Sa grutta de Cristoru Locci

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Alessandro Aresu

 

La seguente storia è stata narrata dalla signora Maria, ottantenne originaria di Lanusei nata da una famiglia molto povera di agricoltori, che già dalla tenera età di dodici anni andava in campagna a lavorare col padre.

La fertile terra ogliastrina alla quale già da piccola si era dovuta strettamente legare, né fa oggi di Maria uno dei testimoni d’eccezione di quel mondo agro-pastorale dove i vecchi racconti di miti, leggende e tradizioni hanno spesso avuto origine e maggiore diffusione.  

Nei primi anni del ‘900 il signor Cristoru Locci, abitante della bella cittadina di Lanusei, dopo esser stato accusato ingiustamente di alcuni furti di bestiame, decideva di salutare moglie e figlia e di darsi alla macchia per sfuggire alla legge. Cristoru trovava allora rifugio in una grotta nella località di Abbavrida, tra il bosco Seleni e il monte Tricoli, a circa un’ora di camminata dal centro abitato.

Egli era uomo capace, non aveva paura della natura selvaggia di Abbavrida, inoltre sapeva cacciare e da quelle parti per sua fortuna i cinghiali e la selvaggina erano in abbondanza! Gli amici fidati e gli allevatori della zona non lo lasciarono da solo, ma gli facevano visita portandogli pane, formaggio o della carne fresca da arrostire. Il dolore per aver abbandonato la sua famiglia era comunque nell’uomo sempre presente, e solo la bellezza della natura circostante e i panorami mozzafiato riuscivano in parte ad attenuarlo.

Il racconto narra che un giorno, un brutto giorno, mentre Cristoru si apprestava ad ammazzare un bue, dopo averlo ben legato alle corna dentro la grotta, non ebbe la freddezza e la precisione di sgozzarlo subito al primo colpo, ma lo feriva soltanto; l’animale inferocito si scagliava allora contro il malcapitato riuscendo a farlo cadere e ad ucciderlo. Nei giorni successivi il cadavere del povero Cristoru Locci veniva trovato all’interno della grotta da alcuni pastori.

Grazie alle indicazioni fornitemi da cacciatori della zona è stato possibile effettuare un sopralluogo nella così chiamata “grutta de Cristoru Locci” e si è scoperto che il bandito non visse in una grotta naturale ma questa risulta essere in realtà un saggio minerario risalente alla prima metà dell’800 dove si era tentato di estrarre argento piombifero.

 

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