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In ritardo di qualche settimana rispetto al solito rilascio annuale, l'Istituto Nazionale di Statistica ha diffuso ieri i dati relativi alla popolazione residente su base comunale al 1° gennaio 2020.

POPOLAZIONE RESIDENTE 2020 IN OGLIASTRA

In Ogliastra vengono certificati un totale di 56.074 abitanti, con una flessione preoccupante di 288 unità rispetto all'anno precedente, pari ad un -0,51% in una sola annualità.

Nello stesso periodo anche il trend registrato a livello regionale risulta in flessione con un -0,56%, assestando la popolazione residente in Sardegna ad un totale di 1.630.474 abitanti.

Analizzando la scala comunale ogliastrina il dato che emerge con più forza è il segno rosso davanti alla quasi totalità dei municipi, infatti i soli comuni a far registrare dati positivi sono Cardedu che acquista 22 nuovi cittadini (+ 1,1%) e Tortolì che, dopo una piccola flessione fatta registrare nel 2019, aggiunge 42 residenti (+ 0,4%).

Lanusei in sostanziale stabilità demografica registra una lieve flessione del -0,3% riduce la popolazione di 16 abitanti.

I dati peggiori in termini relativi si registrano nel Comune di Ussassai che prosegue nel triste primato negativo perdendo in un solo anno il -4,9% pari a 26 abitanti. Gli altri valori negativi più vistosi si riscontrano a Osini -3,8% (29 abitanti), Talana -1,9% (19 abitanti), Seui -1,7% (21 abitanti), Urzulei -1,5% (18 abitanti), Arzana - 1,4% (34 abitanti), Gairo -1,4% (19 abitanti), Ilbono -1,3% (28 abitanti), Elini -1,3% (7 abitanti), Villagrande Strisaili -1,2% (39 abitanti), Ulassai -1,2% (17 abitanti), Triei -0,9 Seui -1,6% (20 abitanti), Ulassai -1,1 (16 abitanti).

Gli altri comuni pur evidenziando una lieve flessione manifestano una relativa stabilità demografica.

I comuni più e meno popolosi

I Comuni più popolosi restano Tortolì (11.093), Lanusei (5.283), Bari Sardo (3.973), Tertenia (3.907) mentre quelli demograficamente più piccoli sono Ussassai (506), Elini (551) e Osini (743). 

Considerazioni

Da questa prima lettura si riscontra il consolidamento della tendenza allo spopolamento che ormai da decenni erode la popolazione delle aree interne della Sardegna ma per l'Ogliastra pare esserci una novità: il travaso di popolazione dalle zone montane a favore delle più comode zone costiere si è praticamente arrestato. Merita una riflessione il fatto che anche i Comuni costieri, memori di una crescita galoppante negli anni recenti, ora scontano una situazione di decrescita seppur lieve. Ad ogni modo è evidente che le migrazioni interne non sono riuscite a contrastare la tendenza negativa guidata sia del saldo naturale (differenza tra nati e morti) e del saldo migratorio esterno (differenza tra iscritti e cancellati) che in totale ha fatto registrare nell'ultimo decennio una riduzione della popolazione residente di ben 1.255 abitanti complessivamente in tutta l'Ogliastra. In pratica, dall'ultimo censimento del 2011, l'Ogliastra ha perso l'equivalente di un comune come Seui o Urzulei.

 

Ogliastra Pop2019 2020 1

 

 

 

 

Che cos'è Sa Seada

Uno dei dolci più amati da noi sardi e dai visitatori della nostra amata terra, è la Seada.

Un dolce che tra i tanti della tradizione dolciaria sarda, ha ottenuto più popolarità.

Secondo alcuni studi, questo prelibato dolce, è originario dell’Ogliastra settentrionale e della confinante Barbagia di Ollolai, in particolare nelle zone di Urzulei e Dorgali.

Il dolce, fortemente legato alla pastorizia, si ritiene abbia avuto modo di essere esportato nelle altre zone della Sardegna, grazie alle transumanze del commercio dei pastori, in particolare verso le coste nord del Lugudoro e della Baronia, prendendo denominazioni differenti, come ad esempio Sebadas, Sevadas e Sevata.

