
Ai piedi del Gennargentu, su una zona collinare a 1000 metri d’altitudine, è ubicato un complesso archeologico forse unico in Sardegna, composto da tre templi a megaron e da un villaggio nuragico (il tempio a megaron è una struttura di culto a pianta rettangolare suddiviso in atrio, cella e vano retrostante; deve il suo nome agli edifici abitativi di alcune città dell’antica Grecia). I templi sono situati in una zona crocevia tra la costa e l’interno, dove popolazioni che effettuavano la transumanza e pellegrini invocavano le divinità e praticavano il culto delle acque. Il tempio più grande misura 17 metri di lunghezza ed è articolato in quattro ambienti. Il sito nasce intorno al XV secolo avanti Cristo ed è stato frequentato fino all’VIII secolo avanti Cristo. Il complesso archeologico, in cui è ancora in corso una campagna di scavi iniziata nel 1986, ha restituito numerosissime testimonianza del suo passato. Oltre vari oggetti bronzei e ceramici è stato disseppellito un bacile in trachite (pietra che si trova nella zona costiera dell’Ogliastra) e nel tempio più in alto è stato rinvenuto uno splendido altare costruito in pietre di due colori, rosso e nero. Una struttura a forma di otto si ipotizza sia una fonderia, visto i numerosi ritrovamenti metallici. Nei dintorni si intravedono resti di un nuraghe a un altro villaggio in lontananza.
Il complesso archeologico è nel comune di Villagrande strisaili. Si percorre la strada statale 389 Lanusei-Nuoro, in direzione Nuoro. Prima di arrivare all'incrocio con la strada di Talana (evidenziato dalla cantoniera Pira Onni) è presente un incrocio sulla sinistra su una strada sterrata che porta fino al complesso.
A pagamento
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