Mariancani e Perdu Palitta

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Mariancani

Mariancani e Perdu Palitta sono due figure antropomorfe di porfido rosso che si elevano sulle pendici di Monte Tarè. Esistono tante versioni di questa leggenda noi ne citiamo quella più ricorrente.

Perdu, pastore, voleva attraversare il mare per cambiare vita. La madre scongiurava il figlio perché non partisse. Per convincerlo gli mostrava la bellezza della terra che voleva abbandonare. Il golfetto di Cea caratterizzato dai rossi faraglioni che, al tramonto, si colorano più intensamente assumendo un aspetto fiabesco; l'angolo di paradiso della insenatura di S. Maria Navarrese custodita dall'Isolotto d'Ogliastra; la selvaggia bellezza di Punta Tricoli il massiccio di Monte Armidda, odoroso di timo (in sardo "armidda" da qui il nome), dalla cui vetta si assiste all'ineguagliabile spettacolo del sole che si leva dal mare della costa orientale tra suggestivi riflessi sanguigni. Perdu non sentiva ragioni e, per non essere ammaliato dal paesaggio, si copriva gli occhi con le mani cercando di intravedere, tra le dita, l'arrivo della grande nave che lo avrebbe portato di là dal mare. La nave, superato Capo Montesanto, sulle cui rocce, a precipizio sul mare, si frangono, belle e temibili, spumeggianti colonne d'acqua, gettò l'ancora nell'incantevole baia di S.Maria Navarrese. Perdu, di corsa, si incamminò verso la marina. Mariancani, con affanno, lo seguiva esaltando le bellezze della terra che lasciava. Giunto in prossimità di Monte Tarè, la vallata fu illuminata da una luce intensa e fulgida quale solo si vede da Lanusei nei pomeriggi estivi. Perdu, che per correre, si era tolto le mani dagli occhi, rimase abbagliato dalla superbia e maestosità del paesaggio che prima, mai, aveva osservato con lo stesso spirito con il quale ora lo vedeva e godeva. Con l'anima traboccante di malinconia di fronte alla grandiosità della creazione che gli stava davanti e che voleva lasciarsi alle spalle, si inginocchiò per chiedere perdono. Il cuore della madre, stanco per l'età e l'inseguimento, non resse alla fatica per cui Mariancani, sorridente, morì tra le braccia del figlio che, disperato, invocava l'Onnipotente perché lo facesse morire insieme alla madre. L'Onnipotente, accogliendo la preghiera di Perdu, lo pietrificò, supplice e genuflesso davanti alla madre, anch'ella pietrificata in piedi e con il volto verso la nave, all'ancora nella baia di S. Maria Navarrese, repentinamente trasformata, da una lama di luce accecante, nello stupendo isolotto d'Ogliastra destinato a rimanere perennemente ancorato, con la prua rivolta verso Capo Montesanto, nel mare di là dal quale Perdu avrebbe voluto essere traghettato. Nelle notti di luna, chi osserva la figura di Mariancani la può vedere sorridente perché né lei, né suo figlio hanno lasciato la terra dove le scorrerie dei venti fanno e disfanno le nuvole che, birichine, recitano nel cielo fino a quando la tramontana le spazza via esaltando la luminosità della ribalta dello stupendo anfiteatro aperto verso il mare di Arbatax sul quale, superbo, si protende Capo Bellavista voluttuosamente accarezzato dalle onde color cobalto.

Guida del Santuario Diocesano della Madonna d'Ogliastra

Letto 17767 volte Ultima modifica il Domenica, 01 Aprile 2012 20:47

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