Gruppo Folk Gairo

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Associazione Culturale Gruppo folk Sant'Elena Imperatrice Gairo

Nel paese di Gairo fino all’anno 2010 il “gruppo folk Sant’Elena” e la proloco formavano un’associazione volta alla promozione e alla tutela del proprio territorio, per conservare e valorizzare le notevoli risorse ambientali e culturali, per migliorarne lo sviluppo turistico e sociale, ma ancor più per il recupero a favore delle tradizioni: i costumi, i cibi, le arti, i mestieri, la storia, il folklore.

Gli scopi e le finalità fondamentali che l’associazione si è posta dal momento della sua nascita sono la cura dell’ambiente e delle sue peculiarità turistico-culturali. Così nel 2007 con la formazione del gruppo Folk si decide in primis di effettuare uno studio accurato sul costume di Gairo per poi poterlo indossare e riprodurre.

 

Per l’abito femminile “da sposa” si è fatto riferimento ad un modello risalente al periodo dal 1720 al 1850, mentre per ricostruire quello maschile si sono utilizzate foto antiche e scritti di studiosi quali La Marmora, Casalis, Angius e Bresciani.

Nel 2010 nasce l’Associazione culturale gruppo folk Sant’Elena imperatrice Gairo che si propone subito di portare avanti le tradizioni folkloristiche e culturali, come in occasione della festa di Pentecoste in paese; partecipa inoltre ad importanti manifestazioni sarde di grande rilievo, quali la Sagra di Sant’Efisio a Cagliari, ad Ittiri con il gruppo folk dei bambini al Folk Festival, e ancora alla Rassegna del Folklore Internazionale "Lorenzo Manconi” di Florinas.

 

Il costume maschile

"Sa berritta" copricapo in panno nero lungo 70 centimetri, anticamente era di forma tubulare senza cuciture, fatta probabilmente in orbace. Può essere indossata piegata su se stessa e poggiata sul capo, senza piegare e lasciata lunga posteriormente, o ancora lungo verso la spalla anteriormente.
“Sa camisa” camicia in tela bianca con ricamo centrale e pieghe (“pieghittas”) sui lati, il colletto è alla coreana (“a cabessu”), la manica è abbondante.
“Su gipponi” indossato sopra “sa camisa” è una giacchina corta alla vita in panno nero bordato di rosso (internamente in cotone), ha scollatura quadrata e le maniche sono aperte nella parte interna quasi lungo tutto il loro decorso. Sul davanti si apre sulla sinistra con dei bottoni (da 3 a 5) d’argento (“untonir de pratta”) oppure venivano anche usate delle monete. Il polsino risvolto è in panno rosso.
“Su croppettu” gilet fatto in panno nero (sia l’interno che l’esterno), bordato di rosso. È lungo fino a metà de “s’areghettu” (gonnellino), sagomato sui fianchi ed ha due tasche laterali.
“S’areghettu” gonnellino largo in orbace nero bordato di rosso, lungo circa 30 centimetri, nella parte superiore fino a metà vi sono “pieghittas” mentre la restante inferiore è libera. In vita si stringe con ganci e legaci poi vi è “su tira en’bolla”, cordoncino in panno che, passando per il cavallo, unisce la parte anteriore con la parte posteriore dell’indumento.
“S’entrera” marsupio con cintura in pelle marron chiara, è utilizzato per mettere l’acciarino e il coltello.
“S’araga” pantaloni in cotone o lino bianchi, indossati larghi. In vita sono tenuti su con lacci, invece inferiormente sono infilati dentro “is carsas”.
“Is carsas” ghette in orbace nero bordate si rosso solo inferiormente, si legano nella parte superiore con dei lacci. “Is cosingius” sono le classiche scarpe in pelle utilizzate dai pastori, vengono anche chiamate “sabattar de minisci” (“minisci” è un tipo di pelle).

 

Il costume femminile

“Su trubanti” è il primo indumento che viene indossato sul capo, di color nero o marron, è piegato e legato abbastanza stretto sulla nuca da due nodi. Sopra “su trubanti” nel costume si utilizza “su colori” o “su sciallu”.
“Su colori” fazzoletto rosso utilizzato come copricapo, solitamente era bordato largo nero ed aveva ricami colorati. Gli anziani raccontano che il colore della bordatura de “su colori” definiva per tradizione paesana se la donna che lo indossava era vedova, fidanzata o signorina. Non è di forma rettangolare, ma si presenta dritto davanti e tutto circolare dietro. È chiuso anteriormente da “sa gancera” , composta due ganci sul fazzoletto uniti da una catena in argento che passa sul mento.
“Su sciallu ‘e conca” capo festivo più antico, è indossato al posto de “su colori”. Lungo fino alla spalla, può essere di 2 tipi: in seta con sfondo nero e motivi floreali bordeaux (o di vari colori), oppure in tibet ricamato a mano sia “a colori” (con colori diversi) che “in tinta” (stesso colore), marron per le giovani e nero per le vedove.
“Sa camisa” è la camicia fatta in cotone, abbondante e bombata nelle maniche,ha un ricamo sul davanti e piegoline (in numero dalle 3 alle 5) sui lati. Sulle spalle e nei polsini sono presenti ricami con pizzo. Nel ricamo centrale non sono raffigurati motivi floreali (come in altre parti del costume) ma disegni geometrici (rombi, stelle, ecc).
“Su cossettu” gilet in seta corto alla vita di colore scuro, anteriormente “ir balenas” ben distinte servivano per portare su i seni. Il capo è indossato aderente ed è chiuso centralmente da dei gancetti.
“Su gipponi” giacchino in seta, di colore scuro ma bordato di rosso (negli abiti più antichi il colore della bordatura dipendeva da quello dell’abito), rimane corto e abbastanza stretto sui fianchi. La scollatura è ampia sia in altezza che in larghezza, è chiuso con ganci (“ir ganceras”) in argento. Dietro e sui fianchi vi sono “is alas” (pezzetti di stoffa pieghettati e cuciti) che tendono a rendere l’abito più largo. Le maniche sono strette e il risvolto è a triangolo.
“Sa fardetta” gonna lunga ai piedi in seta con motivi floreali, ha delle pieghe fini e piccole dietro mentre davanti è liscia senza “pieghittas”. È legata in vita con un laccio e dei gancetti su un fianco. La gonne antiche avevano “s’impanna” che era un rivestimento nel bordo inferiore interno: fatto da tre pieghe rinforzava una zona del capo che nella quotidianità del lavoro andava spesso anche a sfregare in terra.
“S’antaleni” grembiule in seta, di norma nero, è indossato sopra “sa fardetta” di cui ne è poco più corto.

 

contatti

mauro_piras73@yahoo.it

tel 3456180659

 

Sia ringrazia Mauro Piras per aver contribuito alla realizzazione di questo articolo.

Letto 16288 volte Ultima modifica il Lunedì, 11 Maggio 2015 19:30

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