
La torre spagnola di Bari Sardo sorge su una piccola scogliera a cavallo di due spiagge.
E' stata edificata per funzione di vedetta, per il controllo dello specchio d'acqua che si estende da capo Bellavista e Capo Sferracavallo essendo in contatto visivo con le torri di Capo Bellavista e di San Gemiliano a Nord e con la vedetta di capo Sferracavallo a Sud.
La sua erezione fu consigliata nel 1572 dalla relazione del capitano di Iglesias, Marco Antonio Camos, a seguito di un censimento delle coste della Sardegna dei siti più frequentati dai corsari. Non è documentata la data esatta di costruzione, avvenuta a seguito dell'Editto di Filippo II° di Spagna del 1580. Doveva essere eretta e funzionante nel 1597.
Per la costruzione della Torre di Barì sono state usate rocce granitiche e basaltiche, utilizzando il materiale costruttivo disponibile in loco. La sua struttura perfettamente funzionale, nella forma tronco conica ha un'altezza di 12,75 m e diametro di 11,4 m alla base e 8 m al terrazzo dava una grande stabilità alla base, utile per sopportare le vibrazioni delle proprie cannonate e le bombarde nemiche. Era presidiata da una piccola guarnigione ridotta al cosiddetto alcaide (il capitano della torre) e a due soldati. Fu danneggiata a seguito di uno scontro a fuoco con i saraceni nel maggio del 1748, e alla fine del secolo sono documentate riparazioni del mastro Mameli, mentre un intervento più radicale fu effettuato nella primavera del 1828. Nello stesso periodo la guarnigione alloggiava a Bari Sardo, continuando i suoi compiti di guardia. Nei due anni successivi, su progetto dell'architetto Melis, si pose fine alla ristrutturazione. Nel 1842, fu soppressa la Reale Amministrazione delle Torri e l'anno successivo la torre fu dismessa.
Durante la seconda guerra mondiale fu nuovamente riutilizzata come posto di vedetta.
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