perdere ulteriore umidità e limitava la deperibilità del prodotto. 

RICETTA DE SA TURREDDA

INGREDIENTI:

  • 1 Kg di farina tipo "00"
  • 1 Kg di semola di grano
  • 700 g di patate
  • 25 g di lievito (meglio se lievito madre, ma può essere impiegato anche il lievito di birra da dosare in un funzione del clima)
  • sale
  • acqua

PREPARAZIONE:

  1. Amalgamare in un recipiente la semola con la farina;
  2. Fare sciogliere il lievito in circa 40 ml di acqua tiepida e aggiungerlo all'impasto;
  3. Aggiungere circa 1,5 litri d'acqua tiepida, salata a piacere;
  4. Impastare per circa 20-30 minuti fino a quando la pasta diventa morbida;
  5. Incorporare nell'impasto, poco per volta, le patate precedentemente lessate e schiacciate;
  6. Qualora l'impasto lo richieda (la pasta risulta troppo morbida) aggiungere un po' di farina mentre si continua ad impastare;
  7. Formare piccole pagnottelle dall'impasto e schiacciarle leggermente;
  8. Lasciare riposare l'impasto per la lievitazione per circa un'ora;
  9. Infornare le pagnottelle nel forno a legna a temperatura non troppo elevata e farle cucinare per 30 minuti circa.

 

Si ringraziano per le preziose informazioni: Fabrizio Muggianu di Triei e Tzia Romana Puddu di Arzana

 

Con Determinazione n. 2168 del 14/11/2016 l'Assessorato regionale degli Enti Locali, Finanza e Urbanistica ha approvato la graduatoria generale del bando BADDHE per gli interventi di recupero e riqualificazione paesaggistica di aree degradate o utilizzate in maniera impropria, purché in possesso del vincolo paesaggistico.

Il bando era rivolto a Unioni di Comuni o ai Comuni in forma singola o associata. Le finalità del bando erano principalmente inerenti al ripristino delle qualità paesaggistiche di aree ricadenti nelle zone interne poste fuori o ai margini dei centri urbani.

La graduatoria

Il punteggio maggiore (69,6) è stato ottenuto dal progetto presentato dall'Unione dei Comuni "Valle del Pardu e dei Tacchi d'Ogliastra meridionale" per cui è stato concesso un finanziamento di € 295.020 a fronte di un importo totale dei lavori di € 376.000.

Purtroppo gli altri Comuni ogliastrini pur finanziabili sono rimasti all'asciutto per esaurimento delle risorse messe a bando:

  • Comune di Arzana - 48,4 punti
  • Associazione dei Comuni di Talana e Villagrande - 47,6 punti
  • Comune di Urzulei - 42 punti
  • Comune di Elini - 37,6 punti
  • Associazione dei Comuni di Lotzorai e Girasole - 29,8 punti
  • Comune di Bari Sardo - 28 punti

Tra le 41 domande escluse dalla graduatoria ci sono anche due progetti presentati in Ogliastra:

  • Associazione dei Comuni di Loceri, Lanusei, Ilbono - Escluso per mancanza di vincolo paesaggistico su parte dell'area interessata
  • Comune di Baunei - Escluso per domanda pervenuta fuori termine

 

Per maggiori informazioni:

http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_19_20161114191428.pdf

 

NOME SCIENTIFICO: Delichon Urbica Urbica

DESCRIZIONE: è la tipica e più comune rondine di città e paesi. Ha il corpo piccolo e tozzo; la testa è grossa e nera con riflessi bu scuro; l'iride è scura; il suo becco è piccolo e anch'esso nero e ha un'apertura ampia per poter catturare gli insetti in volo; ha il collo corto; le parti superiori sono nere con riflessi blu, comprese le ali che sono lunghe e appuntite; le copritrici sovraccodali sono bianche; le parti inferiori, invece, sono bianche; la coda è cordata e leggermente biforcuta, con le timoniere nere; le zampe sono carnicine e coperte da un leggero piumino bianco. Le dimensioni variano da 13-14 cm per 28-30 cm di apertura alare ed un peso che va dai 15 ai 25 g.