Si presenta con una forma discoidale, e nella maggior parte delle volte, la sfoglia viene decorata con disegni di tradizione tipica sarda.

Ma andiamo ora nel dettaglio per vedere quali sono i semplici ingredienti da utilizzare e il procedimento di preparazione.

Ricetta de Sa Seada

Ingredienti

• Farina di semola di grano duro sardo (rimacinato) 500g
• Strutto animale 50g
• Acqua tiepida q.b.
• Sale (pizzico)

Ingredienti per il riepieno

• Formaggio fresco acido (casu Furriau in sardo)
• Scorza di limone o arancio

Preparazione

Creare dei dischi con il formaggio di circa 12–15 cm di diametro e 8 mm di altezza.

Successivamente preparare la sfoglia, quindi semola sarda, acqua tiepida e strutto lavorata finemente.

Stendere il tutto e porre, sopra la sfoglia distesa, i dischi di formaggio precedentemente tagliati.

Riprendere la forma del disco di formaggio lasciando uno spazio di almeno 5 mm nel bordo della pasta e poi ricoprire il disco di formaggio con un altro disco di pasta della stessa misura.
(E’ possibile decorare i 5 mm assicurando una buona chiusura)

Dopo aver chiuso bene la Seada e non aver lasciato molta aria all’interno del dolce, si prosegue con la cottura, che dev’essere fatta in olio e.v.o. caldo, possibilmente abbondante.

La cottura del dolce si può recepire quando l’olio inizia a “scoppiettare”.

Questo afferma che la pasta si è leggermente aperta e che il formaggio è ben cotto, quindi togliere immediatamente dall’olio, scolare, e servire il dolce ben caldo con una cosparsa di miele sopra.

 

Curiosità e varianti

L’origine del nome è incerto.

Alcuni studiosi ritengono che il nome del dolce derivi dallo spagnolo “Cebar” ossia cibare, alimentare. Altri studiosi sardi, ritengono che il nome derivi da termini come sebu o seu, inteso come grasso animale.

Particolare attenzione va riposta nella pronuncia del nome del dolce, che in italiano viene erroneamente citato confondendo il singolare Seada con il plurale Seadas o Sebadas. Da qui bisogna chiarire che la lingua sarda, è una lingua della branca romanza, e quindi l’uso della s, aggiunta a fine parola, ottiene il plurale. ( Sa seada, Is/Sas Seadas)

Un’antica tecnica di guarnizione della Seada poco utilizzata, ma particolarmente efficace nell’esaltazione del gusto del miele, è la tecnica chiamata in sardo “ammerrare sa seada”. Essa consiste nel portare ad ebollizione dell’acqua con del miele in un pentolino, per poi affondare la seada dentro il liquido stesso, ottenendo un croccante rivestimento di miele, sottile e dolce, dandogli un aspetto lucido e vetroso.

Verosimilmente, alcuni palati preferiscono, al posto del miele o dello zucchero semolato, il sale come guarnizione, virando totalmente il gusto del piatto e difficilmente potendolo identificare come dolce. Da provare come aperitivo.

Cosa sono Is Arrubiolus

Tra i tanti dolci tipici sardi, che la tradizione ha tramandato sino ai giorni nostri, troviamo “Is Arrubiolus”, chiamati differentemente anche Brugnolusu, Rujolos, Orrubiolusu, Turonzos, Bubuzones in base alla località e al paese di origine.

In italiano vengono denominati “Castagnole sarde”.

Cambia solo il nome ma non gli ingredienti base.

Infatti questi dolci tipici della tradizione montana sarda, tocca e affonda le sue radici anche nella zona dell’alta Ogliastra, dove nelle ricorrenze delle festività del carnevale sardo, vengono serviti come buon auspicio.

Ai nostri occhi si presentano arrotondati, quasi a formare delle palline. Il loro ingrediente base è la ricotta di pecora o di capra, che forma il cuore del dolce stesso. Dolce che per essere ultimato viene fritto e zuccherato.

Ma ora vediamo brevemente come si possono realizzare e gustare queste deliziose palline dolci.

