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NOME SCIENTIFICO: Accipiter Gentilis Arrigonii

DESCRIZIONE: varietà sardp-corso dell'Astore, più piccolo e più scuro della forma tipica; il maschio adulto possiede: testa quasi nera, iride da giallastra a rossastra, sottile anello oculare chiaro, stria sopracciliare bianac ben evidente,becco molto adunco blu-grigio, le parti superiori sono grigio brune, mentre quel inferiori sono biancastre, con fitte barrature bruno scure, sottocoda bianco, ali un pò corte, lunga coda squadrata, con barrature nerastre e margine posteriore bianco; le femmine adulte sono più grandi di 1/3 e con parti superiori grigio brune. Le dimensioni variano da 48-60 cm per 89-119 cm di apertura alare ed un peso di 500-1100 g. Hanno un volo deciso e potente con battiti alari profondi e lenti, intercalati da brevi planate e volteggi.

BIOLOGIA E HABITAT: è una specie stanziale e che vive in solitario al di fuori della stagione degli accoppiamenti. Abita le foreste decidue e boschi di conifere; pianure con piccoli boschi in tutta la Sardegna. Si nutre principalmente di uccelli, come ghiandaie, colombi, cornacchie, galliformi, anatre, passeriformi di piccoli e medie dimensioni, e mammiferi di dimensioni medio-piccole, talvolta rettili, insetti e carogne. É un abile cacciatore, il quale insegue con estrema destrezza le sue prede fra la vegetazione oppure rimane in agguato. É diffidente e schivo ed è molto difficile da osservare e fotografare.

RIPRODUZIONE: Febbraio e Marzo sono la stagione dei corteggiamenti, in cui si possono avvistare rituali fantastici di volo di coppia. I nidi voluminosi vengono costruiti sui grossi alberi, con 2-4 uova. I pulli rimangono nel nido per 35-38 giorni e poi in Luglio prendono il volo.

MINACCE: Disboscamento e bracconaggio.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie particolarmente protetta dall'Allegato III della Conevnzione di Berna, dall'Allegato I della Direttiva CEE e dalla Legge Regionale del 1998, rarissima e di grande interesse naturalistico.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Accipitriformes
  • Famiglia: Accipitridae
  • Specie: Accipiter Gentilis Arrigonii

NOME IN SARDO:  Astòre, astori, stori

Assiolo

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NOME IN SCIENTIFICA: Otus Scops Scops

DESCRIZIONE: la varietà sarda Otus Scops Vincii attualmente non è più ritenuta valida. É il più piccolo Stringiforme tra quelli che frequentano la Sardegna; testa grossa, con disco facciale cuoriforme dal margine scuro e piccole penne auricolari dette "Orecchie"; grandi occhi gialli, frontali; becco adunco, piccolo, nero-bluastro; colore del piumaggio tipicamente mimetico; le parti superiori sono grigio cenere, con strie longitudnali più scure; le parti inferiori sono grigio chiaro con strie longitudinali brune; ali un pò lunghe e leggermente appuntite; coda cuneiforme di media lunghezza; zampe piumate bruno-chiare e dita nude, grigiastre. I sessi sono simili. Le dimensioni vanno dai 18-21 cm per 47-55 cm di apertura alare. Otus sta per specie di gufo, mentre Scops sta per guardare fisso, con grandi occhi spalancati.

BIOLOGIA E HABITAT: abita foreste, boschetti, edifici abbandonati in campagna, ma anche giardini dei centri abitati. L'Assiolo è prevalentemente notturno e si ciba prevalentemente di insetti, farfalle, piccoli invertebrati, piccoli uccelli e roditori. Caccia in agguato su siti preferenziali e una volta catturata la preda con gli artigli, la porta nel posatoio e la ripulisce con estrema pignoleria. Durante il giorno riposa tra la vegetazione e se infastidito addrizza i ciuffi auricolari.

RIPRODUZIONE: è un parziale migratore e nidifica in Sardegna: il nido, con 3-6 uova, sta in cavità di alberi, muri o in vecchi nidi abbandonati da altri uccelli. Il maschio per attirare la femmina emette un canto caratteristico; quando una di queste risponde al segnale si può dare inizio all'accoppiamento. Una volta nati i piccoli, quest'ultimi vengono sfamati da entrambe i genitori.

MINACCE: riduzione alterazione dell'habitat.

