Il Topolino di Pasta di Pane

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Agostina Usai

 

Era un giorno d’autunno, un raggio di sole tiepido batteva sui muri chiari screpolati della casa del Guado. Antonio era già partito accompagnato dai due figli maschi, Angelo e Dino per completare i lavori di un nuova terrazza da adibire ad orto, nel podere di Tucci. Peppina, da buona massaia, si apprestava ad impastare la farina di grano duro per la confezione del pane fiorito, operazione che compiva una volta alla settimana. Con lei erano rimasti gli altri tre figli: Anna Maria, la maggiore delle femmine di tredici anni appena compiuti, Elvira di dieci e Mario di sei, l’ultimo nato. La grossa brocca di coccio era stata vuotata per l’impasto ed Anna Maria aveva dovuto riempirla nuovamente alla fonte comunale di Su Au ( il guado), non molto distante dall’abitazione. Rientrando con il recipiente colmo sulla testa, proprio nell’entrata del vicolo chiuso che portava alla casa era trasalita fermandosi improvvisamente. Fece traballare la brocca che non cadde perché assicurata da “su tidili” (uno strofinaccio attorcigliato e legato in tondo, che fungeva da “cuscino”) che accomodato sul capo, oltre che ad eliminare l’attrito ne spianava la sfericità. Nella piccola salita, una gallina di proprietà della famiglia, si era avventata su un disgraziato topolino che la attraversava fulmineo. Essa lo beccava da tutte le parti fino a mettere a nudo la carne viva e nulla poteva mettere in dubbio che lo avrebbe divorato. La ragazza rientrò in casa e mise al corrente la madre:

<<Lo ha ucciso e lo mangiava proprio di gusto.>>

<<E’ proprio un guaio. Ora la gallina smetterà di fare le uova>> disse Peppina.

<<Oh! Che peccato!>> Dissero in coro Elvira e Mario.

<<Metteremo riparo all’antica: Anna Maria ed Elvira confezioneranno un topolino di pasta di pane che daremo alla gallina, con questo sistema la indurremo a fare nuovamente il suo dovere>> continuò Peppina.

Le due ragazze sorrisero e con grande impegno si misero all’opera incominciando dalla coda che fecero lunghissima mentre Peppina si immergeva nel ricordo di sua nonna che le aveva raccomandato siffatto rimedio durante la sua gioventù e che lei più volte aveva adottato

Letto 1122 volte Ultima modifica il Venerdì, 07 Dicembre 2012 00:29