Ricetta de Is Arrubiolus

Ingredienti

  • farina 250 g
  • ricotta fresca 250 g
  • zuchhero semolato 50 g
  • uova 150 g
  • lievito in bustina 12 g
  • sale 6 g
  • scorza grattuggiata di arancia 15 g
  • zafferano in bustina 8 g

Preparazione

In una ciotola di medie dimensioni, unite la ricotta e lo zucchero semolato, e lavorate il tutto rendendola una crema.

In questo, aggiungete la scorza di arancia, lo zafferano, il lievito in bustina, il sale e le uova.

Continuate a lavorarla per far si che tutti gli ingredienti risultino ben amalgamati.

Unite la farina gradualmente per ottenere un ottimo impasto denso.

Nel frattempo che l’impasto si lascia riposare per mezz’ora, preparate in una padella l’olio per la frittura e riscaldatelo.

Con l’ausilio di un cucchiaio, cercate di formare delle piccole palline e versatele nell’olio.

Il termine della cottura si ottiene quando il dolce acquisisce un colore rosso-bruno, quindi scolate e cospargere il tutto con dello zucchero semolato.

Curiosità e varianti

Alcune tradizioni locali aggiungono all’impasto anche la scorza del limone, del formaggio fresco grattugiato e un cucchiaino di “Abba Ardenti” (grappa sarda).

Inoltre, a fine cottura, in alternativa allo zucchero semolato, si può utilizzare del miele o dello zucchero a velo.

Si dice che il nome di questo antichissimo dolce, derivi dalla parola Orrùbbiu, il cui significato in italiano è rosso. Il dolce infatti, assume questo colore caldo, con l’uso del tuorlo d’uovo e dello zafferano. Rosso che verrà ravvivato al momento della frittura.

Descrizione

Uno dei tanti e bellissimi monumenti naturalistici che il territorio ogliastrino offre ai visitatori, sono le Rocce Rosse (o scogli rossi) di Arbatax, ubicate nell’omonima frazione di Tortolì, al centro della costa est della Sardegna.

Denominate anche “cattedrale nel mare”, si presentano agli occhi dei visitatori con uno splendido rosso porfido, materiale lavico dal quale sono formate.

La presenza di falesie, dello stesso materiale che sovrastano il panorama circostante, abbracciano la costa e le rocce stesse, riflettendo tutta questa bellezza naturalistica in un bellissimo mare di color verde e azzurro smeraldo. Il monumento arriva a toccare i 15 m di altezza, che, nella stagione estiva, è meta di giovani temerari e avventori di tuffi mozzafiato.

Come sono nate

Tra le tante peculiarità del monumento e del piazzale circostante, che fu una miniera di estrazione di materiale naturale utilizzato per il porto stesso e il borgo marinaro nel suo decoro urbano, spiccano alcune di particolare interesse.

Tra queste meritano menzione, ruderi incastonati nelle rocce, a ridosso del mare, testimonianza di un passato non troppo lontano.

Questi ruderi, un tempo casette, crollate nel tempo per incuria e intemperie, in passato furono dei rifugi, usati da minatori e scalpellini durante la costruzione del porto di Arbatax agli inizi del 1900. Si narra che anche il foro presente nel monumento stesso, sia stato usato come riparo per i lavoratori di quel tempo, e testimone di questo è la presenza di segni edili in calce e pietra, presenti nelle rocce rosse.

Scenografia naturale e Attrattore turistico

Il piazzale degli scogli rossi, oggi, viene utilizzato per manifestazioni culturali e concerti d’ampio interesse nazionale e internazionale, come ad esempio il festival "Rocce&Rosse Blues", e il "RedValleyFestival" dove ogni anno, nel periodo estivo, si esibiscono dj e personaggi noti dello spettacolo e della musica italiana ed internazionale.

Nel 1974 furono girate alcune scene cinematografiche, nella costa ogliastrina tra Baunei e Arbatax, del film "Travolti in un insolito destino nell’azzurro mare di agosto" di Lina Wertmüller (1974), dove si apprezzano i profili di un giovane porto, quello di Arbatax, e suggestivi scorci del borgo marinaro arbataxino.