STATO DI CONSERVAZIONE: protetta dall'Allegato II della Convenzione di Berna e dalla Legge Regionale del 1998. É una specie comune, ma non numerosa.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Famiglia: Stringidae
  • Ordine: Stringiformes
  • Specie: Otus Scops Scops

NOME IN SARDO: Assoggi, tzonca

 

 

NOME SCIENTIFICO: Aquila Chrysaëtos Chrysaëtos

DESCRIZIONE: è uno dei rapaci diurni più grandi; il piumaggio dell'adulto è caraterizzato da un color bronzo dorato su testa e nuca, l'iride marrone, con un sottile anello oculare chiaro, grosso becco adunco giallo, con la punta scura. Le parti superiori sono di un castano chiaro e scuro, con le copritrici alari più chiare, mentre quelle inferiori sono simili a quelle superiori ma con barrature trasversali più chiare. Le ali sono molto lunghe e arrotondate, la coda è squadrata e di media grandezza, le zampe giallastre possiedono grossi artigli scuri. Il diformismo cromatico è quasi assente, le femmine sono leggermente più grandi dei maschi: un maschio raggiunge i 75 cm di lunghezza per un peso di 3 - 3,50 kg, mentre le femmine arrivano a 90 cm per un peso che varia tra i 4 e i 6,50 kg; l'apertura alare può arrivare sino ai 2 m o poco oltre. Hanno un volo elegante, planato e volteggiato.

BIOLOGIA E HABITAT: si trovano nelle zone montuose isolate e selvagge; la specie è stanziale. Dai luoghi di nido, l'Aquila Reale si sposta per lunghe distanze in cerca di cibo, catturato generalmente a terra. Tra le sue prede ambite, troviamo animali d'allevamento, volpi, conigli, lepri, pernici, gabbiani, corvi e raramente altri rapaci, ma spesso si nutre anche di carogne. Per i piccoli cattura prevalentemente rettili. Nella caccia l'Aquila utilizza due tecniche: la prima consiste nell'appostarsi in posti sopraelevati e dopo aver visto la preda scende in picchiata ad ali chiuse o semi-chiuse e le cattura con gli artigli; la seconda prevede che l'Aquila perlustri una vasta area di territorio in volo, e dopo aver avvistato la preda le si avvicina nascondendosi tra rocce e cespugli per poi sorprenderla. É presente su tutti i principali massicci montuosi dell'isola, compresa l'Ogliastra. Difende la sua parte di territorio che utilizza per la caccia a la riproduzione. Secondo delle ricerche scientifiche, il suo territorio varia da 25-30 kmq a 500 kmq.

RIPRODUZIONE: è un rapace che ultimamente si avvantaggia di un maggior rispetto da parte di pastori e cacciatori e della protezione legale. Per questo è libera di riprodursi e diffondere la sua specie rara, ma in aumento. Il periodo degli accoppiamenti si aggira tra Dicembre e Febbraio, in cui il maschio esegue un corteggiamento esemplare costituito da picchiate, avvitamenti e leggeri tocchi del partner. Una volta terminato il corteggiamento, la coppia sceglie il luogo dove nidificare. I nidi vengono costruiti in cavità rocciose, dirupi scoscesi o alberi e hanno grandi dimensioni. La femmina depone una o due uova e quando si schiudono i piccoli aquilotti possiedono un piumaggio lanoso candido, che dopo una ventina di giorno diviene più folta e scura. Genralmente rimane un solo pullo, quello più forte primogenito uccide il secondogenito più piccoloo e debole ("fenomeno di cainismo").

MINACCE: la perdita e l'alterazione della zona di caccia, unite al bracconaggio, al collezionismo e al disturbo antropico.

STATO DI CONSERVAZIONE: specie particolarmente protetta dalla Legge Regionale del 1998, dall'Allegato I della Direttiva CEE e dall'Allegato III della Convenzione di Berna.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:

  • Phylum: Chordata
  • Classe: Aves
  • Ordine: Accipitriformes
  • Famiglia: Accipitridae
  • Specie: Aquila Chrysaëtos Chrysaëtos

NOME IN SARDO: Abbila, àbbili, àchibi, àgula

 

 

 

Culurgionis d'Ogliastra IGP

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 262 del 29/09/2016, dopo 13 anni si è finalmente concluso l'iter per il riconoscimento della denominazione Culurgionis d’Ogliastra IGP.

Il percorso per l'ottenimento del prestigioso marchio di Indicazione Geografica Protetta è partito nel 2003 e dopo aver superato le annose e puntuali valutazioni fatte dal territorio, dalla Regione Autonoma della Sardegna, dal Ministero delle Politiche Agricole aveva ottenuto la pubblicazione del disciplinare di produzione in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana ultimo scoglio prima della registrazione finale da parte dell'Unione Europea.

Attualmente nel comparto Food, è la numero 119 delle IGP italiane e la numero 286 nel totale delle denominazioni d’origine agroalimentari nazionali.

