A Consolata Melis

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Tzia Consolata Melis Tzia Consolata Melis

"Storia di Zia Consolata Melis, centenaria della nota famiglia Melis, Guinness dei Primati"

 

Dai natali una famiglia ben coesa, per l'amore il suo vissuto, da buon seminatore a raccolta anche il giorno dell'ultimo saluto.

Nei suoi giorni era fermo il principio salutare del rispetto, la saggezza di una vita, custodito dalla donna nel suo petto.

Nel rione "Corte e Ois", provvedeva al bisogno del malato, ogu malu (malocchio), aberbus (miscuglio di elementi  "ad es. acqua e grano, olio e saliva" contro il malocchio) e pregantus (la preghiera) regalava sovvente al designato.

Un dì la ricerca al genoma, su qualcuno quell'idea fece breccia, dai record globali, prese i dati del longevi e partì come una freccia.

Solo un eco, la famiglia foghesina più longeva in tutto il mondo, ben spianato già quel lustro, ecco i Melis con i media a tutto tondo.

Ben sia sa che nei sardi il cromosoma M26 è longevo e conservato, con "AKeA" si conferma che i Melis di Consola fanno sempre risultato.

Dal Giappone all'America e più. si parlava del paese Ogliastrino, attenzioni al minestrone di legumi e ai fenoli del locale di quel vino.

Il rubino con fenoli da vallata di Marteddu, ben prodotto e apprezzato, han notato la libellula degli Odonati, in ambiente salutare e conservato.

Zia Consola, la nonnina adottata dal paese, trascorreva il suo vissuto, alla gente per la via, non lesinava quello sguardo elegante con saluto.

Grande eco su di Lei, fece muovere la scienza e non solo ai cent'anni, giunse il record con la giusta risonanza, in regalo alla fatica dei suoi anni.

Sviluppando il mio pensiero nel ricordo, si disperdono come il vento, ecco i fatti! Grande festa nel paese con i Melis la giornata di quei cento.

Conosciuta con il Guinness dei primati, ecco inserbo un pò di storia, a quel Tore del paese, l'occasione non scappò, per svelare la sua gloria.

Arrivò la dipartita il fatidico disguido per congiungersi su nell'alto, dalla terra foghesina nella quiete mattutina in silenzio fece un salto.

Ah! Se potessi, da mortale di pensare l'accoglienza che gli han fatto, gran banchetto tra i decani e i suoi angeli che in quest'anni han vegliato.

Lor, ci guardano pressanti che l'esempio di Consolata è un punto fermo, nel Paese di Foghesu dai piccini ai grandi un ricordo indelebile in eterno.

 

Dal Libro "IN PUNT'E PEIS" di Ubaldo Lai, nato ad Osini e cresciuto in una parte della sua giovinezza a Perdasdefogu.

Contatti Ubaldo Lai:
e-mail centromilan57@gmail.com
telefono 3477057600

Letto 174 volte Ultima modifica il Mercoledì, 18 Gennaio 2017 21:12
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