Nel 2007, il monumento naturale delle Rocce rosse, appare nel francobollo emesso dalle Poste Italiane in 400mila copie. Voluto dal Ministero dello Sviluppo Economico e da Poste Italiane è inserito nell’ambito della serie filatelica tematica “Patrimonio naturale e paesaggistico”.

Il 7 maggio 2017 ha fatto da scenografia naturale alla partenza della 3^ tappa del 100° Giro d'Italia da Tortolì a Cagliari.

Per i più romantici e sognatori, si consiglia di ammirare l’alba in tutta la sua bellezza, avvolti da una profumata brezza marina. Vi troverete immersi in una luce dorata-arancio, arricchita dai colori brillanti delle rocce stesse, dalle imponenti falesie e della ricca natura faunistica. Ai più fortunati, è riservato l’incontro ravvicinato con i mufloni, simbolo della fauna sarda, che saltano e si arrampicano tra le pareti rocciose e la alte falesie.

Come arrivare

Dall'abitato di Tortolì, raggiungere il borgo marinaro di Arbatax. Poco prima del porto commerciale svoltare a destra nel piazzale.

Ingresso

Gratuito

Mappa

Com'è nata

Quando con Fabio Fanelli abbiamo dato avvio a questo progetto non ci aspettavamo nulla di particolare. Io studiavo a Pisa e Fabio a Cagliari e sentivamo solo il dovere di valorizzare il nostro territorio attraverso il web, che nel 2006 era ancora allo stato embrionale.

Nel frattempo, hanno aderito a questo progetto altri due studenti universitari: Sandro Agus e Leonardo Demurtas; con i quali l’8 febbraio 2010 abbiamo formalizzato l’atto costitutivo dell’Associazione di Promozione Sociale Agugliastra.it – Il sito dell’Ogliastra con lo scopo di: “Salvaguardare, tramandare, valorizzare e promuovere la cultura sarda, in particolar modo tutte quelle peculiarità che rendono unico il patrimonio culturale della regione storica denominata Ogliastra”.

In pochi mesi abbiamo modificato e integrato il portale web sul turismo, tradizioni ed enogastronomia rendendolo il più completo sull’Ogliastra.

Ma ben presto con l’ingresso di nuovi iscritti all’Associazione abbiamo avuto la forza per iniziare a realizzare attività dirette sul territorio.

 

Le attività

Iniziando con Artes Antigas, una manifestazione artistica estemporanea che grazie al contributo di una decina di artigiani storici ha permesso di riscoprire i mestieri tipici della tradizione ogliastrina come su Maistru ‘e linna, su Maistru ‘e ferru, s’Intingidora, su Piccaperderi e altri.

Poi fu la volta di Scrivo, Giro e Scatto, un concorso a premi per racconti, cortometraggi e fotografie che permise ai partecipanti di confrontarsi su temi specifici del territorio ogliastrino effettuando un’interpretazione con tre linguaggi artistici differenti e una produzione complessiva di circa 100 opere in gara.

A partire dal 2013, grazie ad un’intuizione dei soci Francesco Chighine e Matteo Cuboni, nacque il progetto Adotta un Nuraghe con lo scopo di rendere fruibili una rete di siti archeologici praticamente inaccessibili per via di arbusti, rovi o altra vegetazione. Nelle 6 edizioni della manifestazione, l’Associazione è riuscita a coinvolgere più di 200 volontari che sotto la supervisione di alcuni soci archeologi, della Soprintendenza e del Corpo Forestale, hanno reso accessibili i monumenti, razionalizzando la vegetazione, creando i sentieri di accesso, la segnaletica di avvicinamento e la cartellonistica informativa multilingua sia di inquadramento che di dettaglio.

Ma è forse con la manifestazione denominata Ogliastriadi che l’Associazione è riuscita ad abbracciare tutto il territorio con più efficacia. Infatti questa manifestazione, nata con l’obiettivo di incrementare la coesione territoriale dei 23 Comuni d'Ogliastra attraverso lo sport e il divertimento, ha permesso a centinaia di atleti di tutte le età e provenienti da tutti i paesi ogliastrini di riconoscersi parte di una stessa comunità e abbandonare i secolari campanilismi.