Area di Produzione

I comuni interessati dalla indicazione geografica protetta sono complessivamente 26: Arzana, Bari Sardo, Baunei, Cardedu, Elini, Gairo, Girasole, Ilbono, Jerzu, Lanusei, Loceri, Lotzorai, Osini, Perdasdefogu, Seui, Talana, Tertenia, Tortolì, Triei, Ulassai, Urzulei, Ussassai, Villagrande Strisaili, in Ogliastra e alcuni comuni limitrofi, quali Esterzili, Sadali ed Escalaplano, nella vicina Barbagia di Seulo.

Comitato promotore Culurgionis d'Ogliastra IGP

Il Comitato Promotore per il riconoscimento del marchio, presieduto da Vito Arra, è composto da circa una quindicina di pastifici sparsi in Ogliastra, rappresentate principalemente da microimprese con due o tre addetti. 

Comparto della pasta fresca in Ogliastra

Complessivamente il comparto dei Culurgionis d'Ogliastra IGP conta circa 70 addetti e oltre 400 tonnellate di produzione annua.

Pur operando tutto l'anno le punte produttive incrementano d'estate grazie ai flussi turistici. Per la maggior parte vendono il prodotto sfuso e hanno la provincia Ogliastra, o al massimo il resto della Sardegna, come mercato di riferimento. Alcune imprese più strutturate vendono il prodotto confezionato alla Grande Distribuzione Organizzata in Sardegna e nella penisola con vendite sporadiche anche all'estero.

Con il riconoscimento del marchio IGP sono state calcolate prospettive di incremento del fatturato per circa 4 milioni di euro.

Patate Vs Fiocchi

Nel cammino del riconoscimento non poche sono state le polemiche quando nella stesura del disciplinare sono stati definiti gli ingredienti. Infatti oltre la farina di grano duro e tenero, strutto, una miscela di formaggi, menta e/o basilico, aglio e/o cipolla troviamo le patate (dal 60% a 80% del peso del ripieno) ma in alternativa è ammesso l'utilizzo dei fiocchi di patate (dal 15% al 45% del peso del ripieno). Questa decisione ha comportato una lotta durissima con la coldiretti che aveva denunciato come i fiocchi provenissero da Olanda, Germania e Polonia, e dunque snaturerebbero l'identità locale e tradizionale del prodotto.

 

Di seguito il link relativo al provvedimento pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea:

Regolamento di esecuzione (UE) 2016/1729 della Commissione, del 22 settembre 2016, recante iscrizione di una denominazione nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette [Culurgionis d'Ogliastra (IGP)]

 

Qui trovate la Ricetta dei Culurgiones d'Ogliastra IGP

Prova a mettere in un rettangolo di gioco 15 squadre di 15 diversi comuni d’Ogliastra, un gruppo di ragazzi immigrati provenienti dai centri di accoglienza del territorio, la squadra speciale degli atleti di Ogliastra InForma e due giovani sportive d’eccezione che, sempre partendo dall’Ogliastra, portano oltremare i valori della nostra terra.

Fai tutto questo e ti regalerai un’emozione, un’emozione di nome Ogliastriadi.

L’evento, organizzato dall’associazione Agugliastra.it, si arricchisce sempre più di iniziative tese alla coesione sociale al centro di una provincia che fatica a ritrovarsi in iniziative comuni. E così, al campo comunale di Cardedu, per la 3° edizione delle Ogliastriadi, non ci si stupisce di trovare la squadra di Seui (comune recentemente fuoriuscito dall’Ogliastra politico-amministrativa) o la squadra di Gairo (comune con il maggior indice di spopolamento provinciale), le squadre di piccoli centri come Elini e Triei e di tutti gli altri comuni che hanno sposato l’idea di un territorio bisognoso di unità.

La cerimonia di apertura dei giochi disegna dal vivo tutto questo: le squadre fanno il loro ingresso dagli angoli opposti del campo e si uniscono in un grande girotondo che abbraccia piccoli cerchi formati dai partecipanti più giovani. Dal grande turbillon di colori arriva la tedofora Carla Bangoni, di Bari sardo, fresca vincitrice del campionato italiano di minitrampolino, "salto" sul palco e i giochi hanno inizio.

Il format, in parte già visto nel 2015, è ispirato ai più noti Giochi senza frontiere che oltre vent’anni fa aiutarono l’Europa a conoscersi meglio. Come spiega il coordinatore dei sette giochi del 2016 Matteo Cuboni "l’intento è quello di rendere accattivante la manifestazione sia per gli spettatori in tribuna che per chi segue la diretta da casa".

Immagini streaming a cura di EjaTV e SardegnaLive, mega schermo in campo, contatto vie etere con RadioStella, la sensazione è che si divertano proprio tutti, in particolare gli atleti.

