Perda 'e Liana, porta dell'inferno

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Considerando che il monte ha avuto una grande importanza nell'antichità non è strano che su di esso siano nate storie popolari e leggende. Una di queste, diffusa soprattutto nel Nuorese, narra che il Tacco calcareo, nei pressi dell’attuale confine tra i territori comunali di Gairo e Seui, sarebbe una delle porte dell'inferno, da dove, nelle notti di luna piena, uscivano diavoli e streghe per mettere nei pasticci i comuni mortali. Inoltre, in tali occasioni, chi desiderava diventare ricco doveva recarsi sul posto ad offrire al demonio la propria anima: in cambio ne avrebbe ricevuto qualunque ricchezza. 

 

La gente, quando si accorgeva che una persona diventava ricca velocemente, diceva che era andata a Perda 'e Liana.

Tali racconti leggendari erano ricordati così:

a sa Perda 'e Liana                  a Perda 'e Liana
su hi heres ti dana! ciò che chiedi ti da!

A tale proposito si narra che un giovane d’Oliena vi si recò per chiedere, durante una sera di luna piena, molte ricchezze e, dopo aver camminato a lungo, giunse sul posto al tramonto: il Tonneri era bellissimo ma in quelle ore e con il sole oramai al crepuscolo, il Tacco calcareo emanava dei colori suggestivi, che diffondevano nell’area una sinistra irrequietudine. A mezzanotte, con la luna piena alta nel cielo, vide apparire un gran numero di demoni e streghe che si misero a danzare sulla cima del Torrione. Dopo i primi momenti di smarrimento ed insieme di paura e stupore, si fece coraggio e chiese di poter parlare con il loro capo. Gli fu indicato uno più grosso degli altri che stava facendo girare in tondo un asinello come se fosse ad una macina. Il dorso di questo era appesantito da una grossa bisaccia colma di monete d’oro che facevano un gran tintinnare fragoroso ad ogni passo dell’animale. Quando il capo di demoni con i suoi occhi che sembravano tizzoni ardenti fissò il giovane, attendendo che questo gli offrisse l’anima in cambio della bisaccia ricolma dell’oro, costui, assalito dal terrore, invocò il cielo esclamando:

Gesusu, Maria e Giuseppi!       Gesù, Maria e Giuseppe
Eita esti custa camarada! Che cos'è questa disgrazia!
Santa Giulia avocada Santa Giulia ti invoco
Bogamindi de mesu! Toglimi da mezzo ai guai!

A quelle parole, tutti i demoni e le streghe scomparvero come fossero stati inghiottiti dalle rocce ed il malcapitato giovane potee tornare a casa più povero di prima, ma senza aver venduto l’anima al diavolo.

 

Consultato "Gairo, il cuore dell'Ogliastra", Cabiddu-Ligas, 2006

Letto 19821 volte Ultima modifica il Lunedì, 11 Maggio 2015 19:40

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