Un altro evento di cui siamo particolarmente fieri è la Mostra CulurgionIS che grazie alla collaborazione con il Comitato promotore dei Culurgionis d’Ogliastra IGP, ha permesso di realizzare un percorso studiato dall’esperto museologo Michele Castoldi col quale si è esplicitato il grande valore tradizionale dei Culurgionis con approfondimenti legati alle caratteristiche gastronomiche e al lavoro delle materie prime.

Qualche numero

Nonostante le tante privazioni, in primis il tempo tolto alla famiglia, possiamo andare orgogliosi di questi 10 anni di lavoro volontario e gratuito dove abbiamo realizzato complessivamente circa 40 attività, pubblicato circa 2.500 contenuti sul sito web che hanno generato più di 1,5 milioni di visite.

La festa

Per questo in occasione del 10° compleanno, abbiamo sentito il dovere di ringraziare i circa 80 collaboratori, tra soci e sostenitori, con un’escursione seguita da un pranzo presso il Rifugio d’Ogliastra a Jerzu. Prima del taglio della torta è stato proiettato il video celebrativo che ripercorrendo il tanto lavoro fatto ha fatto lucidare gli occhi ai presenti.

Per il futuro auspichiamo di riuscire ad attirare nuovi tesserati che portino nuova linfa alle nostre attività perché siamo fortemente coscienti che la nostra identità sarda e ancor più ogliastrina può sopravvivere all’omogeneizzazione culturale della globalizzazione solo se continuiamo a far vivere le nostre tradizioni e le nostre peculiarità attraverso le nuove generazioni.

 

Sardinia Reloaded cos'è?

E' la terza edizione della Summer School itinerante promossa dal Laboratorio del Cammino (LdC), network inter-universitario composto da studenti e ricercatori del Politecnico di Torino, Milano, Università di Cagliari, Palermo, Napoli, Teramo ecc... L'intento è quello di esplorare le potenzialità del camminare per innovare l'insegnamento dell’urbanistica.

Tema: Spopolamento

La Summer School è occasione per indagare il tema dello spopolamento e svuotamento delle aree interne di Ogliastra e Campidano in Sardegna.

Durante il cammino incontreranno le amministrazioni e le comunità locali. L’obiettivo principale è indagare il territorio “dal basso”, analizzare le ricadute fisiche, economiche e sociali dello spopolamento delle aree interne e gli squilibri territoriali con le zone costiere ed elaborare scenari di sviluppo alternativi.

Agugliastra.it partner della manifestazione

Su invito del Dipartimento di ingegneria civile, ambientale e architettura (DICAAR) dell'Università di Cagliari anche la nostra Associazione sostiene l'iniziativa.

Saremo presenti durante l'evento inaugurale a Bari Sardo il 24 agosto a partire dalle ore 16:00 presso il Centro Civico (Piazza Mercato) inoltre il 25 agosto a Lanusei faremo scoprire al gruppo le vie del borgo storico.

Programma

La Summer School si svolgerà dal 24 agosto al 3 settembre 2019 e verrà inaugurata a Bari Sardo con una giornata di formazione.

A partire dal 25 agosto la comitiva si metterà in viaggio a piedi verso Cagliari con le seguenti tappe:

  • 25 agosto - Lanusei
  • 26 agosto - Arzana
  • 27 agosto - Jerzu
  • 28 agosto - Perdasdefogu
  • 29 agosto - Escalaplano
  • 30 agosto - Goni
  • 31 agosto - Silius
  • 1 settembre - Sant’Andrea Frius
  • 2 settembre - Settimo San Pietro
  • 3 settembre - Cagliari

Venerdì 25 ottobre 2019 è prevista a Torino una Giornata di Studi finale durante la quale gli studenti presenteranno i risultati delle ricerche collettive portate avanti durante la Summer School.

 

La Scuola Civica di musica per l'Ogliastra e l'APS Agugliastra.it - Il sito dell'Ogliastra

In collaborazione e con il contributo del Comune di Bari Sardo

presentano

Adotta un Nuraghe Arts Festival

Martedì 13 agosto 2019 - Nuraghe Sellersu (Bari Sardo)

Programma:

A partire dalle ore 19:00

Visita guidata al monumento archeologico “Nuraghe Sellersu” con l’archeologo Michele Castoldi.