Quando Vladimiro Vacca, capo arbitro della nutrita delegazione UISP, fischia l’inizio del primo round di Passa la spugna si scatena il putiferio fra i tani giocatori coinvolti. Sembra già normale vedere padre e figlio passarsi la spugna non fianco a fianco ma intervallati da uno dei 15 atleti immigrati provenienti dai centri di accoglienza di Lanusei e Tertenia; un vero "colpo di spugna" a pregiudizi, stereotipi e battute da bar.

Giochi rinfrescanti come Canestro ad acqua e Bowling umano aiutano a stemperare una mattinata davvero "bollente" del settembre ogliastrino fino a giungere al grande pranzo collettivo. I bambini impazziscono di gioia fra scivolo umano e piscina mentre gli atleti di Ogliastra InForma si preparano a mostrare l’esecuzione dei successivi giochi: Tiro alla fune, Mangianguria e Tiro al barattolo ubriaco.

Prove di braccia, di stomaco e di equilibro che appassionano, divertono e scatenano il tifo di tutti i presenti. Prima dell’ultimo gioco, quando le squadre sono ormai esauste, sale sul palco Francesca Deidda orgoglio dello sport ogliastrino. La sincronetta, originaria di Jerzu, è reduce dallo splendido 5° posto alle Olimpiadi di Rio e rappresenta quanto di più alto possa oggi ispirare i tanti giovani partecipanti alle Ogliastriadi e non.

Infine il Quiz Ogliastra, incentrato sulla conoscenza del territorio. Abilità nel portare una pallina stretta tra la fronte di un ragazzo e una ragazza fino al canestro per prenotarsi alla risposta delle domande di cultura generale sul territorio ogliastrino. Qui i punti valgono doppio ma i padroni di casa del Cardedu hanno già preso il largo nel punteggio e concludono in testa la classifica finale.

Ma come recita lo slogan della manifestazione "Vince chi si diverte di più!" e allora il premio Amicizia, per chi ha meglio interpretato lo spirito del gioco, se lo aggiudica la squadra di Ulassai votata da tutti i capisquadra.

Alla fine di una bellissima e lunghissima giornata sembra tutto più normale. Sembra normale parlare di Ogliastra, sembra normale abbracciare e gioire con chi, fino a ieri, guardavamo con diffidenza, sembra normale sentire Francesca incoraggiare Carla a scommettere sullo sport senza mollare negli studi.. sembra normale essere amici.

Ecco, anche chi ha lavorato duramente per questo evento ha avuto il suo premio. Hanno vinto tutti.

A margine è doveroso ricordare quanto molto di più ci si attenda invece dagli amministratori locali (in troppi erano assenti) per garantire anche il prossimo anno lo stesso slancio di gioia che ha caratterizzato fin qui le tre edizioni delle Ogliastriadi. 

L’associazione Agugliastra.it rinnova l’appuntamento giocoso più atteso dai ragazzi di tutta provincia contrapponendo circa 350 atleti provenienti da 16 Comuni d'Ogliastra: Arzana, Bari Sardo, Cardedu, Elini, Gairo, Girasole, Ilbono, Jerzu, Lanusei, Loceri, Lotzorai, Tertenia, Seui, Triei, Ulassai, Villagrande Strisaili.

Quest’anno le frontiere saranno davvero aperte per coinvolgere anche tanti ragazzi immigrati ospitati nei centri di accoglienza ogliastrini.

La manifestazione, giunta alla sua terza edizione, registra un crescente interesse nella popolazione non solo fra i più piccini ma anche fra gli adulti che danno vita ad appassionanti gare all’insegna dell’amicizia ma conditi anche da un sano campanilismo!

A pochi giorni dalla chiusura delle olimpiadi di Rio si svolgeranno dunque le Ogliastriadi 2016 ospitate, per l’occasione, dal comune di Cardedu in quanto vincitore nel 2015. L’evento è previsto in una data unica, domenica 4 di settembre, presso il campo sportivo comunale della cittadina costiera.

Nella conferenza stampa di presentazione il presidente dell’associazione Agugliastra.it, Giorgio Altieri, ha illustrato regole e caratteristiche dei giochi che si svolgeranno sulla falsa riga di quanto svolto nelle edizioni precedenti ma con un confronto finale basato sulla conoscenza del territorio.

Nel gioco conclusivo, infatti, verranno poste 10 domande ad un prescelto “cervellone” di ogni squadra che (spiega Altieri) “dovrà ragionare bene sulle risposte per evitare di essere penalizzato con un punto e una bella doccia d’acqua!”.

Non mancheranno, anche quest’anno gli atleti speciali di Ogliastra Informa che aiuteranno gli arbitri della UISP a mostrare la tecnica da adottare in ognuno dei 7 round previsti.

Tutto è pronto, o quasi, per dar vita ai giochi 2016 della ritrovata, almeno per un giorno, provincia Ogliastra.

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