BIOLOGIA E HABITAT: abita i centri urbani e le zone di coltivi, molto popolate. La specie è migratrice e frequenta tutta la Sardegna, dove nidifica in colonie. La specie è insettivora, si nutre quindi di insetti, che cattura in volo. Le zone di caccia sono quote superiori a quelle dove caccia la rondine comune. In casi di pericolo emette un cinguettio acuto, mentre quando canta emette un chiacchiericcio simile ad una nenia soffusa e delicata.

RIPRODUZIONE: la costruzione del nido è molto elaborata e complessa e dura circa 2 settimane di lavoro, realizzato solitamente sotto i cornicioni delle case, in posizione protetta, ma con un'ottima visuale.: vengono create delle piccole palline con il fango e incollate una ad una con la saliva, mentre l'interno del nido è ricoperto di piume e fieno. Alla fine viene lasciato solo un piccolo foro di ingresso. Questo può ospitare  4-5 uova, di colore bianco lucente, incubate 12-15 giorni. Un avolta nati i piccoli vengono accuditi per 25 giorni prima di spiccare il volo.

MINACCE: le condizioni meteorologiche, l'intervento dell'uomo tramite attività di edificazione o alterazione dell'habitat, disturbi vicino ai nidi, come lavori nelle grondaie o sui tetti.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie protetta dalla Legge Regionale del 1978 e dalla Direttiva Uccelli. Comune, ma probabilmente in leggera diminuzione rispetto al passato.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Passeriformes
  • Famiglia: Hirundinidae
  • Specie: Delichon Urbica Urbica

NOME IN SARDO: Arrundili, arrundine.

Upupa

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NOME SCIENTIFICO: Upupa Epops

DESCRIZIONE: è un uccello dall'aspetto inconfondibile; la testa è piccola e leggermente appiattita laterlamente e sormontata, sul vertice, da una tipica cresta erettile, formata da penne bruno-rosate con apice nero, posizionate a ventaglio, che l'uccello chiude e apre spesso e quando vuole; l'iride dell'occhio è bruna; il becco è nero, lungo, appuntito e leggermente ricurvo ; in generale il piumaggio rimane bruno-rosate, leggermente più scuro sul dorso; le ali sono grandi, arrotondate, con macchie bianche e nere e una piccola parte anteriore che rimane bruno-rosata; la coda è lunga e squadrata, nera e bianca; il sottocoda è bianco; le zampe sono grigie. La femmina, a differenza del maschio, ha la gola e il mento più scuri, mentre i giovani sono simili alle femmine, ma hanno becco e cresta più piccoli. Il loro volo sembra come quello delle farfalle, leggiadro. Il comportamento è simile a quello dei picchi, sta posata sui rami degli alberi o sui tronchi. Le dimensioni variano da 28-31 cm per 44-49 cm di apertura alare. Upupa è il nome scientifico latino, mentre Epops è il nome scientifico in greco.

BIOLOGIA E HABITAT: ama stare in aperta campagna con alberi, parchi, vigneti, frutteti, castagneti, coltivi, oliveti ecc. La specie è diffusa in tutta la Sardegna ed è stanziale nell'isola. Maggiormente si nutre di una vasta varietà di insetti, ma si ciba anche di anellidi e piccoli anfibi e rettili. Il loro volo sembra come quello delle farfalle, leggiadro. Il comportamento è simile a quello dei picchi, sta posata sui rami degli alberi o sui tronchi. Quando va alla ricerca del cibo, alza la cresta. Vive in coppia o in piccoli gruppi.

RIPRODUZIONE: il nido può contenere dalle 5 alle 8 uova, piccole e allungate di color verde-biancastro e ricoperte di puntini neri, costruito su bassi alberi, tra cespugli, rocce e nei buchi dei muri, comunque in ambienti poco umidi.

MINACCE: trasformazioni ambientali degli ecosistemi agrari e forestali.

STATO DI CONSERVAZIONE: la specie è protetta dalla Legge Regionale del 1978 e dall'Allegato II della Convenzione di Berna. Comune anche se poco numerosa.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Coraciiformes
  • Famiglia: Upupidae
  • Specie: Upupa Epops

NOME IN SARDO: Mariapùpusa, pubùsa, pupusa, pupuxa, culipudida, laudadèus, pigiòne cucùsa, pubusacandia.