A partire dalle ore 20:30,

Concerto teatrale Conchiattu del gruppo “Ludu” 

 

Consigliamo di portare con se un telo su cui sedersi e una torcia

 

 adotta un nuraghe arts festival 2019

Presentazione del Concerto

Il concerto teatrale CONCHIATTU è un omaggio musicale e teatrale del gruppo Ludu a un importante poeta oristanese: Salvatore Baldino.

Il concerto è in lingua sarda campidanese e italiana, ed è ispirato all'opera "Sa Giorronnada 'e Conchiattu".

Il lavoro di riscoperta ha suscitato recentemente l'interesse dell'Università di Cagliari dove a partire da quest'anno accademico 2018-19 sono state avviate tesi di laurea per un approfondimento della biografia di Baldino e della sua opera.

All'interno del disco che presenteremo quest'estate, ci sono diverse collaborazioni con musicisti sardi, in particolare la partecipazione di Antonello Salis, fisarmonicista e pianista noto nel panorama jazz internazionale.

Ludu nasce nel 2017 in seno alle produzioni delle Lame a foglia d’oltremare. Diego Deidda e Lorenzo Lepori uniscono i linguaggi della musica e del teatro all’interno di uno spettacolo dal vivo orientato alla performance.

CONCHIATTU è un concerto teatrale: la messa in scena di Diego Deidda e Lorenzo Lepori prevede l'utilizzo della musica dal vivo, le ambientazioni sonore e l'azione scenica attraverso l'uso della parola cantata e recitata. Le musiche sono composte da Diego Deidda e Lorenzo Lepori. I testi sono estratti dall'opera di Baldino e talvolta tradotti in italiano da Diego Deidda.

Tra il materiale promozionale per conoscere il nostro lavoro, abbiamo un teaser, diverse immagini del concerto, un riepilogo delle date svolte in teatri, piazze e cantine a partire dal 2017 e la rassegna stampa disponibile sul nostro sito www.ludu.it.

Diego Deidda e Lorenzo Lepori suonano in diverse formazioni vicine alla world music e collaborano già dal 2004 al progetto Lame a foglia d'oltremare, che da 15 anni promuove la lingua e la letteratura sarda attraverso la musica. Per esempio, il brano "Binu" è un omaggio al poeta di Desulo, Antioco Casula:

https://www.youtube.com/watch?v=bTpIX4rB4Dw

 

Mappa

 

In ritardo di qualche settimana rispetto al solito rilascio annuale, l'Istituto Nazionale di Statistica ha diffuso i dati relativi alla popolazione residente su base comunale al 1° gennaio 2019.

POPOLAZIONE RESIDENTE 2019 IN OGLIASTRA

In Ogliastra vengono certificati un totale di 56.362 abitanti, con una flessione preoccupante di ben 576 unità rispetto all'anno precedente, pari ad un marcato -1,01% in una sola annualità.

Nello stesso periodo anche il trend registrato a livello regionale risulta in flessione con un -0,52%, assestando la popolazione residente in Sardegna ad un totale di 1.639.591 abitanti.

Analizzando la scala comunale ogliastrina il dato che emerge con più forza è il segno rosso davanti anche a molti comuni costieri che per anni hanno controbilanciato il declino demografico delle aree interne.

In particolare desta sorpresa il Comune di Tortolì che per la prima volta dopo oltre 100 anni fa registrare il segno meno con un seppur non preoccupante -0,3% pari a 30 residenti in meno.

L'ex Comune capoluogo costiero, dopo gli anni di crescita esplosiva – soprattutto a seguito dell'apertura della Cartiera del 1963 che ha fatto registrare un impressionante +39,8% tra il 1961 e il 1971 e un +25,2% tra il 1971 e il 1981, acquisendo ben 3.445 nuovi residenti in soli 20 anni – negli ultimi anni ha evidenziato un affievolimento dei tassi di crescita, che comunque si sono sempre tenuti positivi. Questa riduzione, seppur di poche decine di unità, è significativa soprattutto perchè alimentata principalmente dal saldo migratorio (-22) più che da quello naturale (-8) manifestando quindi una perdita di attrattività.

