Is cogasa

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Davide Shiavone

 

Il Sole non faceva in tempo a tramontare che le strade erano già deserte e i pochi coraggiosi che ancora gironzolavano per le vie del paese si affrettavano a rientrare a casa. Chiunque sapeva che era meglio non girare la notte per le vie di Perdasdefogu e soprattutto durante particolari notti: le notti di Luna piena!

Con l’ “ingrassare” della Luna cresceva infatti la possibilità di imbattersi in qualche “coga”, una sorta di demone che per sopravvivere succhiava il sangue dal collo dello sventurato che le capitava fra le mani: spesso e volentieri bambini.

“Is cogasa” non vivevano in grotte oscure o in castelli stregati, ma vivevano all’interno del paese, in case normalissime, assieme alla gente comune. Questo perché la gente ignorava la loro identità: esse durante il giorno erano infatti donne normalissime che andavano a fare la spesa al mercato o che lavavano i panni al fiume come tutte le altre donne, ma che comunque erano sempre in cerca della prossima vittima.

Certo, la gente del paese aveva dei sospetti su chi potessero essere, ma erano delle semplici idee che non avevano mai avuto alcun riscontro fino a quando in paese non giunse un anziano uomo di Osini: ziu Giuanni.

Egli conosceva bene il problema poiché a suo tempo anche Osini era stata infestata da “is cogasa” e sapeva che questi demoni erano capaci di trasformarsi in gatti, facilmente riconoscibili per il colore grigio scuro.

Fu così che per le strade foghesine iniziò una vera e propria caccia al gatto grigio: i gatti non venivano uccisi ma semplicemente bastonati sul muso in modo che una volta ritrasformatisi in donne esse avessero i segni dei colpi sul viso. Ai primi sospetti seguirono le prime accuse, ma ciò non bastava come prova, serviva qualcosa che rendesse palese la reale identità de “is cogasa”.

Ziu Giuanni aggiunse che, per oscuri motivi, la notte tra l’ultimo giorno di Febbraio e il primo di Marzo, “is cogasa rimanevano come paralizzate davanti a “unu tremini” (treppiedi) girato al contrario.

L’anno non era bisestile e il 28 Febbraio, tutte le donne del paese furono riunite in piazza di chiesa e costrette ad aspettare la notte. Calarono le tenebre e l’allora sindaco portò un trepiedi che fu messo al contrario in mezzo alla piazza. Fu allora che si scoprì la reale identità dei demoni: all’ordine di lasciare la piazza non tutte le donne poterono muoversi, alcune restarono lì come immobilizzate. Tra di esse vi erano nomi importanti come la moglie del dottore zia Consola, la moglie del maresciallo zia Bastiana e l’insospettabile perpetua zia Mimmina. Esse furono allontanate dal paese e affidate a un esorcista.

Ancora oggi nelle strade foghesine i gatti grigi vengono guardati con sospetto e la notte a cavallo tra Febbraio e Marzo si usa mettere davanti alla porta “su tremini” girato al contrario.

C’è chi dice che questa sia una storia vera e chi dice che questa sia solo una simpatica leggenda. Io per sicurezza il 28 o il 29 Febbraio “su tremini” girato davanti alla porta lo metto!

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