NOME SCIENTIFICO: Circus Aeroginosus

DESCRIZIONE: il maschio tendenzialmente rimane più piccolo rispetto alla femmina, con un piumaggio più cromatiche; le piume superiori sono marroni con mantello rossiccio, mentre le ali e la coda sono grigie chiare superiormente e ocra inferiormente con le punte nere e sul groppone è presente una macchia biancastra, mentre la femmina ha un piumaggio più uniforme, tendente al marrone, con la testa gialla e un caratteristico collare di piume facciali presente in entrambe i sessi. I giovani assomigliano molto alle femmine e tendenzialmente rimangono anche più scuri. La specie è leggermente più robusta rispetto alle specie "sorelle", come l'Albanella reale e minore. Il suo volo è maestoso e lento. Le dimensioni variano da 48-56 cm per 115-135 cm di apertura alare e un peso di 400-600 g. 

BIOLOGIA E HABITAT: abita principalmente in luoghi umidi, visto il suo nome, paludi e canneti sono il suo regno, ma non è raro scorgerlo in ambienti asciutti di pianura o bassa collina. La specie è nidificante in Sardegna, migratrice e svernante. La specie è solitaria e la si può facilmente osservare mentre caccia oppure quando è alla ricerca della corrente termica; difficilmente la si avvista sul suolo per via del suo mimetismo. Si ciba preferibilmente di piccoli mammiferi, uccelli acquatici, rettili e anfibi. Il maschio, una volta catturata una preda, si dirige verso il nido per far vedere il bottino, fiero, alla femmina. Il cosiddetto "passaggio della preda" invece avviene durante il volo, attraverso delle acrobazie e capacità di sincronizzazione. Ama le acque poco profonde, possibilmente dolci  poco salmastre, acquitrini o bacini artificiali.

RIPRODUZIONE: il periodo della riproduzione inizia in primavera, verso Marzo, Aprile e Maggio, dove la femmina depone dalle 2 alle 5 uova in un nido molto robusto costruito tra i canneti, nella folta vegetazione o sul terreno.

MINACCE: distruzione delle zone umide, persecuzione diretta.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie particolarmente protetta dalla Direttiva Uccelli, dall'Allegato III della Convenzione di Berna, dall'Allegato I della Direttiva CEE e dalla Legge Regionale del 1998

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Falconiformes
  • Famiglia: Accipitridae
  • Specie: Circus Aeroginosus

NOME IN SARDO: Stori de puliga.

NOME SCIENTIFICO: Porphirio Porphirio Porphirio

DESCRIZIONE: rassomiglia nel complesso ad un grosso pollo un pò tozzo; è un uccello acquatico di discrete dimensioni con un piumaggio azzurro carico e viola iridiscente, leggermente più scuro sul dorso e sulle ali, mentre il sottocoda è bianco; le ali sono arrotondate e di media lunghezza; il becco è robusto rosso aranciato con una larga placca frontale rosso vivo; anche l'iride dell'occhio è rosso viva; la coda è molto corta e conica; le zampe sono lunghe con altrettante lunghe le dita, rosso corallo. Non c'è dimorfismo sessuale, tranne che la femmina rimane leggermente più piccola, ma lo si può notare solo quando maschio e femmina sono insieme. I giovani hanno un piumaggio più scuro, con solo alcune piume sul dorso, sul petto e sui lati del collo, azzurre; il becco e la placca frontale sono scure, mentre le zampe sono rosso chiaro. Le dimensioni variano da 40-50 per 80-100 di apertura alare.

BIOLOGIA E HABITAT: vive in zone palusose ricche di canneti e stagni costieri. Ha abitudini crepuscolari e di difficile studio e ed individuazione, poichè vive all'interno della vegetazione durate il giorno. La specie è stanziale in Sardegna. Il pollo sultano è uno dei pochi uccelli in grado di portarsi il cibo al becco attraverso la zampa. Il nome Porphirio, viene dal latino e significa porpora, in relazione con la colorazione del suo piumaggio.