Anche Lanusei dopo anni di sostanziale stabilità demografica cede il passo ad un deciso -1,6% riducendo la popolazione di 88 abitanti. Come nel caso precedente anche per l'ex capoluogo montano la contrazione è dovuta più al saldo migratorio (-55) che al saldo naturale (-33).

Risulta anomala anche l'inversione di tendenza di alcuni comuni costieri come Lotzorai e Bari Sardo che perdono rispettivamente 29 e 19 abitanti a fronte di una contrazione del -1,3 e -0,5%.

I dati peggiori sia in termini assoluti che in termini relativi si registrano nel Comune di Ussassai che prosegue nel triste primato negativo perdendo in un solo anno il -4,3% pari a 24 abitanti. Gli altri valori negativi più vistosi si riscontrano a Ilbono -3,2% (70 abitanti), Arzana - 3,0% (74 abitanti), Perdasdefogu (44 abitanti), Triei -2,3% (26 abitanti), Villagrande Strisaili -1,9% (62 abitanti), Gairo -1,6% (23 abitanti), Urzulei -1,6% (19 abitanti), Seui -1,6% (20 abitanti), Ulassai -1,1 (16 abitanti).

I soli Comuni a far registrare saldi positivi sono Girasole +1,2% (16 abitanti), Cardedu +0,8% (16 abitanti) e Loceri +0,4% (5 abitanti) 

Gli altri comuni pur evidenziando una lieve flessione manifestano una relativa stabilità demografica.

Ogliastra Pop2018 2019

I comuni più e meno popolosi

I Comuni più popolosi restano Tortolì (11.051), Lanusei (5.299), Bari Sardo (3.974), Tertenia (3.919) mentre quelli demograficamente più piccoli sono Ussassai (532), Elini (558) e Osini (772). 

BILANCIO DEMOGRAFICO 2018 IN OGLIASTRA

Tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2018, come visto precedentemente nel territorio ogliastrino si è osservata una riduzione della popolazione di 576 individui. Tale flessione non è scaturita solo da un marcato saldo naturale (differenza tra nascite e morti) pari a -270 abitanti, ma soprattutto ad un nutrito saldo migratorio (differenza tra cancellati e iscritti) -306 residenti.

Quindi possiamo notare come il malessere demografico sia veicolato più da una scarsa attrattività territoriale che dai comunque altissimi indici di invecchiamento e una scarsa natività.

 

 

DESCRIZIONE

Il nuraghe Iba Manna è il più occidentale dei sette nuraghi presenti sulla piana basaltica di Teccu. La sua posizione elevata gli garantiva, probabilmente, un ruolo preminente rispetto agli altri e forse anche rispetto al più ampio circondario.

Costruito sui resti della bocca vulcanica attiva circa 1-2 milioni di anni fa, il nuraghe si presenta oggi in cattivo stato di conservazione con diversi crolli che ne impediscono una lettura precisa. Si distinguono chiaramente solo due torri fra le quali si apriva probabilmente una piccola corte come tipico dei nuraghi complessi. Nella torre principale (mastio) sono presenti nicchie e scala d’andito che conduceva ai livelli superiori, ormai crollati.

A 50 m circa, in direzione nord-est, insiste una domus de janas monocellulare segno tangibile della frequentazione neolitica del posto. Il panorama che si può apprezzare dalla cima è di grande impatto è merita da solo la visita del sito.

E' stato oggetto della sesta edizione del Progetto ADOTTA UN NURAGHE che ha permesso di renderlo fruibile attraverso la pulizia dalla vegetazione e alla realizzazione della cartellonistica e sentieristica.

 

COME ARRIVARE

Partendo dal centro abitato di Bari Sardo prendere la strada ex SS125 verso Tortolì. Dopo due chilometri dall'uscita di Bari Sardo svoltare a destra su una stretta strada asfaltata che con qualche tornante vi conduce nell'altopiano vulcanico di Teccu.

Giunti in cima al termine della strada asfaltata è possibile parcheggiare l'auto e vi troverete davanti la collina basaltica con in cima il nuraghe. Per raggingerlo è sufficiente proseguire a piedi per circa 600 m di cui la metà lungo una strada sterrata e successivamente in un sentiero.

 

INGRESSO

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MAPPA

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