Lettera sull'amore dall'Ogliastra

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di

Rodolfo Calorio

 

Ciao,

come si sta là a Düsseldorf? Hai dato la maturità? Non mi hai dato più notizie...non so più nulla di te.

Ti scrivo dalla spiaggia di Quirra, mi è tornato in mente il ricordo di te.

Ricordi quella spiaggia deserta, che dall'alto sembra un cuore e che ti sgomentò per la sua bellezza? La spiaggia dove assaggiasti per la prima volta il pane guttiau e il dolce sardo.

Sai che questa d'Ogliastra è una terra antica, autentica … difficile e, anche e soprattutto per questo: magica!

C'è una delle tante leggende nate qui, intorno a questi luoghi, che mi piace oggi raccontarti:

Da queste parti viveva un conte malvagio e orribile, si dice che proprio per la sua bruttezza fosse diventato così malvagio; questo non è sicuro, ma solo probabile.

Quest'uomo così brutto si innamorò di una giovane e bellissima ragazza di Perdas de Fogu, un paesino qui vicino.

Ci siamo andati assieme.

Ricordi quella strada tutta curve fatta in moto in quel giorno di maggio? Quella strada deserta che si inerpica fra le bellissime montagne, tra i tacchi tipici di questa regione della Sardegna, e che è costellata di tante pale eoliche. “Perché mai le avranno messe qui a disturbare questa bellezza” mi chiesi. Ricordi?

Non seppi darti una spiegazione, ancora oggi non ne ho una.

Il conte si innamorò di questa ragazza, e sì, perché l'amore è una soluzione atmosferica. E' potassio e iodio. E' delirio!

Voglio dire che l'amore arriva o non arriva, non puoi impedire o provocare questa reazione chimica. Probabilmente questo è ciò che accadde, ma queste sono solo speculazioni meglio proseguire con la storia:

Lui le chiese la mano e la ragazza accettò di sposarlo solo se questi fosse riuscito a giungere in carrozza di fronte alla sua casa.

Non era stupida, sapeva che la propria casa sorgeva sul cucuzzolo di una montagna e che la strada per arrivarci era impraticabile se non a piedi. Pensava fosse impossibile realizzare quello che chiese.

Un cinico quanto garbato rifiuto, concorderai.

Forse il conte la pensava come me però: “se voglio qualcosa di così unico e irripetibile devo andare a prendermelo, a qualsiasi prezzo, con qualsiasi modo, correndo qualsiasi rischio, a costo di soffrire e di perdere”.

Il conte era determinato e innamorato, l'impossibile non era più tale.

Si fece aiutare da tante persone che abitavano in paesi che ancora sorgono qui vicino.

Vennero genti da Tertenia, Osini, Arzana, Villagrande, Lanusei, Bari Sardo e Loceri. Spostarono rocce, scavarono la montagna, spianarono la strada e lui con la sua carrozza arrivò sotto casa della sua promessa sposa.

Immagina quanto felice doveva esser per aver raggiunto il suo obiettivo e il suo amore...

Lei però, si suicidò gettandosi da un dirupo dall'alto di quella montagna dove viveva; pur di non sposare quell'uomo malvagio e disgustoso alla vista, preferì togliersi la vita.

Tutto accadde per colpa dell'amore che è la forza tra le più potenti esistenti in natura, e tra le meno controllabili, come ti dicevo.

Tutto accadde perché venne sottovalutata questa forza. Per questo in amore è sempre meglio non mentire, soprattutto a se stessi. Un uomo o una donna innamorati vanno respinti chiaramente se non è loro che vogliamo, se da parte nostra quella chimica non c'è, perché questa mai si creerà.

Il conte nonostante il dolore non si dimenticò di tutte quelli che lo aiutarono, e donò loro tutti i terreni che da qui, dal Salto di Quirra, si estendono nell'entro terra e che, ai giorni nostri, appartengono effettivamente al territorio di quei diversi comuni dai nomi per te così strani, così pieni di vocali...

Ma il conte deve aver lasciato anche qualcosa allo Stato di quel tempo perché, come certamente ricorderai, qui c'è una base militare e fino a non molti anni fa facevano esplodere bombe, bombe con uranio e altre schifezze simili...sì, proprio qui in questa isola magnifica, stuprata e avvelenata!

Ti sembra impossibile coi tuoi occhi di giovane tedesco, vero? Ma è così.

Come vedi ancora una volta, piccolo crucco, questa è una terra magica e sofferente.

Anche dagli amori più tristi si può e si deve trarre qualcosa di bello e cambiare.

Cambiare in meglio!

Proprio come il conte di questa storia che, da odiato divenne amatissimo per l'altruismo e per la gentilezza dimostrata in quel momento. La sua amata era morta per quell'amore che lui non seppe reprimere, che lui volle inseguire.

Quell'amore disgraziato però gli diede modo di sentire l'affetto di quei sardi che lo aiutarono costruendo la strada, inseguendo quell'utopia; per la prima volta sì sentì amato e ricambiò con quella donazione.

Ah dimenticavo, quella strada esiste e si chiama “Sa scala 'e sa Contissa” che in sardo vuole dire “la scala della contessa”.

Come vedi l'amore sopravvive agli uomini, al tempo e anche alle bombe … almeno a queste latitudini è così.

Una parte di te è ancora qui? Anche una parte di me è ancora qui, persa fra le montagne e le spiagge dove siamo andati assieme.

Senti il profumo della mia isola bellissima? Vedi i colori della mia Sardegna? Senti il rumore della mia moto e del vento?

Io sì e ci sei anche tu, sempre, e temo per sempre.

Un abbraccio da qui, nel ricordo di quel giorno e del tempo passato assieme.

P.

Letto 1753 volte Ultima modifica il Martedì, 18 Dicembre 2012 15:53