RIPRODUZIONE: non si conosce il suo reale periodo riproduttivo, degli studiosi hanno notato che esistono due periodi riproduttivi per il pollo sultano individuati tra Marzo-Maggio e Dicembre-Gennaio, ma potrebbero essere anche altri mesi dell'anno. Il nido può contenere 2-5 uova, costruito sul terreno vicino all'acqua o fra le piante acquatiche ed è molto complesso, dove in alcuni casi ha anche la copertura. Le uova si schiudono dopo 25 giorni circa e una volta nati, i pulli stanno con i genitori per due settimane, alimentati da entrambi.

MINACCE: riduzione dell'habitat in zone umide, il totale isolamento, la caccia, predazione al nido e ai pulli,

STATO DI CONSERVAZIONE: specie particolarmente protetta dalla Legge Regionale del 1998, tuttelato da un Piano d'Azione Nazionale ed Internazionale e dall'Allegato I della Direttiva Uccelli. Abbastanza raro e in via di estinzione, ma in leggero aumento negli areali sardi.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Gruiformes
  • Famiglia: Rallidae
  • Specie: Porphirio Porphirio Porphirio

NOME IN SARDO: Puddhòne, puddhu conchirùju, puddhoni, cabòni de abba, cabonìscu.

NOME SCIENTIFICO: Bubulcus Ibis

DESCRIZIONE: è un ardeide di taglia media di forma tozza; ha un piumaggio bianco candido con livrea picchiettata di arancione sul vertice, sulla nuca e sul dorso, durante il periodo estivo, mentre in inverno è totalmente bianco; il collo è corto; durante il periodo riproduttivo il becco, gli occhi e le zampe sono color arancio, ma una volta deposte le uova tornano nei loro colori di origine, quindi il becco rimane giallo aranciato, corto e robusto; le zampe sono grigie con lunghe dita e l'occhio diventa giallognolo. I giovani sono totalmente bianchi e il becco all'inizio è scuro e poi diventa giallo. Le dimensioni variano da 45-55 cm per 90-95 cm di apertura alare.

BIOLOGIA E HABITAT: è un esemplare che può essere facilmente confuso con la Garzetta, ma a differenza di quest'ultima l'Airone Guardabuoi ha le macchie aranciate e le zampe e il becco gialli. Ama gli ambienti umidi, ma anche campi arati e seminati e spesso seguono i trattori durante l'aratura. Adora stare insieme ad altri uccelli acquatici e le colonie sono composte da una decina di esemplari circa. La sua particolare abitudine, da cui proviene anche il nome, è quella di posarsi sugli animali da pascolo o da mandria, come bovini, ovini e suini, per mangiare gli insetti presenti sugli animali. Qui in Ogliastra è stato avvistato nei pressi della spiaggia di Cea. Presente in varie parti della Sardegna, che detiene la maggior parte della popolazione italiana. La sua prima nidificazione l'ha effettuata proprio qui in Sardegna nello stagno di Molentargrius nel 1985. Si ciba di pesci, anfibi e invertebrati acquatici e terricoli, di arvicole che trova nei terreni agricoli, di parassiti presenti sul dorso degli animali. Come gli altri aironi, quando vola tiene il collo ripiegato a forma di "esse", quasi da sembrare senza collo. Quando caccia alterna degli spostamenti lenti del corpo con movimenti laterali del collo e della testaa brevi corse.

RIPRODUZIONE: la nidificazione avviene in una garzaia, dove costruisce il nido a forma di coppa, non molto profondo. Delle volte i nidi talmente sono vicini che si toccano l'uno con l'altro e arrivano ad essere un centinaio in un solo albero.

MINACCE: cementificazione dei suoli, l'abbattimento di alberi bassi o arbusti dove nidifica, disturbo antropico e alterazione dell'habitat, l'inquinamento, cambiamenti delle pratiche agricole nelle zone bonificatee della gestione dei pascoli adiacenti alle zone umide, allargamento dei centri urbani e riduzione delle zone umide.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie protetta dalla Legge Regionale del 1992 sulla caccia e dalla Direttiva Uccelli.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Ciconiiformes
  • Famiglia: Ardeidae
  • Specie: Bubulcus Ibis

NOME IN SARDO: Garza, menga, perdiggiorronadas.

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